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Ciclismo - Bis di Petacchi al Giro d'Italia

Cade a 75 km dall'arrivo, si rialza, insegue il gruppo e va a vincere la seconda volata della corsa (nella quale Cipollini va a terra senza conseguenze gravi): nona vittoria dell'anno e ottava tappa al Giro dopo le sei del 2003. Come al solito è uno show di potenza. Simoni resta in maglia rosa
CIVITELLA IN VAL DI CHIANA (AREZZO) - Alessandro Petacchi cade a 75 chilometri dall'arrivo, picchia duro sull'asfalto, si rialza, insegue il gruppo e va a vincere la seconda volata del Giro. Dopo Alba, Civitella in Val di Chiana. E' la nona vittoria dell'anno, l'ottava tappa al Giro dopo le 6 del 2003. Ed è come al solito uno show di potenza: dà quasi una bici di scarto a Robbie McEwen, già battuto domenica scorsa. Ma Mario Cipollini è in terra. Doveva essere la tappa della rivincita, per il vecchio leone toscano. Invece davanti agli occhi dei fratelli Del Tongo, gli sponsor del suo esordio nel professionismo, tampona Andrus Aug, l'estone che dovrebbe essere l'ultima locomotiva del suo treno.
L'asfalto è bagnato, il rettilineo d'arrivo è una fettuccia di tre chilometri. Fassa Bortolo e Domina Vacanze formano un treno unico. Col vento a favore e la volata lanciata a 60 all'ora, ai 250 metri Aug si sgancia sulla sinistra. Cerca con lo sguardo il suo capitano sulla destra. Cipollini invece proprio in quel momento cercava di agganciare la ruota di Petacchi e si ritrova Aug davanti. Inevitabile la caduta. Mario piomba in mezzo alla strada. Scivola per una trentina di metri, lo investono prima Andrea Tonti, poi Kyrylo Pospeyev. Finisce la corsa contro le transenne.
Petacchi ha già vinto quando Cipollini si rialza. Gli danno una bici di ricambio e taglia il traguardo, ma poi lo portano in ospedale per controllare i danni. Escluse le fratture, lo devono ricucire con 14 punti: 4 interni e 6 esterni per un profondo taglio al polpaccio destro, altri 4 per una ferita al gomito sinistro. In più, un campionario di escoriazioni e contusioni. Ma se non ci sorgeranno complicazioni in nottata, domattina Cipollini sarà ancora al via della quinta tappa, 177 chilometri fino a Spoleto per un'altra volata (ma nel circuito finale si dovrà ripetere per tre volte uno strappetto di 300 metri).
«Se si dovesse fermare sarebbe un peccato» gli dice Petacchi per fargli gli auguri. Ma non può descrivere la caduta, perché lui era davanti. Come quasi sempre ormai. Per quest'anno la sfida con Cipollini in realtà non c'è mai stata. «L'ultima volta che ho intravisto Mario - dice Alessandro - è stato attorno all'ultimo chilometro, a ruota mia. Poi ho tirato dritto, e quando sono partito non c'era nessuno nè alla mia destra né alla mia sinistra». Stavolta non si è fatto anticipare da McEwen, che ad Alba gli aveva anche tagliato la strada. «Me ne sono tenuto lontano - dice - il suo modo di andare in bici mi fa paura». E non s'è fatto rallentare neppure da un problema tecnico: «Ai 250 metri non mi entrava l'11 (il rapporto più lungo, adatto a sviluppare la massima velocità, ndr), ci ho provato ma poi ho continuato col 13". Un dettaglio che la dice lunga sulla potenza del nuovo re delle volate.
E che sia il nuovo padrone, lo dimostra anche la reazione alla sua di caduta. Finito pesantemente in terra, per un contatto occasionale sulla salitella del Poggio di Sugame ("forse mi sono un po' distratto anche io, ma Scarselli si è tirato indietro e ci siamo presi, nella caduta ho coinvolto Colombo"), ha avuto paura che fosse già finito il suo Giro. «Ho pensato al peggio - racconta - ho chiesto al medico del Giro di darmi una controllata, ma poi all'improvviso sono spariti i dolori e ho continuato».
Chiamata a raccolta la squadra per farsi riportare in gruppo, davanti è partita una raffica di scatti. La Fassa Bortolo però è stata implacabile nell'inseguimento ed ha spianato tutte le velleità. Così si è arrivati al circuito finale, su è giù davanti allo stabilimento della Del Tongo. «Ho parlato con Cipollini e gli ho detto di mescolare le squadre, per fare una velocità più alta e tenere il gruppo in fila indiana - racconta Petacchi - La strada era pericolosa, con la pioggia si vedeva poco ed avevo già rischiato di prendere un cartello». Dopo il traguardo ha urlato, ma stavolta non un dolce 'ti amò alla fidanzata. Anna Chiara era lì ad aspettarlo, ma Petacchi stavolta doveva liberare l'adrenalina: «Ero molto nervoso. Abbiamo rischiato tantissimo, oggi. C'era troppa confusione. Ho visto tanta gente che fatto di tutto. Io continuo a pensare che sia meglio rischiare di perdere, ma restare in piedi».
Ma di perdere non ha mai rischiato. Un dominio assoluto, ma Petacchi fa il signore: «Continuo a pensare che Cipollini non sia un avversario da sottovalutare». Certo è Mario continua a pagare dazio alla sfortuna oltre che all'età. Nel 2003 cominciò a vincere dopo una settimana e fu costretto al ritiro per una caduta in una giornata di pioggia a San Donà di Piave. Stavolta è già a terra.

Ordine d'arrivo della quarta tappa del Giro d'Italia, Porretta Terme-Civitella in Val di Chiana di km. 184

1) Alessandro Petacchi (Ita/Fassa Bortolo) in 4h55'40» alla
media oraria di km. 37,339 (abbuono 20")
2) Robbie McEwen (Aus) s.t. (abb. 12")
3) Simone Cadamuro (Ita) s.t. (abb. 8")
4) Marco Zanotti (Ita) s.t.
5) Fred Rodriguez (Usa) s.t.
6) Massimo Strazzer (Ita) s.t.
7) Magnus Backstedt (Sve) s.t.
8) Alexandre Usov (Bie) s.t.
9) Alejandro Albert Borrajo (Arg) s.t.
10) Graziano Gasparre (Ita) s.t.
11) Marco Velo (Ita) s.t.
12) Jan Svorada (Cec) s.t.
13) Marlon Perez Arango (Col) s.t.
14) Olaf Pollack (Ger) s.t.
15) Maxim Rudenko (Ucr) s.t.
16) Crescenzo D'Amore (Ita) s.t.
17) Zoran Klemencic (Slo) s.t.
18) Igor Astarloa (Spa) s.t.
19) Yaroslav Popovych (Ucr) s.t.
20) Andrus Aug (Est) s.t.
150) Mario Cipollini (Ita) s.t.
165) Kyrylo Pospyeyev (Ucr) s.t.
166 partiti, 165 arrivati. Ritirato: John Gadret (Fra).

Classifica generale dopo la quarta tappa del Giro d'Italia (percorsi km. 708,9)

1) Gilberto Simoni (Ita/Saeco) in 19h09'38» alla media oraria di km. 36,997
2) Damiano Cunego (Ita) a 13»
3) Yaroslav Popovych (Ucr) a 21»
4) Franco Pellizotti (Ita) a 29»
5) Gerhard Trampusch (Aut) a 41»
6) Giuliano Figueras (Ita) a 45»
7) Dario David Cioni (Ita) a 52»
8) Serguei Honchar (Ucr) a 58»
9) Stefano Garzelli (Ita) a 1'05»
10) Eddy Mazzoleni (Ita) a 1'06»
11) Andrea Noè (Ita) a 1'07»
12) Davide Rebellin (Ita) a 1'19»
13) Juan Manuel Garate Cepa (Spa) a 1'25»
14) Wladimir Belli (Ita) a 1'33»
15) Sven Montgomery (Svi) s.t.
16) Cristian Moreni (Ita) a 1'38»
17) Pavel Tonkov (Rus) a 1'39»
18) Emanuele Serra (Ita) a 1'45»
19) Francisco Vila Errandonea (Spa)a 1'49»
20) Alexandre Moos (Svi) a 1'50»
23) Tadej Valjavec (Slo) a 2'00»
91) Alessandro Petacchi (Ita) a 19'13»
125) Mario Cipollini (Ita) a 29'51»
150) Magnus Backstedt (Sve) a 37'06»
165) Freddy Bichot (Fra) a 46'03»

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