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Prisma Taranto, brusco stop troppo forte la capolista Trento

Gli ionici si inchinano alla legge del più forte. Il sogno di competere con la capolista della serie A1 maschile di pallavolo dura solo un set e mezzo. Sul più bello la squadra di Montagnani si blocca. Finisce 3-0. Non basta l’orgoglio. Per infastidire i trentini ci vuole una prova immensa. Invece, non ha più le forze Taranto, che alza bandiera bianca. Ma restano momenti di volley illuminante da sfruttare in futuro
Prisma Taranto, brusco stop troppo forte la capolista Trento
TRENTO-PRISMA 3-0

ITAS DIATEC TRENTINO:; Zygadlo 2; Vissotto 17; Corsini 5, Sala 5; Kaziyski 10, Juantorena 14; Bari (L); Raphael ne, Sokolov 1, Herpe, Fedrizzi ne, Gallosti (L). All. Stoytchev.
PRISMA TARANTO:Suxho 2; Rivaldo 16; Cozzi 8, Candellaro 2; Cleber 7, Abbadi 7; Ricciardello (L); Quartarone ne, Moretti, Westphal 2, Spescha, Montagna. All. Montagnani.
ARBITRI:Giani di Piacenza e Gnani di Ferrara.
PARZIALI:25-22, 25-21, 25-15

TRENTO - Il sogno di competere con la capolista dura solo un set e mezzo. A Trento la Prisma si inchina alla legge del più forte.

Ma la partenza di Taranto è felice contro l’attuale «corazzata» dell’A1. L’incipit della formazione di Montagnani promette bene. Nella Prisma regnano concentrazione ed equilibrio tra i fondamentali. Deve sudare la squadra di casa: 7-7, 13-13. Da qui Taranto ha un’impennata, mordendo con i suoi attaccanti. A servire palle d’oro ci pensa Suxho. Trento subisce la scossa: 19-14 per l’ospite, che martella con Rivaldo e Cleber.

Ma sul più bello la Prisma si blocca. L’avvicinamento di Trento fa innervosire gli jonici (ammonito per proteste Cleber), che subiscono il pareggio e poi il sorpasso della squadra di casa che sfrutta il break di 10-3. Ora il timone della partita è in mano al gruppo di Stoytchev. Ma la Prisma affronta la fase iniziale del secondo set nuovamente convinta. I parziali sono «semi» di speranza per mister Montagnani: 8-5, 9-7, 11-10. Ma nel cuore del secondo atto rialza la voce Trento con Vissotto (l’ex opposto) e Kaziyski (martello perfido). C’è il secondo acuto della squadra di casa: 16-12. Ma Taranto si rialza. La reazione d’orgoglio vale il 17-18, anche grazie all’inserimento di Westphal per un «irrequieto» Cleber. È lo sforzo estremo, perché poi Trento travolgerà l’avversario, piazzando il 2-0.

Avvio di terzo set con la Prisma boccheggiante. Avverte lo stress mentale la squadra di Montagnani, il cui sforzo nei precedenti parziali era risultato vano. Non basta l’orgoglio. Per infastidire la capolista ci vuole una prova immensa. Non ha più le forze Taranto, che alza bandiera bianca in anticipo. Ma restano momenti di volley illuminante. Da sfruttare nell’immediato futuro.

Alessandro Salvatore

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