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Kutuzov non si spezza «Che rabbia a Parma»

In queste ore si è parlato di quella occasione divorata nel primo tempo a Parma nella serie A di calcio. E di un gol che avrebbe forse riscritto la storia della sfida. Giù le mani dal bielorusso, però. Ce ne fossero di attaccanti così. Le partite si vincono anche con quelli come lui, che giocano di fioretto ma conoscono anche l’arte del far «legna». Quel che servirà anche sul campo della Samp al cospetto di Cassano
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Kutuzov non si spezza «Che rabbia a Parma»
di Antonello Raimondo

BARI - Ci sono momenti e momenti. Quelli in cui a spingerti e l’entusiasmo e, perché no?, l’eccitazione per un momento particolarmente felice. E quelli in cui, invece, la parola d’ordine è... calma. Calma perché una sconfitta non è un dramma. E, soprattutto, perché nulla è cambiato. Il presente e le prospettive.

Da Parma non torna un Bari ridimensionato. Battuto sul campo, vero. Ma certo non preso a pallonate. Battuto da episodi, due gol da cineteca e poco altro. Resta, insomma, la solidità difensiva e quel senso del collettivo che fino all’altra sera aveva fatto la differenza. Certo, non s’è giocato granché bene. Forse si poteva osare di più, essere più aggressivi e non limitarsi ad aspettare il passo falso dell’avversario.

Conoscendo Ventura e la sua filosofia c’è da esser certi che quello del Bari sia stato un atteggiamento inconscio. Una sorta di pigrizia indotta. Dalle vittorie, dai consensi, dai risultati. E magari anche dalla graniticità di un avversario poco bello, vero, ma tremendamente tosto. Nello spogliatoio biancorosso, il «libidinoso» Gianpiero ne avrà già parlato ai suoi. Perché a lui non sfugge nulla, perfezionista com’è.

Vitalj Kutuzov, di lui s’è parlato tanto in queste ore. Di quella occasione divorata nel primo tempo. E di un gol che, molto probabilmente, avrebbe riscritto la storia della sfida in terra emiliana. Giù le mani dal bielorusso, però. Ce ne fossero di attaccanti così. Perché, è vero, sono i gol a scavare le differenze. Ma le partite si vincono anche con quelli come lui, che giocano di fioretto ma conoscono anche l’arte del far «legna». Quantità e qualità, il «generale» resta un punto fermo.

Ieri, nel ritiro di Viareggio, Kutuzov ha marcato visita. Lamenta un problema tendineo: «Spero di recuperare. Al momento ho ancora dolore, vediamo come reagirà il mio corpo nelle prossime ore». Torna a Genova, il «Generale» che, ormai, pè entrato nel cuore dei baresi. «Io ho giocato due stagioni con la maglia blucerchiata e sono stati due anni bellissimi. Ci sono state vittorie, sconfitte ma ho conosciuto la serie A e mi sono trovato benissimo».

«Voglio dimenticare l’occasione sprecata contro il Parma. Mi dispiace soprattutto perché poteva cambiare la partita. Chissà forse potevo calciare subito però alla fine non so neanche da dove sia sbucato Antonelli. Abbiamo perso due gare nel turno infrasettimanale, dobbiamo capire i motivi», la disamina dell’attaccante bielorusso ripensando alla sconfitta maturata mercoledì sera al «Tardini».

«Il gol per me non è uno stress - ci tiene a chiarire Kutuzov, che infatti è un attaccante che non conosce la parola egoismo - l’importante è la vittoria della squadra. Poi se con un mio gol aiuto i miei compagni a vincere ben venga. Non temiamo la Sampdoria e Cassano. Antonio è un grande giocatore, massimo rispetto per loro che comunque sono un’ottima squadra, sappiamo che ci aspetta una gara difficilissima ma sono convinto che noi possiamo far male a questa Sampdoria. Vogliamo riscattarci subito e riprendere il cammino, dipende solo da noi e dal nostro atteggiamento in campo».

«Il “Ferraris” è una stadio da brividi, emozioni uniche, tifosi vicini al campo - conclude il numero venti biancoroso - ci saranno anche tanti sostenitori biancorossi e dobbiamo provare a dar loro una gioia. A Parma erano tantissimi e questo per noi è bellissimo, giusto provare a dar loro una vittoria. Poi, ho letto che in Liguria saranno più di tremila. Qualcosa di incredibile. E per noi un grandissimo motivo di orgoglio. Vuol dire che si rispecchiano in questo gruppo che sta facendo ottime cose senza mai perdere di vista l’umiltà»

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