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Bari senza limiti ora è pure cinico

Lustriamoci gli occhi davanti ad una classifica così. Diciotto punti a quasi un terzo del cammino, più o meno la metà di quelli che serviranno per tagliare il traguardo della salvezza nella serie A di calcio. Nono posto, a un respiro dalla zona Europa, ma questo è un discorso che magari potrà essere affrontato più in là. Più nove sul terz'ultimo posto, soprattutto una marea di squadre a fare da cuscinetto
• Ventura: «Classifica importante»
• Matarrese: «Vedremo a gennaio cosa fare»
• Allegretti: «Questa squadra è tosta»
• I risultati: vince anche il Bologna
• La classifica: Bari, +9 sulla salvezza
• I cannonieri: Allegretti, secondo gol
• Il prossimo turno: Roma-Bari il 22
Bari senza limiti ora è pure cinico
BARI-LIVORNO 1-0 (1-0 già nel primo tempo)

BARI (4-4-2): Gillet 6.5; A. Masiello 6, Ranocchia 6.5, Bonucci 6, S. Masiello 6 (41'st Stellini sv); Alvarez 6, Donati 6.5, Almiron 6.5, Allegretti 6.5 (13'st Gazzi 5.5); Barreto 6 (23'st Greco 5), Meggiorini 6. In panchina: Padelli, Belmonte, Koman, Antonelli. Allenatore: Ventura 6.5.
LIVORNO (3-5-2): Benussi 6; Diniz 6, Knezevic 6, Miglionico 5.5 (32'st Vitale sv); Raimondi 5 (23'st Mozart 5.5), Moro 5, Pulzetti 6.5, Candreva 6, Pieri 5.5; Tavano 5.5, Lucarelli 5.5 (13'st Danilevicius 5.5). In panchina: Barbetta, Marchini, Galante, Bergvold. Allenatore: Cosmi 6.
ARBITRO: Mazzoleni di Bergamo 6.
RETE: 6'pt Allegretti.
NOTE: pomeriggio sereno, terreno in buone condizioni, spettatori 20.000. Ammoniti: Raimondi. Angoli: 5-1 per il Livorno. Recupero: 1', 6'.


di Fabrizio Nitti
 

BARI - Lustriamoci gli occhi davanti ad una classifica così. Diciotto punti a quasi un terzo del cammino, più o meno la metà di quelli che serviranno per tagliare il traguardo della salvezza. Nono posto, a un respiro dalla zona Europa, ma questo è un discorso che magari potrà essere affrontato più in là. Più nove sul terz'ultimo posto, soprattutto una marea di squadre a fare da cuscinetto. C'è di più. Il Bari resta la miglior difesa del campionato e forse è pure un record per una neopromossa dopo dodici giornate di campionato. Numeri importanti, numeri da incorniciare in coda alla sofferta vittoria sul Livorno di Serse Cosmi. Tre punti d'oro, anzi di platino, al di là dei dettagli che l'hanno caratterizzata e confezionata. Tre punti da chiudere in cassaforte perché strappati ad una diretta concorrente e proprio per questo dal valore doppio. Una domenica grigia e fredda si colora di colpo, dando ulteriore consapevolezza al popolo barese delle potenzialità di una squadra che continua a far parlare l'Italia. È il gol di Allegretti, questa volta, a far compiere un gran balzo in classifica ai biancorossi, a far superare una sorta di esame di laurea, a produrre quel salto di qualità mentale che da tempo si andava cercando.

Scomodo Livorno e dall'altra parte un Bari opaco. L'addizione dei due fattori consegna una partita brutta, spigolosa, contorta. Il Bari non brilla ma vince, non offre la «prestazione», ma butta la palla in porta, colpisce una traversa con Almiron su punizione e poi difende quella rete con orgoglio ed anche buona organizzazione, contro la quale si infrangono i desideri livornesi di riequilibrare il match. La partita forse più difficile e complicata di quelle affrontate dai biancorossi, che non hanno in effetti saputo costruire il loro «match» sul vantaggio piovuto dopo appena cinque minuti di gioco. Un Bari in difficoltà seria e costante, forse per la prima volta quest'anno, sicuramente per la prima volta in casa. A ben riflettere, materiale che non fa altro che impreziosire i contorni del successo, a renderlo ancora più solido. Bari che si dimostra squadra matura, ed era quello che si aspettava. Più che figlio del bel gioco, un Bari figlio della sofferenza. Imprigionata dalla tela tesa dal 3-5-2 del Livorno, la squadra biancorossa ha fatto ricorso a concetti fino ad oggi estranei al suo «dna». Ha rincorso, sbuffato, chiuso, pensato al sodo, difeso Gillet in maniera tutto sommato egregia, con il solito 4-4-2. Il Livorno ha fatto circolare di più e meglio il pallone, ha manovrato, senza però rendersi mai seriamente pericoloso dalle parti del portiere belga, che in sostanza è intervenuto in due circostanze soltanto. Per il resto il Bari ha concesso una serie di tiri dalla distanza sul finire del primo tempo (Pulzetti-Candreva-Pulzetti-Candreva), una conclusione a giro in avvio di ripresa (ancora Candreva), un blando colpo di testa di Danilevicius allo scadere. Mai i toscani sono riusciti a mettere un uomo solo davanti a Gillet. La fase difensiva, insomma, ha funzionato alla perfezione con la collaborazione di tutti, pure degli attaccanti.

E qui si innesca l'altra faccia della medaglia. Di un Bari che non ha creato grandi opportunità pur potendo disporre soprattutto nella ripresa di chilometri di campo aperto, che ha avuto il torto di non chiudere la partita, evitandosi così sofferenze sparse per il resto del match. La palla clamorosa, in verità, c'è stata anche ieri, anche ieri sui piedi di Alvarez, che evidentemente quando è solo davanti al portiere avversario non trova la necessaria freddezza, lui caraibico, per mettere la sfera nell'angolo giusto. Forse è proprio questo che non funziona nella macchina biancorossa, un attacco che deve ancora carburare, cercare e trovare i tempi esatti.

Ma tutto sommato va bene così, anzi va benissimo così. Perché la classifica brilla e guardare il Bari a stretto contatto con le grandi riempie il cuore. Avanti così. E non svegliateci.

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