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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 05:43

Cras crolla nel finale  contro l’Ekaterinburg

di ALESSANDRO SALVATORE
Eurolega amara per le tarantine. Nell’ultimo quarto la Gruda «giustizia» le giocatrici joniche. Le ragazze di Ricchini hanno controllato la partita fino al 38’, poi la maggiore esperienza delle russe è stata decisiva. Il risultato finale: Cras Basket Taranto 72 - Ummc Ekaterinburg 79
Cras crolla nel finale  contro l’Ekaterinburg
di ALESSANDRO SALVATORE

TARANTO - Peccato. Il Cras si ferma alla penultima pagina di una possibile favola. Alla fine la spunta la potenza mondiale del basket chiamata Ekaterinburg. La superiorità delle rossoblù è lampante sino al 38’. Sino a qui il gigante dell’Est è apparso «umano». È negli ultimi 120” che sale in cattedra la favorita del gruppo A dell’Eurolega. 
Al Cras resta la certezza di essere un gruppo pericoloso quando sfrutta a dovere il collettivo. La partita è un appuntamento storico per Taranto, che per la prima volta ospita la Champions del basket femminile.Fioccano subito emozioni. Merito del Cras, che parte forte. Godin, Brunson e Wambe costruiscono l’11-7 al 3’ ed il 15-12 al 6’. Sentita puzza di bruciato, il coach ospite chiama il primo timeout. Redarguite, le sue atlete fruttano l’8-2 che vale il +1. Taranto non ci sta, alza la cerniera in difesa e vola in attacco. Ne fa le spese Nolan che si innervosisce, subendo il tecnico dopo il fallo su Mahoney. L’americana dalla lunetta eMontagnino dalla media distanza firmano l’8-0 che porta Taranto sul +7 al 10’. 

Dal secondo parziale appare più convinta la squadra degli Urali.Vetra ha molte frecce al suo arco. Come la migliore polacca al mondo. È l’ala Bibrzycka, che ispira il 10-4 russo per il -1 al 13’. Ma Mahoney risveglia Taranto dalla sua inerzia. Le pugliesi respirano al 15’: +5. Il vantaggio è arricchito da Brunson. L’americana, in certi momenti, è devastante. Suo il +6 dell’8’. 
Basket Cras Taranto
Nel finale di tempo Taranto stringe i denti. L’Ekaterinburg è presa per mano da Gruda. La francese, maniacale sotto le plance, firma il -4. Stesso gap imposto a metà gara dal quintetto jonico, che va fiducioso negli spogliatoi. Partita più dura e palpitante nella ripresa. L’Ekaterinburg si presenta con un marchingegno più veloce. Di conseguenza i tiri diventano limpidi. Come la doppia tripla di un’indisturbata Bibrzycka: russe a +2 dopo 23’. Ma il Cras, frustato anche da Wauters (non ha un difensore della stessa stazza davanti) non si demoralizza: +4 al 26’ costruito sull’asse Mahoney-Montagnino. Taranto, però, senza un playdi ruolo incampo (Wambe rifiata in panca, Greco è influenzata), non attua un gioco costante. Ne approfitta l’ospite: +1 al 29’. 

Ma Taranto non ci sta, spinta sul +1 al 30’ da un’ispirata Montagnino. L’italo-americana tiene in piedi il Cras all’inizio dell’ultimo parziale (tripla del +2), quando l’Ekaterinburg sale in cattedra ancora conWauters: 66-66 al 33’. Da qui Ricchini ordina la «zona» difensiva, che caccia le russe fuori dall’a re a , mentre Taranto si rituffa in attacco. Sono le «piccole» Mahoney e Montagnino che firmano punti ossigenanti: 70-66 al 35’. Si risveglia l’Ekaterinburg, che buca l’a re a con Gruda: la francese firma il 6-0 che vale il sorpasso russo. È il 38’. Qui Godin dice addio almatch per un colpo doloroso subìto dalla connazionale Gruda. Momento nevrotico. Il Cras non lo regge e si sfalda. Mentre l’Ekaterinburg resta freddo e fugge. Il +7 è il frutto dello sforzo finale delle russe. Al Cras, seppure ko, restano verità importanti per il suo futuro in Europa.

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