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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 06:07

Suxho: «Prisma, volta pagina adesso bisogna fare gruppo»

Per il palleggiatore, il lunedì successivo allo smacco subito da Taranto con Monza (primo 0-3 stagionale) nella serie A1 di pallavolo maschile è un The Day After. «Sono arrabbiato. Con me stesso e con la squadra. In campo eravamo un gruppo sfaldato, questa sconfitta ha fatto emergere le nostre debolezze. Che sono soprattutto caratteriali. Le assenze di Rivaldo ed Elia sono importanti, ma non devono essere un alibi»
Suxho: «Prisma, volta pagina adesso bisogna fare gruppo»
di ALESSANDRO SALVATORE

TARANTO - Per Donald Suxho, il lunedì successivo allo smacco subito da Monza (primo 0-3 stagionale) è un The Day After. «Sono arrabbiato. Con me stesso e con la squadra. In campo eravamo un gruppo sfaldato, questa sconfitta ha fatto emergere le nostre debolezze. Che sono soprattutto caratteriali. Le assenze di Rivaldo ed Elia sono importanti, ma non devono costituire un alibi al quale aggrapparsi. Ha vinto Monza, perché è stata più compatta di noi».

33 anni, distintivo della maturità, il regista della Prisma (da giovane ha lasciato l’Albania per cercare la gloria oltre Atlantico) è un pilastro della nazionale americana, che nel 2008 ha conquistato l’Olimpiade e la World League, dove nell’edizione 2009 ha chiuso all’ultimo gradino del gruppo finale. «Gli Usa sono tornati a recitare un ruolo importante nel mondo pallavolistico, perché col tempo hanno costruito un gruppo solido – dice Suxho -. Questo può essere un esempio illuminante per Taranto, che in questa fase della stagione sta mostrando delle crepe. A Verona siamo stati traditi dal nervosismo; a Trento, così come contro Monza, nei momenti caldi del match ci siamo bloccati. Il problema qual è? Manca l’amalgama. Siamo pedine che giungono da mondi sportivi diversi e da squadre differenti. Sia in allenamento che in partita combiniamo degli errori, non ci mettiamo sempre la grinta giusta per recuperare i palloni ed attaccarli con la giusta convinzione».

Suxho tocca il cuore del problema, che sino al ko con la capolista era stato «mascherato» da un avvio super con squadre di pari livello (Latina, Forlì e Pineto). «La Prisma, a livello di titolari, è una buona squadra. Ma deve fare i conti con la convivenza tra giocatori esperti e giovani. Spetta noi, più grandi, far crescere i novizi. Il problema, emerso con le sconfitte, è mentale». La soluzione, secondo Suxho, è in mano all’allenatore o alla squadra? «Il problema mentale, legato all’handicap della convivenza, dobbiamo risolverlo noi. Paolo – mister Montagnani Ndr – è fondamentale sotto il profilo tecnico e tattico. Lui sta facendo un grande lavoro in palestra, ma poi spetta a noi raccogliere i frutti. Cosa che a Trento e domenica contro Monza non è avvenuta. Per colpa solamente nostra».

Da oggi la Prisma deve voltare pagina, consiglia Suxho. In palestra mancherà per la prima volta Rivaldo, il pericolo numero uno del gruppo, che deve fronteggiare lo stiramento al polpaccio della gamba destra. A forte rischio la sua presenza per domenica a Vibo. Su chi punterà Montagnani per il ruolo di opposto? Moretti apparso impacciato al debutto in A1 o Westphal che si è sforzato di adattarsi in zona «2» essendo un martello? «Secondo me penso che l’allenatore punterà su Moretti. Lui è il nostro vice opposto. In palestra si mostra sicuro, penso che contro Monza abbia pagato l’emozione della prima partita. Ma lavorandoci sopra, penso che a Vibo possa limitare i danni».

Nel «giorno dopo», Suxho non si risparmia nemmeno con sé stesso. «Posso migliorare. Domenica ho giocato malino anche io. Il sottoscritto, con gli altri, dobbiamo dimostrare il nostro valore. Ma con serenità. Col nervosismo, non andremo da nessuna parte».

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