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Venerdì 22 Settembre 2017 | 21:04

Il ct spiega le decisioni: «Gilardino deve maturare»

Il ct: «Il futuro gli appartiene, ma ci siamo qualificati con Vieri, Corradi e Totti. E, al suo posto, ho preferito Cassano, un jolly che può coprire davanti ogni posizione. Del Piero è in pieno recupero. In attacco si profila questo schieramento: Cassano-Totti, con Fiore o Camoranesi sulla destra e Vieri punta unica
ROMA - Non si sottrae, il giorno dopo la ufficializzazione della lista dei ventitré per la spedizione azzurra agli Europei in Portogallo, al fuoco serrato di domande, Giovanni Trapattoni, il cittì che, dopo la deludente esperienza ai Mondiali nippo-coreani, cova un legittimo desiderio di rivalsa nella oramai imminente manifestazione continentale. Ovvio che l'argomento predominante resta l'esclusione di Alberto Gilardino, il bomber del Parma che ha chiuso al secondo posto nella classifica dei realizzatori in campionato dietro Shevchenko, dunque come primo degli italiani con il fiuto del gol. E per spiegare il no al talento della under di Gentile, il Trap ha bisogno in primis di un preambolo che faccia capire la sua filosofia: «In passato - esordisce il tecnico azzurro nella conferenza stampa allo Stadio Olimpico - dissi che avrei tenuto presente quello che mi avrebbe proposto il campionato, ma via via stavo progettando quel disegno di squadra che ci avrebbe dato la qualificazione agli Europei con un calcio anche spettacolare, con attenzione alle alternative dei ruoli in posizioni strategiche. Per merito dei miei colleghi ci sono stati inserimenti nuovi, con una disponibilità dei giocatori che forse non c'era all'epoca di Zoff».
Tutto giusto, con una piccola contraddizione: se c'era la giusta attenzione per il campionato, perché non promuovere sul campo proprio Gilardino, il volto nuovo e pulito del calcio italiano che piace innanzitutto alla Juventus. Il Trap, che rimanda al mittente le insinuazioni su eventuali pressioni degli sponsor sulle scelte tecniche e su una ossatura fortemente juventina («Del Piero è in pieno recupero mentre Legrottaglie l'ho lasciato a casa, Zambrotta merita e Buffon è titolare»), spiega innanzitutto che, nel ruolo in questione (l'attaccante sull'out sinistro), ha voluto rispettare delle gerarchie e prendere meno rischi possibili: «Gilardino ha cominciato ad affacciarsi a gennaio, dopo la cessione di Adriano: l'ho seguito e sa cosa penso, e cioè che il futuro gli appartiene, ma ci siamo qualificati con Vieri, Corradi e Totti. E, al suo posto, ho preferito Cassano, un jolly che può coprire davanti ogni posizione».
Quella di Gilardino è tutt'altro che una bocciatura, perché il mister della nazionale potrebbe anche chiamarlo in caso ci fossero degli infortuni («In preallarme restano in trenta, tra cui anche Miccoli, Nervo e tutti quelli che ho provato nelle amichevoli»), ma solo un arrivederci a dopo gli Europei: «Non si poteva - ammette il Trap - togliere alla under 21 Gilardino. E poi, cosa si sarebbe scritto e detto se avessi subito buttato nella mischia un esordiente alla prima partita dell'Europeo?». «Non calzano i paragoni con Rossi e Cabrini, perchè Paolo debuttò in Argentina e arrivò in nazionale a ventisei anni mentre Antonio veniva comunque da due anni di Juventus. E all'epoca di Schillaci non c'era in avanti tutta questa abbondanza».
Detto anche che Baggio proprio non rientrava nel progetto ed espresso tutto il dispiacere per non aver potuto reclutare Pippo Inzaghi («Piangeva quando lo ha saputo, ma gli ho detto che lo avrei preso in considerazione se avesse avuto almeno nelle gambe trenta minuti»), Giovanni Trapattoni, pronto a riconfermare il suo 4-2-3-1, fa capire tra le righe di voler «scommettere» sulla coppia giallorossa Cassano-Totti, con Fiore o Camoranesi sulla destra e Vieri punta unica. Capitolo Cassano: «Non ho paura, oggi, a chiamare uno come Antonio perché è ormai un giocatore consolidato. Sento parecchio Capello durante l'anno e so quello che pensa di lui come calciatore e come uomo: con Cassano poi ho parlato più di una volta e sa quello che voglio da lui e come deve calarsi nel gruppo. Il suo carattere? Nella vita si cresce e si migliora, e poi certi gesti possono arrivare anche da giocatori navigati». Trapattoni potrebbe sacrificare il gioiello barese solo per Alex Del Piero, sulla cui condizione però ci sono molti dubbi.
Con Peruzzi scelto come terzo portiere per quelle garanzie di «freddezza» che il giovane Pelizzoli al momento non può ancora dare, c'è anche da affrontare il capitolo Totti: «Credo sia notevolmente maturato e più carismatico rispetto al Giappone, dove ha comunque dato il suo apporto nonostante venisse fuori da un infortunio e del quale non potevamo privarci. Oggi però Totti ha una grande serenità e consapevolezza in questo gruppo anche più del sottoscritto».
L'ultimo pensiero del Trap va a Paolo Maldini, il grande senatore della difesa azzurra che non è tornato sulla propria decisione di ritirarsi dalla nazionale: «Ci eravamo detti ad inizio stagione: vediamo come va il campionato e poi ci sentiamo. Gli ho spiegato i motivi per cui mi sarebbe piaciuto si fosse rimangiata la sua parola ma è stato irremovibile».

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