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Sorvegliato e capitano del Capurso arrestato dopo la partita di calcio

La passione per il calcio gli è costata l'arresto. Giorgio Christian Buontempo, 27 anni, barese, sorvegliato speciale (il primo arresto risale al 2003), è finito in manette domenica sera. Buontempo non solo non avrebbe potuto raggiungere il Capurso, ma non avrebbe potuto neanche frequentare altri cinque compagni di squadra, pure loro in qualche modo sospettati di cattive frequentazioni
Sorvegliato e capitano del Capurso arrestato dopo la partita di calcio
di GIOVANNI LONGO

BARI - La passione per il calcio gli è costata l'arresto. Giorgio Christian Buontempo, 27 anni, barese, sorvegliato speciale (il primo arresto risale al 2003), è finito in manette domenica sera. Qualche ora prima, come capitano (maglia numero 9) del suo Atletico Capurso, formazione che milita in seconda categoria, era sceso in campo contro l’Acd Milan Clb Molfetta. In realtà, la gara è stata sospesa dall'arbitro dopo le proteste e i disordini scatenati dopo la decisione dello stesso direttore di gara di espellere il portiere della formazione di casa, compagno di squadra di Buontempo. 

Al termine dell’incontro i carabinieri del reparto operativo guidati dal tenente colonnello Giuliano Polito hanno voluto vederci chiaro. I militari, dopo aver evitato che qualcuno si facesse male e che la situazione degenerasse, hanno acquisito le liste dei calciatori presenti in campo e hanno approfondito le indagini. Così hanno scoperto che sul conto del calciatore gravava la misura cautelare della sorveglianza speciale. Buontempo, invece di guardare le partite in tv, calpestava i campi polverosi dell’hinterland, indossando la fascia di capitano e difendendo i colori sociali dell’Atletico Capurso non solo in casa, ma anche in trasferta. A testimoniarlo persino i commenti su facebook, sulla pagina dei fan della formazione calcistica e che ieri sera sono stati cancellati. 

Buontempo non solo non avrebbe potuto raggiungere il Capurso, ma non avrebbe potuto neanche frequentare altri cinque compagni di squadra, pure loro in qualche modo sospettati di cattive frequentazioni. Uno di loro è stato addirittura arrestato nel 2007 con l’accusa di associazione mafiosa e spaccio di droga, mentre un altro è sottoposto a Daspo: cioè al divieto di assistere a partite di calcio, figuriamoci a giocarle. Inevitabile a quel punto l’arresto del «capitano», rintracciato in serata nella sua abitazione. 

A smorzare i toni della polemica Savino Spinelli, patron della squadra. «E cosa c’entra questo con il calcio? Non vorrete che un presidente chieda al calciatore la fedina penale », ha detto Spinelli che mette in guardia dal rischio di cadere in antipatiche generalizzazioni: «Ho raccontato a tutti quanto accaduto, le normali proteste del portiere della mia squadra, che è un ingegnere, per l’espulsione; il presunto calcio all’allenatore del Molfetta; i momenti convulsi e confusi che purtroppo succedono su tutti i campi di calcio e non solo in queste categorie. Buontempo, fra l’altro, è uno dei pochi che giocava con me la scorsa stagione. Mi ha chiesto se poteva fare il capitano». 

«Sapevo - aggiunge - che aveva qualche problema ma ritenevo e ritengo che si tratti di fatti privati, in cui non è giusto intromettersi. Ho acconsentito volentieri. Anche perché si parla sempre del fatto che lo sport deve in qualche modo avere compiti riabilitativi. Dunque, attenzione a dare giudizi affrettati». Intanto Buontempo ha dovuto abbandonare la maglia numero 9 e passare la fascia di capitano.
di GIOVANNI LONGO

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