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Martedì 24 Ottobre 2017 | 00:38

Bari aspetta la Lazio Bonucci prende mira

di FABRIZIO NITTI 
Piccole certezze crescono. Leonardo Bonucci ed un avvio di stagione che non ti aspetti. Soprattutto, un rendimento elevato, una serie di prestazioni che hanno rimosso lo scetticismo dell’e s t at e scorsa. Diciamolo chiaramente: la coppia centrale difensiva più giovane della A, punto strategico nella difesa in linea a zona, la Bonucci-Ranocchia citata di getto come se si trattasse di un tratto autostradale, ha spazzato lontano dubbi e sussurri
• Le curiosità su Bari-Lazio
Bari aspetta la Lazio Bonucci prende mira
di FABRIZIO NITTI

BARI - Piccole certezze crescono. Leonardo Bonucci ed un avvio di stagione che non ti aspetti. Soprattutto, un rendimento elevato, una serie di prestazioni che hanno rimosso lo scetticismo dell’estate scorsa. Diciamolo chiaramente: la coppia centrale difensiva più giovane della A, punto strategico nella difesa in linea a zona, la Bonucci-Ranocchia citata di getto come se si trattasse di un tratto autostradale, ha spazzato lontano dubbi e sussurri. 

«I complimenti fanno sempre piacere - racconta il difensore nato a Viterbo, un classe 1987 -, mi lusingano. Ma sono perfettamente consapevole del fatto che dovrò migliorare. E pure tanto. In serie A, in fondo, basta... respirare per trovarsi spiazzati». Il riferimento è alla partita di Verona contro il Chievo. Una prova senza sbavature, tranne una: «Che è poi costata il gol - racconta il calciatore ciociaro -. È stata sufficiente una minima distrazione per consentire a Bogdani di segnare e riaprire un match che era già virtualmente chiuso. Non ero piazzato bene, non abbiamo pagato a caro prezzo perché eravamo in vantaggio di due gol... Sono stato nervoso per molto tempo nel dopo partita. Devo fare progressi nell’uno contro uno, essere più cattivo, “usare” di più e meglio il corpo».

Le acrobazie del campionato. Bari a quota undici punti, meritati e perfino stretti, Lazio uno indietro. Non è il mondo sotto sopra, è soltanto il verdetto, magari provvisorio, dopo otto giornate di serie A. Lazio che, come il Bari, è imbattuta in trasferta. E che proprio a Bari proverà a ritrovare quella vittoria che manca dalla seconda di campionato. «Una formazione che non scopro certo io, gente che conosce bene la A, gente di livello superiore. Hanno giocato ieri in Europa League, spero che possano accusare un po’ di stanchezza perché il Villareal, al di là dell’ultimo posto in Spagna, è sempre avversario di valore. Va però detto che la rosa a disposizione di Ballardini è ampia e c’è pure una certa abitudine ad affrontare tre partite in una settimana». 

Per la giovane difesa barese che con Fiorentina e Inter è la meno battuta della A (soltanto cinque reti al passivo) un altro banco di prova: «Un test importante per tutti, visto che ci ritroveremo davanti una formazione di campioni. E per noi una piccola sfida nella sfida. Zarate e Rocchi sono due brevilinee che possono mettere in difficoltà chiunque, bisognerà essere bravi nel prendere immediatamente le contromisure. L’argentino è tecnicamente fortissimo, rapido, una individualità di primo piano nel panorama calcistico italiano; l’al - tro è uno che sa muoversi alla perfezione in profondità. e non dimentichiamoci che Ballardini può contare pure su Julio Cruz, uno che quando è chiamato in causa fa sempre benissimo: calciatore abilissimo nel gioco aereo, nel fare da “sponda” agli inserimenti dei compagni, in più quando ha la palla buona difficilmente la fallisce». 

Bologna, Atalanta, Cagliari e Catania. Tranne il match vinto contro l’Atalanta in tutta scioltezza, gli altri hanno evidenziato una serie di problemi in casa Bari, probabilmente partoriti dall’atte ggiamento molto prudente dell’avversario. La Lazio dovrebbe affrontare l’impegno in maniera diversa: «Credo che verrano qui per giocare a viso aperto e rispetto alle altre partite troveremo più spazi. Un po’ come ci accade in trasferta. In casa fino ad oggi non abbiamo offerto grandi soddisfazioni, sarebbe bello vincere. E visto che ha segnato Andrea (Ranocchia, ndr), adesso tocca a me...».

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