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Domenica 22 Ottobre 2017 | 04:41

Masiello scuote il Bari «È l’ora di vincere fuori»

La partita di domenica a Verona, sponda Chievo, rappresenta un punto di snodo, una tappa della serie A di calcio che lo spogliatoio biancorosso ritiene importantissima. Dribblate alla grande le due uscite di San Siro e quella di Palermo, «ciccate» tre su quattro sfide interne contro pari grado del calibro di Bologna, Cagliari e Catania, ecco stagliarsi il primo faccia a faccia in trasferta con vista sulla salvezza
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Masiello scuote il Bari «È l’ora di vincere fuori»
di Fabrizio Nitti

BARI - Banco di prova, test della verità. Comunque sia, la partita di domenica a Verona, sponda Chievo, rappresenta per il Bari un punto di snodo, una tappa che lo spogliatoio biancorosso ritiene importantissima. Dribblate alla grande le due uscite di San Siro e quella di Palermo, «ciccate» tre su quattro sfide interne contro pari grado del calibro di Bologna, Cagliari e Catania, ecco stagliarsi sull’orizzonte barese il primo faccia a faccia in trasferta con vista sulla salvezza. In pratica: cancellare i complimenti (tanti) e i punti (pochi) strappati fuori casa in precedenza, e provare a fare la voce grossa sul campo di una diretta concorrente.

«La partita con il Chievo - racconta Andrea Masiello - come ha detto mister Ventura sarà per noi un banco di prova durissimo. Partita fondamentale, sotto certi aspetti, servirà il miglior Bari. Giocando in casa, loro proveranno a partire forte, a sorprenderci. Ma abbiamo dimostrato che in trasferta sappiamo farci rispettare. E poi, dopo i pareggi contro Palermo e Milan è ora di centrare un successo fuori casa. Il Chievo è formazione forte, organizzata, ha un gruppo solido, gioca bene, corre per 90 minuti ed ha individualità importanti. Dobbiamo stare attenti, essere svegli e provare sempre a giocarcela, mettendo pressione, provando a non farli ragionare».

Sfida nella sfida. Il quarto attacco del campionato opposto alla miglior difesa. Due sorprese che si ritrovano di fronte. In fondo, nessuno si aspettava un rendimento tanto elevato del reparto arretrato di Ventura. «Abbiamo la miglior difesa del campionato e questo è un fattore positivo - assicura il difensore di Viareggio -. Lavoriamo bene e con più serenità. Ad inizio stagione c’erano diversi dubbi sul nostro reparto, ma sul campo abbiamo dimostrato il contrario. Siamo giovani, ma con la voglia di imporci e mostrare il nostro valore. In allenamento diamo sempre il massimo, è importante non abbassare mai la guardia, neppure in settimana: in serie A al minimo errore ti castigano».

Eterna questione. meglio Masiello centrale, o meglio Masiello esterno? «Il mio ruolo? Sento diverse voci sul mio ruolo, sulle mie prestazioni… Ci tengo a chiarire una cosa: io sono nato centrale e mi sto adattando a giocare sulla fascia destra. Cerco sempre di migliorarmi, di fare bene la mia parte, ma soprattutto mi sacrifico. Mi sa che molti non sanno cosa significa la parola sacrificio e comunque sino a questo momento penso di aver fornito sempre prestazioni convincenti».

Ombre spazzate, adesso ci sarà da prendere le misure ad un certo Pellissier, uno sempre poco pubblicizzato, ma un attaccante vero, che accoppia il fiuto del gol ad un continuo movimento: «Ovviamente dobbiamo fare attenzione soprattutto a lui. È una punta pericolosissima, abile a far gol e che attacca molto bene lo spazio. Sarà importante provare a limitarlo».

A proposito di attaccanti... «Su chi punto dei nostri? Io punto sul collettivo. I gol prima o poi arriveranno e comunque tutti devono temere i nostri attaccanti, il nostro modi di offendere. Spesso le squadre avversarie si trovano a dover affrontare un quattro contro quattro e vanno in difficoltà contro la velocità dei nostri uomini d’attacco».

Ultime annotazioni su un calendario che non sembra poi troppo confortante nel prossimo mese: «Non ci aiuta, ma non sono preoccupato. Fuori casa ci esprimiamo meglio, faremo bene».

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