Cerca

L’equilibrio del Lecce «C’è più protezione»

Le fortune dei salentini non sono soltanto nell’attacco che pure, arriva in porta con grande facilità. La sorpresa della squadra capolista della serie B di calcio nasce anche da una solidità dell’impianto difensivo per il quale il dato dei gol subìti non è un indicatore univoco. Infatti, la squadra salentina ha subìto 13 reti in dodici giornate, una cifra che non la colloca fra le migliori difese del campionato
L’equilibrio del Lecce «C’è più protezione»
di Massimo Barbano

LECCE - Le fortune del Lecce non sono soltanto nell’attacco che pure, arriva in porta con grande facilità.La sorpresa del Lecce capolista della serie b nasce anche da una solidità dell’impianto difensivo per il quale il dato dei gol subìti non è un indicatore univoco. Infatti, la squadra salentina ha subìto 13 reti in dodici giornate, una cifra che non la colloca fra le migliori difese del campionato. Tuttavia, il dato disaggregato della «protezione dell’area», inteso come indice che valuta la capacità di una squadra di difendere la propria porta offre tutta un’altra visione. Come pubblicato ieri dalla Gazzetta, l’indice di protezione dell’area è per il Lecce al 59% e colloca la squadra di De Canio al secondo posto dietro soltanto al Brescia che segna un 59,8%.

E, Antonio Rosati, che di protezione dell’area dovrebbe saperne abbastanza, sostiene di sentirsi in una botte di ferro. «Effettivamente il dato riportato dalla Gazzetta rispecchia un po’ quelle che sono le sensazioni. Ora, lì dietro mi sento abbastanza tranquillo - sostiene il portiere giallorosso - la difesa è molto più sicura e mi permette di giocare senza assilli. È un discorso di crescita generale nel senso che tutta la squadra è riuscita a perfezionare i meccanismi della fase difensiva, per cui, con i movimenti giusti, a partire dal reparto d’attacco fino indietro al portiere, tutto gira meglio e le possibilità di offendere per gli avversari risultano limitate».

In base a quello che dice il portiere c’è stata quindi una positiva evoluzione rispetto alla prime giornate del campionato. «Certamente all’inizio abbiamo avuto qualche problema di sicurezza nelle retrovie - prosegue Rosati - d’altra parte la maggior parte dei gol al passivo li abbiamo subìti in quella fase. Ora, nelle ultime quattro partite, fatta eccezione per le due reti della Reggina, una per altro venuta su rigore, non abbiamo concesso altro ai nostri avversari. È stato un naturale processo di crescita della squadra. All’inizio, per una serie di motivi, anche legati al calciomercato e a giocatori che dovevano andare via, altri che dovevano ancora arrivare, abbiamo vissuto una inevitabile fase di rodaggio».

Anche sul piano personale Rosati può dirsi soddisfatto dell’annata che lo vede protagonista come portiere titolare. «Non posso che essere contento - dice - credo che questi risultati siano il frutto del lavoro che abbiamo fatto ed ora raccogliamo, anche se non bisogna mai fermarsi e cercare sempre di migliorare».

Il primo posto in classifica, scaturito dalle quattro vittorie interne consecutive, viene vissuto con entusiasmo, ma cercando di smorzare l’euforia. Ed è, per certi versi inaspettato. «Diciamo che ci speravamo di fare il pieno in quelle quattro partite - continua il portiere - ma forse non ci aspettavamo che questo avrebbe fruttato addirittura il podio della capolista. D’altro canto, non dimentichiamo che prima di queste quattro partite eravamo dall’altra parte della graduatoria. Si parlava già di crisi, ora siamo primi, significa che ci siamo».

Ed ora che siamo in ballo bisogna ballare, nel senso che la serie A per il Lecce non può essere più un obiettivo dilazionabile ad un altro campionato. «È chiaro che adesso ci giocheremo fino in fondo tutte le nostre carte, ma senza farci prendere dai facili entusiasmi. Questo è un campionato stranissimo, basta poco per salire la china, ma altrettanto poco basta per ritrovarsi a terra. Alla prima giornata, quando vincemmo tre a zero con l’Ancona, tutti davano i nostri avversari come i più probabili candidati alla retrocessione, oggi l’Ancona ce la troviamo in testa alla classifica insieme a noi. E lo stesso al contrario, si può dire per il Torino. Secondo le previsioni della vigilia, i granata avrebbero dovuto ammazzare il campionato, ora sono sotto di noi».

Ed ora, proprio dovendo far visita al Torino, se il Lecce riuscisse a vincere anche questa partita, le cose si metterebbero davvero bene. «Daremmo un forte scossone al campionato - continua Rosati - ma è meglio non parlare prima del tempo. Affrontiamo questa partita come tute le altre cercando di trarre il meglio in termini di risultato».

Nell’ottica della promozione in serie A, il raffronto con l’ultimo campionato vinto dal Lecce, due anni fa, con Papadopulo in panchina, mostra una realtà diversa e forse potenzialmente una maggiore facilità, quest’anno a raggiungere il traguardo. Rosati è uno dei reduci di quella memorabile stagione. «Allora le vittorie sembravano non servire a nulla, vincevi e la classifica non si smuoveva di un millimetro, perchè quelle che erano in testa non perdevano mai un colpo. Quest’anno sembrerebbe un campionato diverso, ma aspettiamo ancora a parlare perchè la distanza dal primo posto rispetto a due anni fa è solo di quattro punti in meno. Quindi la situazione è ancora fluida».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400