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Gallipoli, l’ascesa di Maritato «Voglio la fiducia di Giannini»

Gli sono bastati 20 minuti con la maglia azzurra per sentirsi nel giro che conta. Una delle tre promesse viola arrivate in estate al Gallipoli ha vissuto in Egitto un’esperienza come il Mondiale Under 20. Però ha giocato solo nell'esordio contro il Paraguay, gara finita 0-0. Il resto del torneo - le gare contro Trinidad & Tobago, Egitto, Spagna e il rocambolesco quarto di finale contro l’Ungheria - lo ha vissuto in panchina
Brescia-Gallipoli il 27 alle 20,45
Gallipoli, l’ascesa di Maritato «Voglio la fiducia di Giannini»
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - Gli sono bastati 20 minuti con la maglia azzurra per sentirsi nel giro che conta. Piergiuseppe Maritato, una delle tre promesse viola arrivate in estate al Gallipoli, ha vissuto in Egitto un’esperienza umana indimenticabile come il Mondiale Under 20. Però ha giocato solo uno spicchio di partita, quella d’esordio contro il Paraguay, finita 0-0. Il resto del torneo - le gare contro Trinidad & Tobago, Egitto, Spagna e il rocambolesco quarto di finale contro l’Ungheria - lo ha vissuto in panchina, seduto affianco al commissario tecnico Francesco Rocca.

«Per me è stata una grande esperienza», ha detto l’attaccante classe ’89. «Giocare in stadi stracolmi di gente è una grande cosa, alla quale qui in Italia purtroppo non siamo più abituati. Dal punto di vista tecnico abbiamo fatto una piccola impresa, qualificandoci ai quarti di finale nonostante un periodo di preparazione davvero breve. D’altro canto siamo stati sfortunati, diciamo pure che ci abbiamo messo del nostro, soprattutto nell’ultima gara. Dal punto di vista personale ho giocato poco, ma per me è stato importante esserci».

Anche perché l’ariete di Cetraro (provincia di Cosenza) mancava dal giro della Nazionale da diverso tempo. La prima maglia azzurra la conquistò ai tempi della Juventus, da Under 16: «L’esperienza in Egitto mi è servita molto. Credo sia stata un’ottima cosa, che tra l’altro non mi aspettavo giacché mancavo dalla nazionali giovanili da 4 anni. Ritrovarmi in un contesto così grande come il mondiale è stato molto bello». Pantaleo Corvino lo ha notato quando il ragazzo calabrese si trovava a Torino: lo ha prelevato per rafforzare la Primavera della Fiorentina. Il ragazzo suscita subito un’ottima impressione: chiude l’ultimo campionato segnando 15 reti e conquistando una convocazione nella prima squadra di Prandelli.

Dopo il sogno del Mondiale ora gli toccherà rimboccarsi le maniche per conquistarsi un posto a Gallipoli. In riva allo Jonio ha giocato per ora solo due partite (56 minuti in tutto): al suo rientro sta ritrovando una concorrenza agguerrita: oltre a Ginestra e Di Gennaro, anche Di Carmine ed Eliakwu che scalpitano. «Ora si lotta per un posto da titolare. Cercherò da subito di mettere in difficoltà l’allenatore. So che davanti a me ci sono grandi attaccanti, come Ciro e Francesco. Non sarà facile». Ovviamente dal Cairo Maritato ha seguito il Gallipoli: «Perdendo una sola gara su otto, secondo me stiamo facendo grandi cose. È vero che stiamo pareggiando tante gare, ma sono tutti punti che ci ritroveremo alla fine dell’anno».

L’allenamento di ieri pomeriggio intanto non ha fornito grandi indicazioni in vista della gara di sabato contro la Triestina (a parte sempre Pallante e Palese). Per intravedere qualcosa bisognerà attendere il test infrasettimanale di oggi pomeriggio contro la Primavera di Gigi Solidoro (15.30 a San Donato).

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