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Il Bari alza la voce «È la terza svista»

Il presidente Matarrese non ci sta sta a far passare il club come la sorella povera della serie A di calcio: «Voglio ricordare un rigore non concesso contro il Chievo per fallo su Meggiorini, il primo gol del Parma realizzato mentre un nostro giocatore era a terra sanguinante. Fino al gol inspiegabilmente annullato a Genova dove il guardalinee non era nella posizione giusta sulla punizione»
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Il Bari alza la voce «È la terza svista»
di Fabrizio Nitti

BARI - «Ci hanno rubato la partita». Come dare torto ai tifosi baresi che in maniera spiccia, e incisiva, ieri commentavano i «fatti» accaduti domenica pomeriggio a Marassi? Concetti forzati dalla febbre per il bianco e il rosso, ma la sostanza in fondo è quella: e cioé che al Bari mancano due punti in classifica. Non solo per l’erroraccio dal dischetto di Paulo Barreto, perché dagli undici metri nessuno è perfetto, forse lo era soltanto Edy Bivi. Soprattutto per la clamorosa svista del segnalinee Franzi di Verbania che ha poi indotto l’arbitro Valeri ad annullare la rete realizzata di testa da Bonucci. La prima ipotesi circolata a Marassi voleva in fuorigioco lo stesso giovane difensore biancorosso; la seconda, versione che poi sarebbe stata raccolta dai dirigenti baresi nel colloquio con la terna arbitrale, inchiodava Barreto. Niente di tutto ciò. Come già si era capito in diretta, senza l’ausilio delle riprese televisive, di biancorossi in posizione irregolare neanche l’ombra. Barreto scatta dopo la pennellata di Almiron su punizione, Bonucci si trova nettamente dietro la linea del pallone quando riceve l’assist dal brasiliano. Gol valido, bello e regolare.

E allora perché annullarlo? Se dovessimo pensare alla malafede di chi arbitra, faremmo meglio a chiudere la baracca e a non discutere più di calcio, a starcene a casa la domenica, metterci davanti alla tivvù e goderci la serie di cartoni «Ben Ten, la forza aliena». Dovessimo prenderla con filosofia, passeremmo per quelli che il mitico «Tafazzi» si randellava prima di entrare sul ring.

Però siamo incazzati, il popolo biancorosso è incazzato. Perché, comunque, un errore così, con palla ferma e segnalinee che non dovrebbe avere difficiltà a essere nella posizione ideale, davvero resta inspiegabile. Non ha visto. Vabbè, non ha visto. Ma il Bari si ritrova con due punti in meno e tanti piccoli leciti interrogativi al termine di una partita giocata in maniera ineccepibile e che al di là di tutto avrebbe meritato il «pieno». La topica di Genova si accoda al rigore non concesso a Verona (fallo su Meggiorini) ed alla rete presa a Parma con Gazzi sanguinante per terra, il gol del vantaggio emiliano.

Per gli investigatori tre indizi sarebbero una prova. E siccome Vincenzo Matarrese non ci sta a far passare il Bari come la sorella povera del villaggio, scende in campo affidando i suoi umori e i suoi dubbi ad un comunicato ufficiale. Partendo dalla squadra, dai tifosi e poi colpendo nel segno: «Sono felice e orgoglioso del comportamento della squadra - sostiene il presidente - in questo avvio di stagione. Ventura, il suo staff e i calciatori hanno ottenuto ottimi risultati, esibendo in ogni gara calcio di qualità, meritando i consensi da parte del pubblico e della critica. Sono ugualmente orgoglioso dell'attaccamento e della passione con cui i tifosi ci seguono: una dimostrazione è venuta dalle diverse migliaia di nostri sostenitori presenti a Genova in una splendida giornata di sport vissuta con grande civiltà. Se tutto questo mi rende felice, sono però dispiaciuto e perplesso per alcune decisioni arbitrali che ci hanno certamente penalizzato nelle ultime giornate di campionato. Voglio ricordare un rigore non concesso contro il Chievo per fallo su Meggiorini, il primo gol del Parma realizzato mentre un nostro giocatore era a terra sanguinante. Fino al gol inspiegabilmente annullato a Genova dove il guardalinee non era nella posizione giusta allorchè veniva calciata una punizione. Senza queste decisioni, oggi avremmo una classifica ancora migliore. Il Bari merita di essere rispettato. Un rispetto dovuto al bel calcio che esibisce, un rispetto dovuto ad una tifoseria corretta e appassionata. Non chiedo nulla di particolare, solo che vi siano in futuro, da parte di tutti, decisioni giuste ed eque».

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