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Super Salgado e Foggia va Arriva la vittoria del cuore

Il cileno si sblocca a Reggio Emilia, segna una tripletta nel 4-3, si esalta e coglie praticamente da solo tre punti a dir poco insperati nella Prima Divisione di calcio. È la sua partita, giù il cappello. A Reggio si spellano le mani anche i tifosi locali, mentre dall’altra parte la curva rossonera va in visibilio. È la rivincita di un uomo solo al comando che a inizio di ripresa decide di prendersi sulle spalle la squadra
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Super Salgado e Foggia va Arriva la vittoria del cuore
REGGIANA-FOGGIA 3-4 

Reggiana: Tomasig 5; D’Alessandro 5 (1’ st Anderson 6) Mei 6 Zini 5.5 Stefani 6; Nardini 6.5 (17’ st Viapiana 5) Severino 6 Maschio 5 (22’ st Ingari 5.5); Alessi 6.5; Rossi 6.5 Temelin 5.5. A disp: Manfredini, Mallus, Romizi, Ferrari. All: Dominissini.
Foggia: Bindi 7; Velardi 5.5 Burzigotti 5.5 Goretti 6 Micco 6.5; D’Amico 5.5 Trezzi 6.5; Di Roberto 6.5 Quadrini 6 (24’ pt Colomba 6.5) Mancino 6.5 (29’ st Torta 6); Salgado 8 (41’ st Tarantino sv). A disp: Liccardi, Sgambato, Compierchio, Candelino. All: Porta.
Arbitro: Giacomelli di Trieste.
Reti: pt, 9’ Velardi, 37’ Rossi, 43’ Salgado (rig.); st, 4’ Alessi, 14’ e 21’ Salgado, 24’ Stefani (rig.).
Note: spettatori 2500 circa (in curva circa 300 tifosi rossoneri). Ammoniti Quadrini, Severino, Velardi, Di Roberto, Torta. Espulso Porta. Angoli 10-4. Recupero: 1’ e 4’.

di MASSIMO LEVANTACI

REGGIO EMILIA - Super Salgado mette le ali al Foggia. Il cileno si sblocca, segna una tripletta, si esalta e coglie praticamente da solo tre punti a dir poco insperati. È la sua partita, giù il cappello. A Reggio si spellano le mani anche i tifosi locali, mentre dall’altra parte la curva rossonera va in visibilio. È la vittoria del cuore, certo, ma soprattutto la rivincita di un uomo solo al comando che a inizio di ripresa decide di prendersi sulle spalle le sorti di una squadra sgangherata.

E allora partiamo da lì, dal 2-2 di Alessi che sembrava fosse destinato a spegnere gli ardori rossoneri. La Reggiana aveva fretta di chiudere. I granata spingevano sulle fasce, assediavano al centro. La difesa foggiana andava in riserva.

Ma nell’aria lo stellone rossonero stava costruendo qualcosa di speciale. Da un capovolgimento di fronte nasceva il primo capolavoro del cileno. Colomba dalla sinistra lo imbeccava da centrocampo. SuperMario fintava il tiro sulla trequarti, saltava come birilli prima uno, poi due, infine tre difensori e una volta dentro l’area scagliava un sinistro sotto la traversa. La panchina saltava come un tappo di champagne. Ma non era ancora finita. Al 21 l’altro capolavoro: il cileno arpionava un corner e in mezza rovesciata infilava il 4-2. Da non credere.

Tutto il resto è difesa affannosa, errori in successione dell’attacco granata e un finale al cardiopalma con la difesa foggiana che perdeva testa, gambe, cuore fino a sbracarsi del tutto davanti a un inguardabile Temelin.

La Reggiana, nonostante i quattro gol subiti, ha buttato via la partita. Ma con un Salgado così sarebbe stato un peccato mortale non portare a casa un risultato utile. Questa volta sono i rossoneri a prendersi una rivincita con la malasorte che li aveva accompagnati anche a Reggio. Porta e Pecchia (il primo sarà espulso per proteste) avevano dovuto mandare in campo una formazione ridotta ai minimi termini. Ma avevano nel motore SuperSalgado. Che fosse una partita stregata per i reggiani lo si era però intuito già dal 1’: Bindi deviava in corner sulla linea un’incornata di Temelin. La Reggiava voleva fare un sol boccone dei rossoneri, forse c’è stata sottovalutazione da parte degli uomini di Dominissini. Sì, perché il Foggia soffriva all’inizio, ma poi apriva la sua ragnatela. E Velardi al 9’ (scambio con Di Roberto) indovinava un tiro-cross che si spegneva alle spalle di Tomasig. Il vantaggio resisteva fino al 37’, Bindi faceva ancora il fenomeno su Temelin (34’), ma poi Rossi insaccava il pareggio con un altro tiro-cross in fotocopia.

Il Foggia non si arrendeva, al 43’ Mancino pescava Di Roberto steso in area dall’ingenuo D’Alessandro: calcio di rigore che Salgado trasformava.

È stata una partita bellissima, i rossoneri lasciano lo stadio Giglio con qualche certezza in più. Serviva un carico di orgoglio, sono arrivati anche i tre punti. E con un Salgado in più ora si può sperare che il film horror del suo campionato cambi sceneggiatura.

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