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Bari non fermarti e spicca il volo Diretta della partita

Bari-Livorno è il dodicesimo rintocco di una serie A di calcio che sta sorridendo ai biancorossi. Ma rappresenta una tappa importante. Perché dopo il pareggio in casa della Samp, si attende una prova di maturità della banda di Ventura, fino ad oggi grande con le grandi, ma piccola con le piccole
Bari non fermarti e spicca il volo Diretta della partita
di Fabrizio Nitti

BARI - È tutta una questione di... capelli, questa partita fra Bari e Livorno: «Cosmi? Quando uno ne ha meno di me, già mi piace…». Gianpiero Ventura ci scherza sopra. È di buon umore il tecnico genovese che sta pilotando il Bari nel mare della tranquillità. Bari-Livorno, sfida fra neopromosse, è il dodicesimo rintocco di un campionato che sta sorridendo ai biancorossi. Ma rappresenta una tappa importante e delicata, scivolosa e chiarificatrice. Perché dopo il pareggio in casa della Samp, ora ci si attende una sorta di prova di maturità della banda di Ventura, fino ad oggi grande con le grandi, ma piccola con le piccole. «A parte gli scherzi - continua Ventura - Cosmi è una brutta gatta da pelare. In carriera come tutti ha avuto alti e bassi, ma sono contento che abbia ritrovato la serie A. Non so se schiererà il Livorno con una o due punte. Certo se io avessi un Lucarelli in squadra lo farei giocare sempre perché è un giocatore che può far gol in qualsiasi momento. La verità è che i toscani con Cosmi in panchina hanno cambiato marcia, battendo Roma e Atalanta e ritrovando entusiasmo e convinzione. Reputo le partite con Livorno e Napoli le più difficili che ci restano in questo girone di andata: squadre aggressive che ti mettono in difficoltà».

Andiamo con ordine, anche perché dopo il Livorno e prima del Napoli ci saranno altre sfide da giocare. Uno spicchio di futuro è oggi, in fondo. È oggi che il Bari dovrà dimostrare di essere cresciuto, di fronte ad una formazione che «intaserà» il centrocampo, si chiuderà, penserà soprattutto a non prenderle prima che a darle. Contro questo tipo di avversario il Bari ha sempre fatto una fatica del diavolo, in passato: «Io mi aspetto di vedere lo stesso Bari di Genova, con la stessa convinzione e la voglia di fare risultato. Abbiamo ampi margini di crescita, ovvio il risultato è importante e ci permetterebbe di allungare sul Livorno, ma ancor più importante è la prestazione, raggiungere la giusta maturità. Non dobbiamo farci intaccare dagli echi di una vittoria o di una sconfitta ma essere capaci di decidere il nostro futuro. Avere convinzione, autostima, conoscenze. Il nostro problema è sempre lo stesso: chi siamo e cosa vogliamo diventare».

Intanto, servirebbe segnare qualche gol in più, e questo senza voler gettare la croce addosso al reparto offensivo: «Più che i gol sbagliati dagli attaccanti bisognerebbe analizzare le situazioni - si lamenta il tecnico -. Certe occasioni potevano essere sfruttate diversamente invece ha prevalso l’egoismo. Meggiorini? Era abituato a giocare in modo diverso, ha capito che deve dialogare con il compagno d’attacco e la squadra. Deve essere il Meggiorini di sempre con qualche conoscenza in più. In questo campionato avrebbe potuto essere già a 5-6 gol e noi avere più punti ed essere secondi o terzi. E lo meritavamo. Questo è il rammarico più grande. Barreto per noi è importante, è tonico, farà bene. Purtroppo per qualche problemino non lo abbiamo ancora avuto al top della forma».

Capitolo formazione. Ventura si lascia andare ad un’altra battuta in barese: «Non ho ancora deciso chi schierare sulla fascia sinistra del centrocampo. In barese direi che “chis e chis so”. A volte dipende anche dagli avversari se schierare due esterni offensivi. Poi c’è il dubbio Almiron che ha ancora qualche acciacco. Abbiamo diversi giocatori out, oltre a Rivas anche Kutuzov infortunato e Parisi, De Vezze e Sforzini per influenza. Tra i convocati per la prima volta ci sarà Kamatà. Sta lavorando tanto, deve ritrovare la giusta brillantezza, non è ancora pronto per dare un contributo importante. Noi lo stiamo aspettando, intanto un primo passo è questa convocazione».

Questione arbitri. nei giorni scorsi, sulla scorta della svista di Genova, il presidente Matarrese ha urlato la propria rabbia: «Ultimamente c’è stato qualche errore di troppo nei nostri confronti - ammette Ventura -. Uso una frase fatta: speriamo che alla fine ci venga restituito ciò che ci è stato tolto. Negli anni scorsi c’era una certa sudditanza verso le grandi. La situazione è migliorata, gli errori ci possono stare. Sono convinto che tra due-tre anni avremo una classe arbitrale di livello. Nella crescita l’errore ci sta».

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