Sabato 18 Agosto 2018 | 12:11

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Coppa Italia alla Lazio

La squadra di Mancini, che aveva vinto all'andata per 2-0, va sotto di due gol (21' Trezeguet, 46'Del Piero), poi, dopo l'ingresso di Simone Inzaghi, riesce a pareggiare (72' Corradi, 83'Fiore) e a conquistare il trofeo succedendo al Milan
JUVENTUS-LAZIO 2-2 (1-0)

JUVENTUS (4-4-2): Chimenti 6, Ferrara 6, Thuram 7, Legrottaglie 5, Birindelli 6, Zambrotta 6,5, Maresca 5 (28' st Di Vaio 5), Pessotto 5,5 (1' st Appiah 6), Nedved 5, Del Piero 6 (30' st Miccoli), Trezeguet 6. (1 Buffon, 13 Iuliano, 32 Boudianski, 34 Chiumiento). All. Lippi 7.
LAZIO (4-4-2): Sereni 5,5, Oddo 6, Stam 6, Mihajlovic 6, Favalli 6, Fiore 6, Liverani 5,5 (29' st Albertini 6), Giannichedda 6, Cesar 7, Muzzi 5 (17' st Inzaghi 5), Corradi 7 (40' st Negro sv). (1 Peruzzi, 24 Couto, 5 Zauri, 7 Lopez). All. Mancini 7.
Arbitro: Paparesta 5,5.
Reti: nel pt 21' Trezeguet; nel st 1' Del Piero, 27' Corradi, 38' Fiore.
Angoli: 9-1 per la Lazio.
Recupero: 2' e 4'.
Ammoniti: Giannichedda, Favalli, Birindelli per gioco scorretto.
Spettatori paganti 38849, incasso 433.605 euro.

** I GOL **

21' st: Birindelli crossa da sinistra, Trezeguet di testa batte Sereni.
1' st: perde palla Oddo, Nedved dà a Trezeguet, tiro parato, Del Piero mette dentro di lato a porta vuota.
27' st: corner di Mihailovic, incornata di Corradi.
38' st: la palla arriva a Fiore tutto solo a destra, rasoterra angolato che si insacca.

TORINO - Generosa, coraggiosa, ma alla fine perdente la Juventus perde anche l'ultimo trenodella stagione, l'ultima regalo per Lippi. La squadra bianconera rattoppata di stasera ha sfiorato l'impresa di ribaltare il pesante 2-0 della prima finale di Coppa Italia, ma i romani hanno estratto dal cilindro cinismo e classe superiore e l'illusione è svanita in dieci minuti.
L'applauso sportivo va senz'altro alla squadra di Lippi, che ha affrontato la seconda finale priva di mezza dozzina di titolari. Ma non c'è dubbio che la Lazio, complessivamente, ha meritato la Coppa, dimostrandosi più pericolosa, più ricca di colpi e anche piena di carattere, almeno come la sua avversaria.
Si era cominciato tra lo scetticismo della gente bianconera, nel vedere in campo l'asse di sinistra Birindelli-Pessotto che non riusciva mai a sfondare e faceva quasi tenerezza. Ma Lippi non poteva fare di più, perché aveva quattro centrocampisti più mezzo Appiah in panchina. E sull'altro fronte, Cesar faceva il bello e il cattivo tempo, sprecando spesso per avventatezza. Ma ogni volta che la Lazio affondava erano dolori per la difesa bianconera in cui giganteggiava Thuram, ma non poteva bastare da solo. Fiore, Cesar due volte e Liverani hanno fato tremare Chimenti, ma la squadra di Mancini, come al solito, non concretizzava.
La Juve arruffona in Maresca, nebulosa in Nedved e Del Piero, stentava non poco, ma la classe non è acqua: è bastato il primo e unico cross giusto di Birindelli, per permettere a Trezeguet di toccare la solita prima palla della partita e naturalmente è stato gol. La Juve è andata al riposo rinfrancata e il miracolo è arrivato dopo un giro di lancetta: la Lazio con Oddo le ha regalato palla e Sereni ha ribattuto su Trezeguet (che si è aiutato anche con un braccio), ma Del Piero ci ha messo la zampata vincente. Tutto da rifare e qui è venuta fuori la Lazio che non solo non si è chiusa, ma spinto ancora di più. Nel frattempo era entrato Appiah e Del Piero si era messo a girare: sembrava che la Juve ce la potesse fare, ma le sono stati fatali due errori di Nedved (tiro debole) e Trezeguet (testa fuori).
E così la Lazio si è scoperta anche cinica. Ennesimo corner di Mihailovic e sbuca da dietro come un bisonte Corradi: testa e gol. Dov'era Legrottaglie? Chiedere a chi lo ha acquistato. Laq partita è finita lì e lo ha capito anche Lippi, che ha tolto anche Del Piero e regalato il solito inutile quarto d'ora a Miccoli e al desolante Di Vaio. La Lazio ha solo atteso la fine e ha trovato pure il pareggio, dopo una ennesima disattenzione della retroguardia bianconera che ha lasciato sfilare una palla che è arrivata a Fiore indisturbato: troppo invitante l'occasione per uno come lui. La Lazio esulta per un risultato tecnico che le calza a pennello e la ripaga in parte di tanti torti arbitrali in campionato. Il suo futuro sembra roseo, soprattutto se rimarrà Mancini, alla sua seconda Coppa Italia dopo quella del 2001 alla Fiorentina, che sa far giocare le squadre come pochi quando hanno la palla.
Il futuro della Juventus, invece, comincia non a caso sotto un cielo nero e denso di nuvole di pioggia. Un simbolismo non casuale, visti tutti i problemi che affliggono la Signora. Forse, se si fosse pensato già dall'estate passata a ricostruire pezzi di squadra invece di operare solo tre ritocchi (di cui due sbagliati), adesso la Juventus non si troverebbe a inseguire obiettivi di mercato che sembrano molto difficili.

ALBO D'ORO

1922 Vado; 1935/36 Torino; 1936/37 Genova 1893; 1937/38 Juventus; 1938/39 Ambrosiana Inter; 1939/40 Fiorentina; 1940/41 Venezia; 1941/42 Juventus; 1942/43 Torino; 1958 Lazio; 1958/59 Juventus; 1959/60 Juventus; 1960/61 Fiorentina; 1961/62 Napoli; 1962/63 Atalanta; 1963/64 Roma; 1964/65 Juventus; 1965/66 Fiorentina; 1966/67 Milan; 1967/68 Torino; 1968/69 Roma; 1969/70 Bologna; 1970/71 Torino; 1971/72 Milan; 1972/73 Milan; 1973/74 Bologna; 1974/75 Fiorentina; 1975/76 Napoli; 1976/77 Milan; 1977/78 Inter; 1978/79 Juventus; 1979/80 Roma; 1980/81 Roma; 1981/82 Inter; 1982/83 Juventus; 1983/84 Roma; 1984/85 Sampdoria; 1985/86 Roma; 1986/87 Napoli; 1987/88 Sampdoria; 1988/89 Sampdoria; 1989/90 Juventus; 1990/91 Roma; 1991/92 Parma; 1992/93 Torino; 1993/94 Sampdoria; 1994/95 Juventus; 1995/96 Fiorentina; 1996/97 Vicenza; 1997/98 Lazio; 1998/99 Parma; 1999/2000 Lazio; 2000/2001 Fiorentina; 2001/2002 Parma; 2002/2003 Milan; 2003-2004 Lazio.
LA COPPA ITALIA IN UN COLPO D'OCCHIO 9 Coppe Juventus; 7 Roma; 6 Fiorentina; 5 Torino e Milan; 4 Sampdoria e Lazio; 3 Inter, Napoli e Parma; 2 Bologna; 1 Atalanta, Genova 1893, Vado, Venezia e Vicenza.

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