Cerca

Perdichizzi difende il Brindisi «Avremmo potuto essere primi»

Molto realismo nell’incontro fra il tecnico e la stampa per parlare ancora della gara persa domenica scorsa contro la Prima Veroli nel Lazio nella Legadue di basket maschile. «Sono le piccole cose che determinano le vittorie e le sconfitte. Mi piace ribadire, però, che, nonostante i mugugni, noi abbiamo sempre provato a vincere. Non ci siamo riusciti e in parte, per questo dato no, va dato merito ai nostri avversari»
Perdichizzi difende il Brindisi «Avremmo potuto essere primi»
di Franco De Simone
 
BRINDISI - C’è amarezza («per non aver giocato bene sul parquet di Frosinone») nella parole di coach Giovanni Perdichizzi che dice: «Vincendo avremmo potuto essere primi in classifica»; ma c’è anche tanta convinzione che «sebbene siano stati persi molti palloni in attacco, siamo rimasti sempre “attaccati” alla partita». Tutto ciò, nonostante il coach abbia ammesso di non aver avuto in campo il miglior Joe Crispin ed un Giuliano Maresca che ha accusato un momento «no». «Agli alti e bassi di Maresca - continua il tecnico - dobbiamo, ancore per un po’, abituarci. Ma sono certo che fra qualche tempo, magari ancor prima di quanto io stesso possa immaginare, potremo avere in campo il miglior Maresca».

Ed all’espressa meraviglia per i tre falli consecutivi, commessi da Nikola Radulovic nell’arco di 47”, Perdichizzi risponde così: «Quello di Radulovic è stato un ben preciso segnale inviato alla squadra. Un gesto da leader. Ha voluto invitare i suoi compagni a difendere con maggiore determinazione, magari spendendo anche qualche fallo. Perché a me non sembra possibile chiudere 20’ di gara con soli due falli commessi».

Ad ogni modo, il tecnico siciliano non ha volòuto parlare dei singoli: «Perchè è la squadra che vince e, poi, tutti assieme si perde. Mai il singolo».

Al di là delle parole dettate nel corso della conferenza stampa, va detto che Perdichizzi ha difeso a spada tratta la sua squadra. E spiegando gli errori commessi («Abbiamo mancato nel non innescare come sarebbe stato opportuno, Radulovic»), ha anche ribadito la sua tranquillità sciorinando le cifre della gara: «abbiamo distribuito 16 assist con i 14 di Veroli, abbiamo conquistato 32 rimbqalzi, quanti quelli dei nostri avversari verolanii, e dalla panchina abbiamo avuto 24 punti». Ed allora, la sconfitta? «Sono le piccole cose che determinano le vittorie e le sconfitte. Mi piace ribadire, però, che, nonostante i mugugni, noi abbiamo sempre provato a vincere. Non ci siamo riusciti e in parte, per questo dato no, va dato merito ai nostri avversari che hanno ben sopperito all’assenza di un giocatore importante qual è Robinson».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400