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Gallipoli, affondo di D’Odorico «A Collina chiedo più rispetto»

Dopo il tecnico, anche il presidente dei giallorossi (serie B di calcio) torna a farsi sentire. La questione arbitri è un nervo scoperto. Il rigore negato a Bergamo per atterramento di Sosa grida vendetta: è il «settimo sigillo» di una serie negativa impressionante. «La mia società non si può permettere il lusso di viaggiare alla media di un errore arbitrale determinante a partita», dice l’imprenditore friulano
Gallipoli, affondo di D’Odorico «A Collina chiedo più rispetto»
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - Dopo Beppe Giannini anche il presidente Daniele D’Odorico torna a farsi sentire. La questione arbitri è un nervo scoperto del Gallipoli. Il rigore negato a Bergamo per atterramento di Sosa grida vendetta: è il «settimo sigillo» di una serie negativa impressionante. «La mia società non si può permettere il lusso di viaggiare alla media di un errore arbitrale determinante a partita», dice l’imprenditore friulano. «Chiediamo a Collina più attenzione nella scelta degli arbitri. Anche il Gallipoli merita di essere arbitrato da "fischietti" di qualità, che non siano sempre chiamati ad acquisire esperienza sulla nostra pelle».

Il presidente degli jonici ha annunciato l’invio di un dossier sui torti arbitrali subiti dai giallorossi: in settimana arriverà sulla scrivania del presidente dell’Associazione Italiana Arbitri (Aia), Marcello Nicchi, e del designatore arbitrale, Pierluigi Collina.

PUGNI SUL TAVOLO - D’Odorico, che ieri ha lanciato un appello ai tifosi per inviare un sms in occasione della Giornata per la Ricerca sul cancro (7-8 novembre), alza la voce per non finire vittima sacrificale: «In un campionato abbastanza livellato come la B, sono gli episodi a determinare i destini di una gara. Quando l’interpretazione di tutti i passaggi cruciali di un match, per più domeniche, va nella direzione della penalizzazione di una squadra, allora occorre far sentire la propria voce. L’episodio di sabato non può trovare spiegazione in nessuna ragionevole interpretazione della dinamica dell’accaduto. L’arbitro e il suo assistente erano in ottima posizione. Siamo stati penalizzati anche a Trieste, a Padova, con il Sassuolo e a Grosseto».

SIMPATICO A CHI? - A Gallipoli sono ancora convinti che questo «accanimento» della sfortuna nei confronti della squadra sia dovuto alla storia della «squadra simpatia»: «Non vogliamo essere lo sparring partner di nessuno. Chiediamo di essere giustamente tutelati come le altre società. Già è difficile fare calcio in una realtà piccola come Gallipoli, economicamente non floridissima, una realtà in cui ogni traguardo è frutto di sacrifici inenarrabili. Basta con questa storia della "squadra simpatia". Vogliamo solo essere rispettati, come le squadre che sono espressione di città più importanti e che sono di proprietà di gruppi imprenditoriali più prestigiosi».

MOVIOLA - Come dare torto al massimo dirigente gallipolino? Essere sfortunati protagonisti di 7 gravissimi errori su 12 gare: se non è un record, poco ci manca. Lunedì sera le rimostranze dell’immobiliarista friulano hanno avuto eco attraverso la trasmissione di Aldo Biscardi. E preso da un accesso di «biscardite», D’Odorico comincia ad invocare anche la moviola in campo: «Vogliamo più rispetto il Gallipoli. Se Collina ha una classe arbitrale che glielo può consentire, si faccia garante del corretto svolgimento delle partite. Altrimenti chieda l’ausilio della moviola in campo».
NOTIZIARIO - Ieri Giannini ha guidato una doppia seduta d’allenamento. Non c’era Manuel Mancini, che ha goduto di un permesso. Hanno svolto lavoro differenziato: Mounard, Eliakwu e Smit, quest’ultimo in fase di recupero da un infortunio ha lavorato in palestra. Oggi è in programma l’amichevole contro la Primavera di Giovanni De Pasquale: appuntamento alle 15.30 a San Donato. Nel frattempo il Giudice Sportivo ha diffidato Grandoni (terza ammonizione per lui) e inibito per un mese il dirigente accompagnatore Antonio Vallebona: l’ex presidente del Gallipoli non potrà svolgere alcuna attività in seno alla Figc o rappresentare la società in ambito federale fino al 3 dicembre per avere, al termine della gara, rivolto all’arbitro espressioni insultanti.

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