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Lunedì 25 Settembre 2017 | 00:47

Lecce, con De Canio l’attacco arma in più

Quella salentina è una squadra rapida, marcatamente incisiva, che, pur non dominando le partite nella serie B di calcio, risulta pericolosissima quando attacca e capitalizza. È agli ultimi posti come possesso di palla e come palloni giocati. Ma nel dato della pericolosità figura al terzo posto. Per non parlare della collocazione temporale dei gol segnati, la maggior parte negli ultimi 15'
Lecce, con De Canio l’attacco arma in più
di Massimo Barbano

LECCE - È una squadra rapida, marcatamente incisiva, che pur non dominando le partite, risulta pericolosissima quando attacca e capitalizza le occasioni. I numeri del campionato danno questa radiografia della nuova capolista del torneo, il Lecce.

La squadra di De Canio è infatti agli ultimi posti come possesso di palla e come palloni giocati. Nelle prime dodici partite, il Lecce ha avuto il controllo del pallone, in media, soltanto per 21 minuti e 58 secondi, risultando in questa graduatoria la terzultima. Peggio hanno fatto soltanto il Cittadella (21’ e 43”) e il Piacenza (20’ e 16”). Valori molto lontani da quelli del Brescia, capolista di questa graduatoria con 26’ e 46”, del Torino (26’ e 21”) e sorprendetemente del Gallipoli che segna pochissimo, ma fa tantissimo possesso palla (25’ e 7”).

Anche nei dati della supremazia territoriale (intesa come il tempo di gioco nella metà campo avversaria con possesso di palla) il Lecce non eccelle, piazzandosi al quattordicesimo posto con una media di 8’ e 45”. Leader della graduatoria è ancora il Brescia con 11’ e 40”, seguito dal Torino con 10’ e 52” e dall’Ascoli con 10’ e 25”. Mentre, al di sotto della squadra di De Canio ci sono soltanto Grosseto e Sassuolo (8’ e 30”), Triestina (8’ e 28”), Ancona (8’ e 26”), Vicenza (8’ e 22”), Cittadella (7’ e 58”), Modena (7’ e 51”) e da ultimo il Piacenza con 6’ e 55”).

Insomma, sembrerebbe una squadra che attacca poco, ma il dato è fortemente smentito non solo dai gol segnati per i quali è al primo posto insieme a Frosinone e Ancona, ma anche dal parametro della pericolosità, intesa come produzione offensiva di una squadra misurata in un indice che va da 0 a 100 che tiene conto di quattro variabili: capacità di mantenere il possesso palla; capacità di verticalizzare; capacità di giungere al tiro e capacità di creare occasioni da rete. In questo mix di qualità offensive il Lecce figura al terzo posto con un indice di pericolosità del 52,4%. Meglio hanno fatto soltanto l’Ancona (55,8%) e il Torino (53,4%). A seguire si trovano l’Empoli (52%), l’Ascoli (51,3%), il Frosinone (51,1%), mentre la maglia nera della squadra meno «pericolosa» spetta al Piacenza con un indice del 32,6% seguita dal Mantova (35,2%), da Triestina e Modena (38,1%) e dal Gallipoli (38,9%).

Ma c’è un altro indicatore che fa del Lecce una squadra incisiva che non molla mai fino al 90’, quello della collocazione temporale dei gol segnati. La maggior parte di essi (il 40%) sono stati segnati nell’ultimo quarto d’ora della partita, e cioè fra il 75’ e il fischio finale. Un dato che dimostra la tenuta e il carattere della squadra che più volte ha risolto la partita nei minuti finali, spesso ribaltando risultati avversi. Per quanto riguarda i restanti gol, sono stati segnati il 20% nel primo quarto d’ora, il 5% fra il 16’ e il 30’ del primo tempo; il 15% fra il 30’ e il 45’; il 5% fra il 1’ e il 15’ del secondo tempo e il 15% fra il 16’ e il 30’ del secondo tempo.

Per quanto riguarda invece le reti subìte, il tallone d’achille appare la frazione di gioco fra il 16’ e il 30’ del primo tempo, arco nel quale i giallorossi hanno subìto il 25% dei gol totali. Gli altri sono così ripartiti: 8% nel primo quarto d’ora della partita, 17% nel quarto d’ora finale del primo tempo e così pure per le tre frazioni di gioco dei secondi 45 minuti.

Ma il dato della «protezione dell’area», inteso come l’indice della capacità di una squadra di difendere la propria porta, evidenzia una squadra più solida delle sue dirette concorrenti. Fatta eccezione per il Brescia che ha un indice di protezione dell’area del 59,8%, quello del Lecce (59%) è superiore a quello (56,6%) del Sassuolo, al 53,3% del Frosinone, al 54,4% del Torino, al 55,3% della Reggina e al 55,9% del Cesena.

Infine la densità di gioco: si registra maggiormente nella zona del centrocampo dove il Lecce gioca la palla per il 43%; seguono la difesa (31%) e l’attacco (26%). Per quanto riguarda la corsia dove il gioco si sviluppa si evidenzia che il Lecce predilige portare palla per vie centrali (44%), ma c’è anche una lieve preferenza della destra (32%) sulla sinistra (24%).

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