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Prisma, l’ora della verità La sfida a Trento è dura

Taranto prova ad osare. E si mette in discussione. Dopo aver conquistato tre match su cinque, superando avversari alla propria portata (Latina, Forlì e Cuneo), stasera (settimo turno dell’A1 di pallavolo, prima palla alle 20,30) la formazione di Montagnani è ospite di un’Itas Diatec Trentino già affilata. Quattro vittorie consecutive hanno lanciato i campioni d’Europa in testa al campionato
Prisma, l’ora della verità La sfida a Trento è dura
di ALESSANDRO SALVATORE

TARANTO - La Prisma prova ad osare. E si mette in discussione. Dopo aver conquistato tre match su cinque, superando avversari alla propria portata (Latina, Forlì e Cuneo), stasera (settimo turno dell’A1 di pallavolo, prima palla alle 20,30) la formazione di Paolo Montagnani è ospite di un’Itas Diatec Trentino già affilata. Quattro vittorie consecutive hanno lanciato i campioni d’Europa in testa al campionato. Un solo set (concesso a Piacenza tricolore, battuta in casa) sui dodici conquistati nelle ultime due settimane; la prima battuta ed il primo attacco del campionato. I numeri svelano il valore del gruppo allenato da Radostin Stoytchev che, attraverso la sua pallavolo fisica ed offensiva, di estrazione bulgara, ha trasformato Trento in una macchina da guerra. Suoi lo scudetto 2008 e la Champions League 2009, primi successi del club biancorosso.

Davanti ad un’armata del volley (l’ex opposto Vissotto ed il martello Kaziyski i pericoli maggiori), la Prisma proverà a mostrare compattezza, tecnica e mentale, «indispensabile per cercare di infastidire l’avversario», consiglia l’allenatore Paolo Montagnani. Dopo il battesimo negativo (1-3, prova fluttuante) contro Piacenza tricolore di un mesetto fa, oggi Taranto proverà a superarsi con un’altra big dell’A1. Il risultato potrebbe svelare l’essenza dei pugliesi, attualmente terzi in condominio.

«Per vincere, il nostro gioco deve funzionare come un orologio svizzero. Davanti abbiamo una parata di stelle del volley» chiarisce mister Montagnani. Fa i complimenti alla sua squadra, da Trento, il collega Stoytchev, che considera la Prisma «una formazione di valore». Ma consumato il pensiero che sa di fair play, il tecnico dell’Est indica al suo gruppo il senso unico: «Dobbiamo continuare sulla nostra scia positiva. Alla vetta ci teniamo». Il pensiero è condiviso dai giocatori. Compresi altri due pezzi del passato pallavolistico jonico.

Era l’«alba» del nuovo millennio, quando Bari vestiva la casacca dell’allora Magna Grecia Taranto. Ora è un libero affidabile dell’A1, col fine di recuperare e rimettere in gioco palloni a favore di Trento. In panchina, invece, scalpita il francese Herpe. Lo schiacciatore barbuto che nel tempo libero produce vini con la sua famiglia a Narbonne, quando giocava per la Prisma nell’annata 2004-2005, mandava in estasi le ragazzine del PalaMazzola. Altri tempi. Cupi, visto che ricordano l’ultima retrocessione in A2. Ora la storia è un’altra in casa rossoblù. L’obiettivo è infatti quello di alzare la voce in un campionato complicato. Trento, a riguardo, è una prova-verità.

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