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Marilungo del Lecce fa i passi da gigante

Dopo palcoscenico dell'Italia Under 21, l'attaccante è pronto a ricalarsi nella infuocata realtà della serie B di calcio, ripartendo dalla sconfitta di Cittadella. «È stata una bruttissima partita e anche io ero molto nervoso in campo, ho avuto un’occasione subito per fare gol ed ho sbagliato». Venerdì sera con la Salernitana sarà la prima di quattro partite in casa: «Comunque vada, non saranno determinanti»
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Marilungo del Lecce fa i passi da gigante
di Massimo Barbano

LECCE - Dall’altra sera è tornato in Salento con una credenziale in più: convocazione nella nazionale Under 21 e primo gol in azzurro.Davvero una bella soddisfazione, anche se, per gli addetti ai lavori non è stata una sorpresa l’exploit di Guido Marilungo. Per lui, invece, una gioia a metà, considerato che la sua impresa non è bastata a fruttare la vittoria degli Azzurrini sulla Bosnia Erzegovina e che il relativo pareggio complica non poco la strada verso la qualificazione per gli Europei. «È stata una bellissima emozione quel gol - sostiene l’attaccante del Lecce - già ero contento per la mia prima convocazione nella Nazionale, poi è arrivato anche il gol nella mia prima partita da titolare. Non potevo sperare di meglio. Purtroppo, però, la festa non è stata totale. Se avessimo vinto si sarebbe messa molto meglio per l’Italia».

Ed ora, dopo il grande palcoscenico azzurro, Marilungo è pronto a ricalarsi nella infuocata realtà della serie b, ripartendo da quello che non è certo un buon ricordo per la squadra e neanche per lui, la sconfitta di Cittadella. «È stata una bruttissima partita e anche io ero molto nervoso in campo - ricorda Marilungo - ho avuto un’occasione subito per fare gol ed ho sbagliato, poi ci sono state alcune occasioni per parte, quindi loro hanno sbloccato il risultato su un errore clamoroso dell’arbitro. Che quel gol fosse da annullare me ne sono accorto io che ero a centrocampo. E allora ho perso un po’ la testa. Alla fine, dopo la sostituzione non sono rimasto neanche in panchina perchè ero talmente arrabbiato che rischiavo di farmi espellere dall’arbitro».

E domani si presenta l’occasione per riscattarsi subito contro l’ultima della classifica, la Salernitana.«Qualunque fosse stato l’avversario la voglia di riscattarsi non sarebbe mancata. Incontriamo la Salernitana che ha solo due punti in classifica. Sicuramente verrà qui per fare risultato ed uscire da quella brutta situazione in cui si trova, ma noi non possiamo fare sconti a nessuno. Dobbiamo uscire dal campo con i tre punti».

Quella di domani sera con la Salernitana sarà la prima di quattro partite in casa. Una fase cruciale che può dare una svolta al campionato del Lecce. «Sia che vadano bene che in caso contrario non saranno determinanti - spiega l’attaccante giallorosso - il campionato è ancora lunghissimo e il nostro ruolo andrà definito strada facendo. Siamo a tre punti dai play out e a tre dai play off. Ed il primo posto è ad appena sette punti. Insomma, in classifica siamo tutti lì. Certo, che se queste quattro partite andassero bene, avremmo una grossa spinta an che dal punto di vista morale. Andremmo in alto in classifica e questo ci servirebbe molto per affrontare i successivi impegni».

Tuttavia, non ci sarebbe una equazione fra equilibrio e mediocrità, in un campionato che ancora non ha espresso i suoi battistrada, secondo quanto sostiene lo stesso Marilungo. «Che il campionato non sia mediocre - dice - lo dimostra proprio il fatto che squadre come il Torino, come la Reggina e come noi stessi stiano incontrando delle difficoltà. Questo significa che sono le altre ad essere cresciute, e che il campionato è salito di livello e di difficoltà».

Capitolo punte e disposizione tattica in avanti. Con quattro attaccanti ed un modulo tattico che, a volte ne prevede uno solo avanzato, ci potrebbe essere la necessità di qualche sacrificio. «Ci possiamo adattare in diversi ruoli, quindi giocare ad una, due o tre punte non cambia molto». Nessuna lamentela sui possibili turn over. «Ho giocato quasi sempre a parte la partita con la Triestina, non posso che essere soddisfatto».

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