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Sabato 21 Ottobre 2017 | 15:56

È un Lecce da record Ora si confermi fuori

Una leadership spuntata dalle retrovie, quasi impensabile fino a meno di un mese fa. Sembra incredibile, ma la capolista del campionato di serie B di calcio è la squadra salentina. Una scalata silenziosa, favorita da un calendario che, fra rinvii di partite e derby, esterno per modo di dire, col Gallipoli, assegnava al Lecce quattro gare consecutive allo stadio di Via del Mare. Ora bisogna fare meglio in trasferta
• Il Gallipoli deve «crescere», ma senza gli errori arbitrali...
È un Lecce da record Ora si confermi fuori
di Massimo Barbano

LECCE - Una leadership strisciante, spuntata dalle retrovie, quasi impensabile fino a meno di un mese fa. Sembra incredibile, ma la capolista del campionato di serie B è proprio il Lecce. Una scalata silenziosa, veicolata dal contorsionismo di un calendario che, fra rinvii di partite e derby, esterno per modo di dire, col Gallipoli, assegnava al Lecce quattro gare consecutive allo stadio di Via del Mare. Quattro partite nelle quali il Lecce è riuscito a fare il pieno, ritrovandosi così sul gradino più alto della graduatoria.

Un dato che per essere completamente attendibile avrà bisogno di conferme, visto che il Lecce ha giocato 7 delle dodici partite (o se vogliamo otto, considerata anche quella contro il Gallipoli) sul terreno amico e solo quattro in trasferta. Ma che non va comunque sminuito nel suo valore. Per quanto due terzi delle partite finora disputate siano state giocate in casa, 23 punti in dodici gare, equivalgono ad una media di 1,91 punti a partita. Che, in proiezione finale, mantenendo questo trend significherebbero il raggiungimento di 80 punti, una quota che molto spesso ha garantito la promozione diretta senza neanche passare dai playoff. E, in un campionato molto livellato come questo, non dovrebbe contraddire la regola.

Insomma, trend e prospettive risultano radicalmente modificati rispetto a qualche settimana fa e così pure i raffronti alla medesima giornata con i precedenti campionati di serie B. Se, dopo la sconfitta a Cittadella, il Lecce aveva un punteggio in classifica, che raffrontato ai riferimenti storici della stessa giornata era nettamente inferiore, oggi il Lecce di De Canio è la squadra che dopo dodici giornate ha fatto quasi meglio di tutte. Anche di quella stratosferica formazione di due anni fa, quando con Papadopulo in panchina si registrò il record di punti finali. Ma, alla dodicesima giornata, quando la squadra salentina arrancava pareggiando in casa (1-1) con il Grosseto, aveva 22 punti, uno in meno del Lecce di quest’anno.

E gli attuali 23 punti sono una quota superiore anche a quella conseguita dal Lecce di Delio Rossi nel campionato 2002-2003, che alla dodicesima giornata di punti ne aveva 19 e alla fine conquistò la promozione in serie A. Indietro nel tempo troviamo i 21 punti alla medesima giornata del Lecce di Sonetti che approdò alla serie A nel campionato 1998-99. A fare meglio fu solo il Lecce di Giampiero Ventura che alla dodicesima giornata del campionato 1996-97, di punti ne aveva totalizzati 27.

Ma, precedenti a parte, dalla squadra arrivano segnali molto importanti che fanno presagire ad un esito felice del torneo. Oltre alla prolificità dell’attacco fra i più forti della categoria, c’è da considerare l’aspetto della varietà dei giocatori che vanno in rete. In dodici giornate il Lecce ne ha mandati a rete ben otto, compresi difensori e centrocampisti. A gonfiare la rete sono stati Fabiano, Vives, Lepore e Giacomazzi, oltre agli «habituè» della marcatura, i vari Baclet, Defendi, Corvia e Marilungo. Una versatilità che non ha dimostrato neanche il Torino che, nonostante capeggi la classifica dei cannonieri grazie al suo bomber Bianchi, è un pò più «dipendente» dall’estro del suo cannoniere non solo perchè ha mandato in gol soltanto quattro giocatori, ma soprattutto perchè la metà dei gol realizzati sono stati messi a segno dallo stesso Bianchi.

Insomma, i segnali sono molto promettenti. Ora non resta che attendere che questi numerosi bagliori si trasformino in una luce diffusa. E in questo senso anche i risultati hanno pesato molto. Più si vince, più si impara a vincere. Nel senso di acquisire quella mentalità che consente di dominare le partite e prevalere anche quando non si è nelle condizioni ottimali. Esattamente quello che serve per vincere un campionato di serie B. Almeno, stando alle indicazioni di questo mese di ottobre, il Lecce sembra sulla buona strada.

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