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Brilla la stella del Bari fra il sogno e la realtà

Il sogno e la realtà in questo caso diventano tutt’uno. Non c’è una linea di demarcazione a separarli, c’è invece una classifica ad unirli, una classifica che racconta di un Bari a tre punti dalla zona Champions nella serie A di calcio. Dodici giornate rappresentano una porzione di campionato molto attendibile. Nono posto, condito da numeri eccezionali a puntellare il lavoro di Ventura e dei suoi uomini. Ma il pubblico?
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Brilla la stella del Bari fra il sogno e la realtà
di Fabrizio Nitti

BARI - Il sogno e la realtà in questo caso diventano tutt’uno. Non c’è una linea di demarcazione a separarli, c’è invece una classifica ad unirli, una classifica che racconta di un Bari a tre punti dalla zona Champions. Dite che è troppo? Che è da lussuriosi del pallone? In effetti è un po’ troppo. Allora fa meno peccato dire che il Bari è a sole due lunghezze dalla zona Europa League, che sarà pure l’Europa di riserva per i grandi club, ma che per noi poveri mortali di un calcio di provincia costretto alla B per otto disgraziate annate, fa ancora un certo effetto. Dodici giornate rappresentano una porzione di campionato molto attendibile.

Nono posto, condito da numeri eccezionali a puntellare il lavoro di Ventura e dei suoi uomini. In città l’argomento principale è il Bari. C’è il rischio della suina? Ma scusate, avete visto il Bari? C’è la riforma della giustizia? Ma la traversa colpita da Almiron ve la ricordate o no? È l’anniversario della caduta del muro di Berlino? Va bene, ma c’è anche il Bari che vola alto... Ecco il microclima cittadino.

la superdifesaMeglio del Real Madrid, del Barcellona, del Chelsea. Roba da fantacalcio. Ma le cifre non mentono mai ed in questo momento raccontano di un Bari super in difesa. Se non è la miglior difesa d’Europa, siamo lì. Un bunker, quello biancorosso, una squadra che viaggia a 0.583 di media per quanto riguarda i gol subiti in dodici giornate. Le altre anche in giro per il Vecchio Continente hanno fatto meno bene. La differenza è che qui Ventura schiera Ranocchia e Bonucci centrali, e due terzini «riciclati» come Andrea e Salvatore Masiello, in origine tutt’altro che difensori di fascia. Bari che non ha mai preso un gol nei primi 45 minuti, che in casa è il miglior reparto difensivo e in trasferta si accoda a Inter e Cagliari. C’è qualcosa di straordinario in ciò che i biancorossi stanno facendo. Oggi viene da sorridere, ma certe frasi, certi giudizi agostani sembrano davvero lontani anni luce. Ma dove ci presentiamo con Ranocchia e Bonucci a San Siro? Un cult di quei giorni, caduto con il passare delle settimane e delle partite. Oggi, la linea arretrata barese è fra le più invidiate. E fa nulla se il buon Lucarelli, che a Bari ha visto il pallone soltanto negli spogliatoi a fine partita, si è affrettato a parlare di una difesa come tante... E fa nulla, pure, se il commissario tecnico azzurro Lippi non si è ricordato di qualche biancorosso. Il calcio, si sa, non è materia esatta. Anche se in questo caso le cifre parlano chiaro.
Non c’è soltanto la difesa. C’è una organizzazione difensiva che funziona e nella quale, poi, le individualità si esaltano e trovano la loro naturale collocazione. A tratti questo Bari ricorda quello del primo Fascetti, squadra difficile da affrontare, rognosa, mai «morta».

C’è anche un centrocampo di qualità superiore, sicuramente il migliore degli ultimi anni. Almiron e Donati, che il buon Dio ce li conservi sempre in queste condizioni, regalano geometria, fantasia e pure quantità, mantenendo in equilibrio l’intero assetto del 4-4-2.

Ma il pubblico? Il San Nicola, domenica scorsa, non ha riservato un gran bel colpo d’occhio. Troppi gli spazi vuoti, e va bene che l’avversario non era di quelli di prima fascia. Ma una squadra che si sta comportando in maniera tanto egregia, andrebbe seguita a prescindere dall’«ospitata» di turno, andrebbe sostenuta ed applaudita comunque. Indiscutibile il fascino che emanano formazioni del calibro di Inter, Juventus o Milan; ma le partite pesanti sono proprio quelle contro il Livorno, o il Siena, prossima in casa. È in quegli appuntamenti che le gente di Bari deve farsi sentire di più. Perché al di là dei sogni, leciti, di questo avvio di stagione, non va dimenticato che prima si taglia il traguardo salvezza e più felici siamo tutti.

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