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Bari si gode super Gillet «Basso? Così mi carico»

È alla decima stagione in biancorosso. Uno dei grandi protagonisti della fantastica cavalcata che ha riportato la serie A dopo otto lunghissimi anni, il «gatto» belga ha da poco messo alle spalle un’estate abbastanza tormentata. Tutta colpa di una serie di voci sul suo conto che ne stavano minando la proverbiale serenità. La realtà, invece, è un’altra. Gillet è rimasto a Bari, città che lo ha eletto a vero e proprio beniamino
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Bari si gode super Gillet «Basso? Così mi carico»
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - Jean Francois Gillet è alla decima stagione nel Bari. Uno dei grandi protagonisti della fantastica cavalcata che ha riportato i biancorossi in serie A dopo otto lunghissimi anni, il «gatto» belga ha da poco messo alle spalle un’estate abbastanza tormentata. Tutta colpa di una serie di voci sul suo conto che ne stavano minando la proverbiale serenità. La realtà, invece, è un’altra. Gillet è rimasto a Bari, città che lo ha eletto a vero e proprio beniamino, e in questa prima parte di stagione ha dimostrato di poter essere una pedina fondamentale anche nel calcio dei «grandi».

«Dico solo - spiega Gillet guardandosi indietro - che si sono fatti tanti nomi che sembravano essere tutti migliori del mio, come se io fossi l’ultimo degli arrivati». Le prestazioni, finora tutte rassicuranti, rappresentano indubbiamente una bella soddisfazione per il solare Jean Francois, ma è lo stesso numero uno del Bari a voler dividere i meriti con i compagni e non farsi prendere dall’euforia quando il discorso scivola sugli obiettivi. «Dobbiamo guardare solo e soltanto al nostro lavoro quotidiano ed è molto importante ciò che stiamo facendo - spiega - le prestazioni danno fiducia e sicurezza non solo al reparto difensivo, ma a tutta la squadra. Siamo un bel mix in campo e ci stiamo trovando bene gli uni con gli altri. Io mi sento abbastanza protetto dai miei compagni, non solo da chi mi sta davanti, ma da tutta la squadra perché anche gli attaccanti lavorano tanto. Il Bari è ben messo in campo, è organizzato, fa punti e muove sempre la classifica».

L’impressione, insomma, è che questo sia un gruppo in grado di conquistare la salvezza senza problemi. Anche e soprattutto grazie alla sapiente regia di un Ventura che sta rispondendo alla grande alla fiducia che Perinetti ha riposto in lui all’indomani del burrascoso addio di Antonio Conte. «La nostra forza - spiega Gillet - è che siamo bravi a girare subito pagina, adesso ad esempio la Sampdoria è già un ricordo, pensiamo ai vari Tavano e Lucarelli. Non possiamo e non vogliamo abbassare la guardia».

Gillet continua a parlare del Livorno, prossimo avversario nella sfida di domenica al San Nicola. «Partita difficile, loro vengono da due vittorie pesantissime e contro l’Inter certo non hanno sfigurato. Dovessimo vincere faremmo un bel carico di tranquillità, ma questa è una gara che va affrontata con il massimo della determinazione – spiega Gillet - non dobbiamo piangerci addosso per i punti che finora abbiamo lasciato per strada, facciamo autocritica e guardiamo avanti». L’ultima battuta è una risposta chiarissima alle malignità sul suo conto. «Dicono che sono troppo basso per fare il portiere? Poco mi importa - dice Gillet - a me interessa parare e poi più mi dicono così, più mi carico».

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