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Il Gallipoli volta pagina Difesa non più granitica

Dopo la cocente sconfitta contro il Lecce, restano sospesi alcuni nodi da sciogliere in vista della gara a Brescia nel recupero della serie B di calcio. Con il sollievo di una fiducia incondizionata, il tecnico Giannini dovrà lavorare sodo. La crisi in cui si rischia di sprofondare può risolversi così: tornare al gol, ritrovare la solidità difensiva, recuperare il rapporto coi tifosi, chiarire il futuro di questo organico
• Gli arbitri dei recuperi in serie B
Il Gallipoli volta pagina Difesa non più granitica
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - Dopo la cocente sconfitta contro il Lecce, restano sospesi alcuni nodi da sciogliere. In questa settimana, con il sollievo di una fiducia incondizionata da parte della società, Beppe Giannini dovrà lavorare sodo per risollevare lo spirito dei suoi uomini. La crisi in cui rischia di sprofondare il Gallipoli può risolversi in quattro mosse: ritornare al gol, ritrovare la solidità difensiva, recuperare il rapporto coi tifosi, chiarire il futuro di questo organico.

IL GOL - Rischia di diventare un'ossessione, fare un gol agli avversari. Una sensazione che manca dall’ultimo sigillo (vincente) di Abbate contro l’Ancona: ossia 394 minuti. Un’eternità avvertita in modo particolarmente pesante soprattutto dagli attaccanti, che incrementano il proprio periodo di digiuno: ora il reparto avanzato non segna da 484’, cioè da più di cinque partite. Siamo già sopra la soglia dell’allarme: la squadra rischia di entrare nell’emergenza.

BLACK-OUT - E le cose cominciano a non andare per il meglio neppure «dietro»: 4 gol subiti in due partite dopo una imbattibilità di 316’. A lasciare negativamente colpiti non è tanto il risultato rimediato contro il Lecce, quanto la sensazione di una difesa allo sbando di fronte al diverso atteggiamento tattico che gli avversari hanno mostrato nel secondo tempo. Se nella prima frazione di gara i tre difensori gallipolini non hanno sofferto granché gli attacchi leccesi, segno di una buona preparazione tattica della gara, nella ripresa la musica è cambiata, sintomo di una scarsa flessibilità alle situazioni di gioco. Guardando però al percorso compiuto da Grossetto in poi (cioè da quando sono arrivati Grandoni e Franchini), al netto di alcuni pesanti errori individuali, quello di sabato scorso è da considerarsi solo un episodio. Grandoni, Franchini ed Abbate non si erano mai visti così giù: merito anche di Marilungo e Corvia, ma i tre gallipolini erano troppo «brutti» per essere veri.

TIFO - Contestare una neopromossa, partita in affanno e da zero il 12 agosto, una squadra capace di perdere solo 3 gare nelle prime dieci giornate di campionato (quando corazzate come Mantova, Reggina, Piacenza ed Albinoleffe ne hanno perse 5) è come minimo «poco rispettoso», per dirla con le parole di Daniele D’Odorico. Bisogna stare attenti a non commettere alcuni errori del passato. Lo scorso anno la promozione è arrivata anche grazie all’equilibrio complessivo di tutto l’ambiente, che aveva evitato con molta cura eccessi e frizioni con un atteggiamento responsabile del pubblico e con il lavoro di Giannini. Siamo ancora in tempo per evitare, con un po’ di serenità, fratture insanabili che spesso un derby perso si porta dietro.

FUTURO - Il presidente è stato fin troppo chiaro: se le cose andranno male, fra una settimana prenderà decisioni drastiche che riguarderanno i giocatori. Si aspetta una reazione a partire da Brescia, ma a prescindere da come andrà a finire questo doppio turno servirebbe un chiarimento sul futuro della rosa. Tolto Di Gennaro, tutti i calciatori sono a scadenza: Vittorio Fioretti ha spiegato che non gli piace lasciare in eredità contratti sospesi, ma ha anche garantito che avrebbe valutato ogni singolo giocatore in vista di qualche rinnovo. Per ora non ce ne sono stati, ma è lecito aspettarsi che la società stia pensando a qualche punto fisso per programmare una gestione duratura: gli uomini cardine potrebbero aver bisogno di maggiori sicurezze.

NOTIZIARIO - Oggi, prima di partire per Brescia e trascorrere cinque giorni di ritiro in Lombardia (dopo Brescia la squadra si trasferirà sul Lago d’Iseo per preparare la gara con l’Albinoleffe), è in programma la rifinitura al «Bianco». Difficile il recupero di Eliakwu, alle prese con un risentimento muscolare. Fermo anche Smit (distorsione al ginocchio).

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