Cerca

Mercoledì 27 Settembre 2017 | 00:00

Corvia batte Salernitana Lecce conquista tre punti

Se quello che conta sono i punti, la partita promuove i salentini (serie B di calcio) senza bisogno di ulteriore dialettica sulla qualità del gioco. Il successo, anzi, proietta la squadra nelle zone alte della classifica, migliore viatico per il ciclo delle quattro partite interne da qui alla fine di ottobre. Se invece si devono misurare le credenziali in prospettiva futura, la prestazione non ha espresso livelli oltre la sufficienza
Corvia batte Salernitana Lecce conquista tre punti
LECCE-SALERNITANA 1-0 (1-0 già nel primo tempo)

LECCE (4-4-1-1): Rosati 6,5; Angelo 7, Schiavi 6, Terranova 6, Giuliatto 6 (37' st Mazzotta); Lepore 6 (33' st Mesbah sv), Giacomazzi 6 ,Edinho 6, Vives 6,5; Marilungo 6.5; Corvia 6,5 (27' st Baclet 6) . In panchina: Petrachi, Belleri, Bergougnoux, Drissa. Allenatore: De Canio 6.
SALERNITANA (4-2-3-1): Polito 6; Machado 5,5, Bastrini 5,5, Stendardo 6, Galasso 5,5; Carcuro sv (22' pt Pestrin 5,5), Tricarico 5,5; Statella 5,5, Pepe V. 5,5 (15' st Caputo 5,5), Soddimo 5,5 (36' st Soligo sv); Fava 6. In panchina: Iuliano, Russo, Pepe E, Millesi. Allenatore: Cari 5,5.
ARBITRO: Valeri di Roma 6
RETI: 21' pt Corvia
NOTE: Serata molto fredda, terreno in buone condizioni. Angoli: 5-5. Spettatori: 4.021 (2.503 abbonati) per un incasso di 33.605 euro. Ammoniti Giuliatto (Le), Galasso, Pestrin (Sa). Recupero: 3'; 5'.

di MASSIMO BARBANO

LECCE - Se quello che conta sono i punti, la partita di ieri sera promuove il Lecce senza bisogno di ulteriore dialettica sulla qualità del gioco espresso. Il successo, anzi, proietta la squadra nelle zone alte della classifica, sia pure fittiziamente, visto che gli altri dovranno giocare questo pomeriggio, ma è comunque il migliore viatico per il ciclo delle quattro partite interne assegnate dal calendario da qui alla fine di ottobre.

Se invece si devono misurare le credenziali della squadra in prospettiva futura, la prestazione non ha espresso livelli al di là di una stentata sufficienza. Manovra approssimativa, e non abbastanza rapida da travolgere un avversario molto modesto, che solo una volta nell'arco dei novanta minuti è arrivato a tirare nello specchio della porta. In effetti, i due punti e l'ultimo posto in classifica della Salernitana si sono visti tutti. Non c'era di fronte una squadra in grado di imbastire un'azione ficcante. Lacunosa in difesa, scolastica e approssimativa quando cercava di proporsi in attacco. Contro un siffato avversario il Lecce non è stato in grado di giganteggiare come avrebbe dovuto. Ha invece capitalizzato al meglio un numero di Corvia a metà del primo tempo e poi non ha dato mai l'impressione di poter chiudere agevolmente la partita, vuoi per imprecisione sotto porta, vuoi perché l'azione era abbastanza prevedibile anche per una squadra di basso livello come la Salernitana.

Nel secondo tempo poi, è anche successo che il Lecce ha lasciato l'iniziativa all'avversario. Nessun rischio di particolare rilievo è stato corso dalla retroguardia giallorossa, ma la mediocrità della gara si è accentuata ancora più che nella prima frazione di gioco.

Se di questa fase vogliamo salvare qualcosa, si può forse estrapolare la consapevolezza di voler mantenere lo status quo. Della serie che quando non è giornata, meglio accontentarsi e salvare un risultato che comunque è prezioso. Tuttavia, De Canio aveva chiesto qualcosa di diverso alla squadra. Essenzialmente, l'allenatore cercava più pressione nella fase di non possesso di palla e, generalmente, più carattere. Entrambe le cose si sono viste poco, considerato che più volte la Salernitana è arrivata a smarcare uomini in situazioni favorevoli, salvo poi a non riuscire neanche a tirare in porta.

In definitiva, la sagra della mediocrità è stata spezzata da un acuto di Corvia e da un maggiore peso tecnico del Lecce che comunque si è fatto sentire. Nel finale , poi, anche De Canio ha giustamente pensato ad «incartare» il risultato ed ha interrotto l'esperimento del trequartista, sostituendo Lepore con Mesbah e passando di conseguenza al 4-4-2. Con questo assetto più blindato il Lecce ha rischiato di meno ed ha portato in porto la partita, pur finendo in 10 per l'infortunio di Mazzotta (si teme una distrazione del collaterale mediale del ginocchio) quando le sostituzioni erano già esaurite.

Lo score più rilevante lo si registra nel primo tempo, quando il Lecce fa più gioco. Al 6' un diagonale di Giacomazzi spiazza tutta la difesa ospite, l'accorrente Vives tira al volo ma spara alto. Al 22' affondo di Angelo sulla destra, spiovente al centro dove Corvia anticipa l'avversario e di prima infila nell'angolo alto. Al 25' il Lecce potrebbe raddoppiare: Lepore dalla lunetta mette un invitante pallone al limite dell'area piccola, Corvia è in vantaggio rispetto al suo marcatore e arriva di testa in tuffo, ma il pallone va fuori di un soffio. Al 30' bella combinazione Giuliatto-Lepore-Marilungo che, spalle alla porta, prova una rovesciata che termina di poco a lato. Al 31' prima incursione degli ospiti: Fava approfitta di un buco difensivo e sferra un rasoterra nell'angolino, Rosati devia in tuffo. Al 33' botta di Marilungo dal limite, Polito blocca.

Scialbo il secondo tempo con rari spunti di cronaca. Al 2' Stendardo sfrutta un corner di testa, pallone a fil di palo. Al 10' il Lecce vicinissimo al raddoppio: angolo di Lepore, testa dell'avanzato Schiavi e Polito evita in extremis un gol già fatto. Al 27' è Caputo che si mangia letteralmente un gol in contropiede: solo davanti al portiere spara alle stelle. Al 39' Vives, sul filo del fuorigioco, spara sul portiere in uscita.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione