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Bari-Livorno Alvarez: contro i toscani conto aperto

di FABRIZIO NITTI 
Bari-Livorno, una partita pericolosa, scivolosa, ma che può consegnare ai biancorossi una piccola laurea. Contro le piccole al San Nicola non sempre è andata bene, anzi... Reduce dal pareggio di Genova sul campo della Samp, la formazione di Ventura ha la possibilità di allungare in classifica, di aggrapparsi alle zone più alte. Ma questo è un Bari che può volare alto? O manca ancora qualcosa perché si possano scalare posizioni di classifica? La sfida contro i toscani potrà cominciare a chiarirlo e intanto Alvarez medita «vendetta»...
• Bari-Livorno: curiosità in cifre
Bari-Livorno Alvarez: contro i toscani conto aperto
di FABRIZIO NITTI 

BARI - Questione di scarpe e non parliamone più. «Vi prometto che contro il Livorno le cambierò: non più bianche, rosse e grigie, ma tutte nere. Le ho comprate io, con i miei soldi. Anche perché la Nike non mi fa ancora da sponsor…». C’è un motivo per tutto ed Edgar Alvarez, mosso dall’allegria innata della gente caraibica, ne acchiappa uno simpatico per giustificare i tanti errori sotto porta. L’ultimo a Genova, tutto solo davanti a Castellazzi. Lui e il gol, insomma, sembrano camminare su strade parallele, della serie non ci incontreremo mai: «Non mi era mai capitato in carriera di avere tutte queste occasioni da rete, prima capitava a me servire gli altri. Non ho mai avuto un bel rapporto con il gol… Lo scorso anno è vero che ne ho fatti 5, ma ne ho sbagliati 15…». 

Eppure Ventura le ha consegnato una maglia da titolare... «È vero... forse il mister è stato un po’ masochista, visto che mi ha ripreso». 
Lei va a mille all’ora sempre, magari sotto porta servirebbe riflettere un po’. «Ho già fallito almeno cinque palle gol e dopo ogni partita in cui ho sbagliato occasioni clamorose non ho dormito. Cerco di migliorare con il lavoro, l’allenamento. Mi dispiace perché potevamo di sicuro avere più punti se fossi stato più freddo». 
Ha visto cosa ha detto Barreto? Si è lamentato per un assist mancato a Marassi. «Ha ragione. Sono stato poco lucido, non l’ho visto. State certi che, considerati i miei precedenti davanti al portiere, se mi fossi accorto della sua presenza non ci avrei pensato un attimo a passargliela. Lui mi ha fatto segnare contro l’Atalanta, spero di ricambiare al più presto. Altrimenti chi se lo sente». 
Parliamo del Livorno? «A Livorno ho passato il più brutto anno della mia carriera. Voglio “vendicarmi” con una rete. Ho giocato pochissimo lì. Prima Orsi e poi Camolese non mi vedevano». 
Si è dato una spiegazione? «Forse perché ci allenavamo la sera ed era buio... C’era anche Tavano, gran bel giocatore, uno che appena vede la porta fa male. A parte tutto, contro il Livorno sarà una gara importante per diversi motivi. Scontro diretto per la salvezza e poi abbiamo la possibilità di fare un bel salto in avanti in classifica». 
È vero che lei è il più allegro del gruppo? «Sto invecchiando e sto diventando più serio. Ma se dovessi cambiare mestiere andrei a Colorado Cafè». 
Di cosa ha discusso con Cassano prima di Samp-Bari? «Non abbiamo parlato di calcio. Settecento donne... Tante, io non ho raggiunto neanche la metà, sono un uomo serio… Non sono sposato, ho avuto tre figli da tre fidanzate diverse, ma non ne ho ancora una italiana. Magari tra un anno e mezzo avrò un altro bambino. Si vede che fuori dal campo mi riesce più facile fare centro». 

NOTIZIARIO - Almiron e Alvarez in gruppo, Kutuzov a parte ma il suo recupero è difficile. Giocherà Meggiorini. Rientra Allegretti.

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