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Venerdì 22 Settembre 2017 | 22:51

Il Bari non cresce mai: 1-2 col Catania

Potrà appellarsi anche alla sfortuna (due traverse colpite e molte occasioni sprecate), ma avrebbe dovuto conquistare i punti decisivi per la salvezza. Va sotto di due gol e nella ripresa, in superiorità numerica dal 55', riesce solo a dimezzare con Cordova su rigore. I biancorossi restano in zona-spareggio
BARI-CATANIA 1-2 (0-2)

Bari (4-4-2): Battistini, Brioschi (41' st Lipatin), Doudou, De Rosa, Anaclerio, Collauto (1' st Motta), Cordova, Bellavista, Mora (21' st Pizzinat), Bruno, Valdes. (21 Spadavecchia, 3 Ingrosso, 5 Neqrouz, 18 Von Schwedler) All. Pillon.
Catania (3-5-2): Mancini, Terra, Stendardo, Alioui, Di Liso (32' st Padalino), Montervino (1' st Genevier), Del Vecchio, Behi, Giallombardo, Mascara, Berrettoni (14' st Zoppetti). (1 Concetti, 3 Zeoli, 7 Fini, 31 Taldo). All. Colantuono-Matricciani.
Arbitro: Racalbuto di Gallarate.
Reti: nel pt 21' Del Vecchio, 32' Mascara; nel st 26' Cordova su rigore.
Angoli: 5 a 5.
Recupero: 2' e 4'.
Espulso: al 10' st Giallombardo per doppia ammonizione.
Ammoniti: Brioschi, Mora, Bellavista e Giallombardo e Stendardo per gioco scorretto.
Spettatori 20.000 per un incasso di 35.221,71 euro.

BARI - Potrà appellarsi anche alla sfortuna (ben due traverse colpite e molte occasioni da rete sprecate) ma contro un Catania senza alcuna velleità di classifica, il Bari avrebbe dovuto, con ben altra condotta di gara, conquistare i punti decisivi per allontanare lo spettro dello spareggio con il quart'ultimo Verona per la permanenza nella serie cadetta.
La strategia di Pillon per superare i siciliani prevedeva un Bari con in avanti una sola punta (Bruno) ed il fantasista Valdes, mentre a centrocampo l'indisponibilità dell'argentino Markic costringeva il tecnico a rispolverare Cordova (apparso fuori forma ed avulso dalla manovra) al centro del campo. La formula scelta dall'allenatore trevigiano è apparsa troppo prudente e attendista in una partita nella quale il Bari avrebbe dovuto imporre il proprio gioco sfruttando le maggiori motivazioni ed il calore di un pubblico numeroso e caloroso come non mai (oltre 20.000 spettatori).
Eppure De Rosa e compagni avevano cominciato con un avvio convincente: dopo dieci minuti Mora ha avuto una occasione clamorosa da gol, ma l'ha sprecata con una conclusione approssimativa. Il Catania ha iniziato a guadagnare terreno, è riuscita a far avanzare il suo baricentro del gioco, rendendosi anche pericolosa.
Il vantaggio dei siciliani è arrivato nel momento migliore della squadra etnea: il capitano Del Vecchio ha stoppato un pallone rinviato debolmente dalla retroguardia barese ed segnato con una botta precisa che ha colpito la parte interna della traversa. Il Bari non si è perso d'animo e ha provato con Bruno (traversa), alla mezzora, a riequilibrare il risultato ma sul successivo capovolgimento di fronte ad una imperdonabile ingenuità difensiva, ha permesso a Di Liso di recuperare e crossare al centro un pallone che sembrava destinato a finire a fondo campo, e Mascara - con i centrali baresi immobili - si è fatto trovare al posto giusto per battere Battistini. Pillon ha inserito la seconda punta Motta ad inizio ripresa per aumentare la carica offensiva della sua squadra e il Bari ha assediato il Catania nella sua area di rigore, colpendo anche una traversa con una spettacolare girata di De Rosa in mischia.
L'espulsione di Giallombardo per doppia ammonizione ha dato ancora più sprint ai pugliesi che al 24' con Motta hanno conquistato un rigore (fallo evidente di Zoppetti) trasformato da Cordova. I pugliesi - riaperto l'incontro - si sono lanciati in avanti con molto ardore e poco ordine: i tanti cross per Bruno, Motta e nel finale Lipatin sono stati disinnescati senza grandi affanni dalla retroguardia catanese e nel recupero Motta ha sprecato l'ultima occasione per il pareggio.
Dopo il fischio finale dell'arbitro Neqrouz ed altri giocatori del Bari hanno inveito contro l'allenatore del Catania e contro alcuni giocatori siciliani: gli addetti al servizio d'ordine del San Nicola hanno prontamente diviso i contendenti per rasserenare gli animi.

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