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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 18:29

Foggia si sblocca Taranto recrimina

Il derby della Prima Divisione di calcio finisce 0-0 e forse è giusto così. Il punticino rimette in moto la classifica dei rossoneri, dopo quattro ko consecutivi. Ma sta stretto agli jonici (quarto risultato utile) che hanno avuto più occasioni per passare in vantaggio. È bravo il portiere Bindi a immolarsi su Corona al 7’ del primo tempo con una plastica deviazione in corner e sul nuovo entrato Russo (40’ della ripresa)
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Foggia si sblocca Taranto recrimina
FOGGIA-TARANTO 0-0 

Foggia(4-2-3-1): Bindi 7, Carbone 6, Burzigotti 6, Goretti 6, Micco 6.5, Trezzi 7 (45’ st Velardi sv), D’Amico 6.5, Di Roberto 5.5, Quadrini 5.5 (24’ st Mattioli 4), Mancino 5, Ferrari 5.5 (1’ st Sgambato 5). A disp: Milan, Cuomo, Colomba, D’Agostino. All.: Porta 6.5.
Taranto(4-3-3): Bremec sv, Calori 6, Migliaccio 6.5, Viviani 6.5, Bolzan 5, Felci 5 (35’ st Giorgino sv), Quadri 6.5 (28’ st Magallanes 5), Mezavilla 5, Falconieri 5.5, Corona 5.5, Scarpa 5.5 (32’ st Russo 6). A disp.: Barasso, Berretti, Nocentini, Prosperi. All.: Brucato 5.5.
Arbitro: Carbone di Napoli 4.5.
Note: spettatori paganti 240 (abbonati 1.815), incasso totale 17.734 euro. Ammoniti Carbone, Trezzi, Calori. Espulsi al 42’ st Mattioli (proteste) e Carbone (somma di ammonizioni). Angoli 1-5. Partita cominciata con 15’ di ritardo per protesta società sui diritti audiovisivi.

di Massimo Levantaci

FOGGIA - Non si superano Foggia e Taranto. Il derby impatta sul più classico degli 0-0 e forse è giusto così. Il punticino rimette in moto la classifica dei rossoneri, dopo quattro ko consecutivi. Ma sta stretto agli jonici (quarto risultato utile) che hanno avuto più occasioni per passare in vantaggio. È bravo il portiere Bindi a immolarsi su Corona al 7’ del primo tempo con una plastica deviazione in corner e sul nuovo entrato Russo (40’ della ripresa) del quale respinge una velenosa conclusione ravvicinata. L’ex Bremec (che allunga l’imbattibilità a 415’) allo Zaccheria è invece spettatore non pagante: il primo tiro nello specchio arriva al 34’ della ripresa con una conclusione debole di Mancino bloccata agevolmente.

È la sintesi delle difficoltà offensive dei rossoneri, ieri convincenti in difesa e a centrocampo ma decisamente spuntati in prima linea. Per la formazione di Porta, comunque più quadrata delle precedenti uscite, un ko nel derby sarebbe stata una punizione troppo pesante.

Sul finire del match, sostanzialmente senza protagonisti, ha però deciso di rubare la scena l’arbitro Carbone di Napoli, uno dal cartellino facile con i rossoneri (due espulsioni in due gare lo scorso anno, una proprio allo stadio Iacovone). Il fischietto partenopeo ha mandato sotto la doccia al 42’ due foggiani, Mattioli e Carbone: il primo percorreva 50 metri di campo per insultare un paio di tarantini rei di non aver fermato l’azione con Micco dolorante a terra. Carbone, già ammonito, davanti all’arbitro suo omonimo non riusciva a frenare l’impeto polemico. Una sceneggiata evitabile, ma il direttore di gara ci metteva del suo non ammonendo Calori (lo farà subito dopo la doppia espulsione) al 19’ della ripresa per un placcaggio piuttosto plateale di Micco nella trequarti tarantina.

A dispetto dello scarso pubblico (appena 240 paganti, a casa i tifosi tarantini per divieto dell’Osservatorio) e del terreno allentato per la fitta pioggia, lo spettacolo non è stato da buttare. Il campo pesante ha penalizzato certamente il Taranto, più tecnico e manovriero. La formazione di Brucato, priva allo Zaccheria di Correa e Innocenti, puntava tutto sulle percussioni di Scarpa (altro ex), Falconieri e sul fiuto di Corona in area di rigore. Al bomber rossoblu (3 gol), dopo il brivido iniziale (nato da un alleggerimento sbagliato di Mancino) metteva la museruola un attento Burzigotti. L’attacco jonico, a parte una legnata di Falconieri al 18’, non mordeva più. I grattacapi per la difesa rossonera ricominciavano sul finire di partita quando Brucato si decideva a gettare nella mischia il diciottenne Russo (fuori un esausto Scarpa) che fra il 37’ e il 40’ confezionava due pericoli per la porta di Bindi.

Il Foggia rinvigorito dagli innesti di Micco (ex rossoblu) e Carbone, è riuscito a giocare un match senza disattenzioni. Esser riusciti a frenare l’emorragia di gol subiti (13 in quattro partite) è un passo verso l’uscita dal tunnel. Contro il Taranto, a parte i due nuovi arrivi e le prodezze di Bindi, la difesa si è mossa meglio con l’esperto Goretti in coppia centrale. Ma si è rivisto anche il gioco a centrocampo, dove Trezzi ha distribuito palloni e lavorato molto in copertura in tandem con D’Amico. Fatto il pieno di coraggio, il momento migliore i padroni di casa l’hanno vissuto al 37’ della prima frazione quando Quadrini (lanciato da Trezzi) trovava il corridoio giusto, ma sparava alto da venti metri davanti a Bremec.

Nella ripresa l’uscita di scena dell’unica punta Ferrari (per il riacutizzarsi di un vecchio infortunio) obligava Porta a schierare il Foggia nel 4-4-2 con una prima linea inedita composta da Di Roberto e Quadrini di punta. I rossoneri abbassavano il baricentro, di Micco (10’) e Mancino (18’) due tentativi abbastanza velleitari di creare pericoli per la porta rossoblu. Ma il Taranto non ne approfittava: ci provava Corona al 19’, il suo diagonale veniva neutralizzato da Bindi. L’ultimo squillo nel finale con il Foggia ormai ridotto in nove: la conclusione di Migliaccio veniva respinta dall’estremo difensore rossonero, Corona raccoglieva e infilava nella porta ormai sguarnita quando l’assistente aveva già alzato la bandiera dell’off-side.

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