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La Fifa accetta il codice mondiale antidoping

Dai Giochi olimpici di Atene il codice internazionale elaborato dall'agenzia mondiale (Wada) varrà anche per il calcio. Tra le grandi federazioni sportive internazionali, resta fuori soltanto l'Uci (Unione ciclistica). Blatter si scaglia contro il G-14: «Ci vuole equilibrio tra club e rappresentative nazionali»
PARIGI - Dai prossimi Giochi olimpici di Atene il codice internazionale antidoping elaborato dall'agenzia mondiale (Wada) varrà anche per il calcio. Alla presenza del presidente del Cio Jacques Rogge, l'accordo è stato firmato oggi a Parigi, dove si tiene in questi giorni il congresso della Fifa, tra il presidente della federcalcio internazionale Joseph Blatter e il canadese Dick Pound responsabile della Wada.
Il codice vuole essere un punto di riferimento, valido in tutti i paesi e per tutti gli sport, in materia di doping, fissando norme, procedure, sanzioni. Con l'obiettivo di mettere fine alle diversità di trattamento che finora hanno caratterizzato lo sport, pur in presenza di episodi simili.
Tra le grandi federazioni sportive internazionali, resta ormai soltanto l'Uci (Unione ciclistica) a non avere ancora accettato il codice, mentre il Cio ha indicato questa adesione come condizione indispensabile per partecipare ai Giochi. Una situazione che comunque non preoccupa la federazione ciclistica internazionale un cui portavoce ha assicurato che l'accordo interverrà sicuramente prima di Atene.

Tra l'altro, c'è stato un violento attacco del presidente della Fifa Joseph Blatter contro il G 14, il raggruppamento che riunisce i club più importanti d'Europa, in occasione del 5esimo congresso della federazione internazionale del calcio. «Da oggi le sfide del calcio sono quelle della nostra società - ha detto Blatter rivolgendosi ai rappresentanti delle 204 federazioni affiliate alla Fifa -. Dobbiamo difendere l'equilibrio tra il calcio dei club e quelle delle squadre nazionali. Non potremo mai accettare di vedere distrutte le rappresentative nazionali a vantaggio dell'organizzazione dei club che vogliono a tutti i costi installare un regime che è contro i nostri statuti e che non esitano a citare la Fifa in giudizio».
«Il G 14 è un'organizzazione non riconosciutà dalla Fifa né dall'Uefa. Abbiamo bisogno di voi, rappresentanti delle 204 federazioni affiliate, per affibbiargli un cartellino giallo e dirgli di restare nella nostra famiglia», ha chiesto Blatter. «Se il club ha dei problemi, deve risolverli nell'ambito della grande famiglia del calcio. Senza dialogo, non otterremo niente. Dobbiamo salvaguardare le rappresentative nazionali. Occorre che i club ritrovino una identità nazionale. Oggi, essi non sono più né regionali e nemmeno nazionali, e tutto questo tocca il problema della formazione dei giovani» ha aggiunto Blatter.
Il 2 aprile scorso, il G 14 (il raggruppamento di interesse economico che riunisce i 18 club più potenti d'Europa) ha sollevato davanti alla commissione della Concorrenza (Comco) a Berna, «il problema della messa a disposizione gratuita dei giocatori da parte dei club in favore delle squadre nazionali».

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