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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 09:19

Lecce, il talismano chiamato Giuliatto

Un’estate da dimenticare e un autunno per rinascere. Il difensore è di nuovo in campo da tre giornate e, a dargli il bentornato, sono arrivate altrettante vittorie consecutive nella serie B di calcio. «Non potevo sperare in un rientro più felice, le vittorie sono il miglior mezzo per recuperare la condizione ideale, che pian piano sto acquisendo. Ho vissuto due mesi che preferisco non ricordare»
• Gli arbitri della dodicesima giornata
Lecce, il talismano chiamato Giuliatto
di Marco Seclì

LECCE - Un’estate da dimenticare e un autunno per rinascere. Alberto Giuliatto è di nuovo in campo da tre giornate e, a dargli il bentornato, sono arrivate altrettante vittorie consecutive.

«Non potevo sperare in un rientro più felice - sottolinea l’esterno di Treviso, 26 anni - dopo la mia lunga assenza dal terreno di gioco, le vittorie sono il miglior mezzo per recuperare la condizione ideale, che pian piano sto acquisendo». Il mancino dal piede morbido, sbarcato a Lecce nel gennaio 2007 alla corte di Papadopulo, torna a fatica all’inizio di stagione difficile, all’infortunio che gli ha impedito di svolgere una preparazione precampionato regolare. «Ho vissuto due mesi che preferisco non ricordare - dice - preferisco pensare che ho disputato tre partite in dieci giorni senza avere problemi».

Anche se non può essere ancora il Giuliatto al top della forma: «Posso migliorare ancora tanto, ma l’inizio è incoraggiante e continuando così sarò presto al massimo».

Il discorso si sposta presto dal personale alla squadra. E il laterale non si culla sui recenti allori. «Siamo reduci da tre vittorie importanti, ma ora bisogna dare continuità alla striscia positiva». E domani arriva l’Empoli.

«Sarà l’ultima delle quattro gare consecutive al Via del Mare e - avverte - dovremo fare di tutto per conquistare la vittoria. Sarebbe fondamentale, perché poi ci attende un impegno esterno molto insidioso contro il Torino: è bene arrivarci con una buona dote di punti». Anche i toscani, però, non sono da prendere sottogamba. Alberto Giuliatto mette tutti in guardia: «Giudico l’Empoli tra le migliori squadre della serie B. Dispone di un potenziale offensivo di primo piano, con elementi come Saudati, Vannucchi ed Eder che possono fare la differenza in questa categoria».

In più, c’è il rischio-gambe pesanti: domani sarà la terza partita che i giallorossi sostengono in una settimana. «Recuperare in tempi così stretti non è mai semplice - osserva il difensore - la stanchezza si può far sentire. Ecco perché dovrà prevalere l’aspetto mentale, la concentrazione. Contro l’Empoli sarà una sfida difficile come quella contro la Reggina, prepariamoci».

Ma che Lecce ha visto Giuliatto da vicino, dopo aver osservato i compagni dalle tribune nelle prime giornate? «Siamo una squadra che sta trovando la sua identità definitiva. Il mister ha scelto e ha insistito sulla difesa a quattro e pian piano gli automatismi migliorano. È vero che con la Reggina abbiamo subito due gol, ma non abbiamo corso chissà quali rischi. Un buon segnale, perché per noi in serie B è molto importante non prendere gol, in quanto davanti abbiamo attaccanti di qualità, che hanno già dimostrato di poter risolvere le partite».

Una squadra a caccia di «solidità», che però dovrà anche offrire uno spettacolo calcistico più allettante. Giuliatto lo riconosce senza difficoltà: «Dobbiamo migliorare il gioco, non ancora brillante». Intanto si vince, il che aiuta non poco, specie se si batte in rimonta e in extremis un rivale quotato come la Reggina. «Vittorie così - riflette il giocatore - fanno capire al gruppo che stringendo i denti le difficoltà si possono superare, magari anche grazie a un pizzico di fortuna o alla giocata di un singolo».

Due anni fa Giuliatto è stato protagonista della cavalcata vittoriosa verso la serie A. E può a ragion veduta tracciare le differenze tra il Lecce d’allora e quello attuale. «Quella era una squadra costruita per vincere il campionato, quest’anno non sappiamo dove possiamo arrivare. È un gruppo con molti giovani e tutto può succedere. Dipende dalla continuità che riusciremo a esprimere. Certo, per puntare a traguardi importanti bisognerà evitare figuracce come quella di Cittadella».

Una squadra che non ha l’obbligo di vincere, ma che non per questo gioca senza pressioni. «Se indossi la maglia giallorossa, a maggior ragione in serie B, sei obbligato a dare qualcosa in più. Gli avversari giocano contro il Lecce sempre alla morte, puntando a conquistare un risultato di prestigio contro una blasonata. Per noi non è mai facile».

D’altra parte il campionato non esprime ancora valori chiari. «A parte il Torino - conferma Giuliatto - questo è un torneo molto livellato, in cui l’ultima in classifica può perdere contro la prima. La differenza, perciò, la faranno le motivazioni e la mentalità».

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