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Taranto, mal di crescita E il Giulianova pareggia

Ci sono la voglia (all’inizio) e l’impegno (alla fine). Non bastano. Perché manca un’idea condivisa di calcio. Così il Taranto rallenta in Prima Divisione di calcio. Il suo motore s’ingolfa, a dispetto della cilindrata. E l'avversario esce incolume dallo «Iacovone», dove matura il secondo 0-0 consecutivo. Non è il risultato sperato. Le aspettative erano altre. Ma è quanto il Taranto riesce a ricavare da una partita che non capisce
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Taranto, mal di crescita E il Giulianova pareggia
TARANTO - GIULIANOVA 0-0 

taranto:Bremec 6; Calori 5,5, Migliaccio 6, Viviani 6, Bolzan 5; Felci 5 (21’ st Giorgino 5,5), Quadri 6,5, Mezavilla 5,5 ( 37’ st Russo sv); Innocenti sv (6’ pt Falconieri 5), Corona 5,5, Scarpa 6. A disp. Barasso, Prosperi, Magallanes, Nocentini. All. Brucato.
GIULIANOVA: Dazzi 6; Sosi 6, Garaffoni 6, Vinetot 6,5, Migliori 6; Dezi 6 (39’ st Mariani sv), Croce 7, Del Grande 5,5 (10’ st Lieti 6); Carbonaro 5,5 (27’ st Schneider 6), Melchiorri 5,5, Campagnacci 6. A disp. Buono, Rinaldi, Iachini, Di Matteo. All. Bitetto.
ARBITRO: Bellutti di Trento.
NOTE: Angoli 5-5. Ammoniti: Migliaccio del Taranto; Sosi, Carbonaro, Dezi, Schneider e Mariani del Giulianova. Spettatori 4332 per un incasso complessivo di 48.512,05 euro. Recupero: 1’ pt, 3’ st.
di Lorenzo D’Alò

TARANTO - Ci sono la voglia (all’inizio) e l’impegno (alla fine). Non bastano. Perché manca un’idea condivisa di calcio. Così il Taranto rallenta. Il suo motore s’ingolfa, a dispetto della cilindrata. E il Giulianova esce incolume dallo «Iacovone», dove matura il secondo 0-0 consecutivo. Non è il risultato sperato. Le aspettative erano altre. Ma è quanto il Taranto riesce a ricavare da una partita che non capisce. L’accetta senza risolverla. L’attraversa senza spaccarla. La subisce senza ribellarsi. È, infatti, una partita tatticamente complessa che rimette davanti al Taranto vecchie difficoltà. La più evidente è legata allo sviluppo dell’azione: c’è una macchinosità di fondo da cui la squadra fatica a liberarsi. Qualcosa che s’inceppa e rende improbabile ogni iniziativa corale. Un intralcio strutturale che sta impedendo al Taranto di esprimere compiutamente il suo potenziale.
Il pareggio, se guardiamo allo sforzo prodotto e alla mancata resa di un paio di situazioni propizie, può anche sembrare ingiusto. Ma è profondamente equo, se ci concentriamo sul resto: varietà della proposta, armonia dei movimenti, governo del gioco. In tutto ciò il Taranto, stavolta, rimanda indietro l’orologio della crescita. Crescita che, ora, rischia di diventare un po’ misteriosa perché sempre annunciata e sistematicamente rimandata. E bisogna scoprire perché. Noi qualche sospetto ce l’abbiamo: c’è poca qualità in mezzo al campo (vecchia verità) e non c’è disinvoltura sulle fasce, dove non si creano mai catene di gioco.
A sigillare il pari bianco non è solo l’opprimente inconcludenza del Taranto. Ci sono anche i meriti del Giulianova. Quello che la squadra di Bitetto porta a compimento è, infatti, un piccolo capolavoro tattico. Qualcosa che non s’inventa. È la capacità di essere squadra sempre, anche nei momenti di maggiore sofferenza. Senza mai rinnegare il modulo (il ricorso alla difesa a 5 arriva soltanto nei minuti conclusivi) e senza mai rinunciare alla possibilità di costruire gioco (palla a terra e buona circolazione). Bitetto, insomma, può ritenersi soddisfatto della sua banda di ragazzini (interessante Vinetot, bravo Croce, da seguire Dezi).
Il Taranto, dopo sei minuti, inciampa nell’infortunio di Innocenti (caviglia). Entra Falconieri e il 4-3-3 diventa più didascalico. Anche il Giulianova è 4-3-3, ma la sua manovra ha un respiro più profondo sulle fasce. La cronaca è scarna. Una conclusione al volo di Felci (10’). Una girata laboriosa di Corona (35’). Un pallone che filtra nell’area rossoblù trovando un impreparato Garaffoni (42’) E, allo scadere, una punizione di Scarpa respinta da Dazzi e ripresa da Corona (46’).
Nel secondo tempo la pressione del Taranto si fa più insistente. Ma sono esclusivamente gli spunti personali di Scarpa a generare panico nella schieratissima retroguardia abruzzese. Il Giulianova chiude ogni varco. Bitetto si cautela con Lieti (fuori Del Grande). Brucato replica con Giorgino (fuori Felci). L’inerzia del confronto non subisce variazioni significative. Mezavilla incrocia il sinisitro (26’). Bitetto inserisce l’italo-brasiliano Schneider (fuori Carbonaro). Brucato si aggrappa all’estro giovanile di Russo (fuori Mezavilla). Il Taranto spinge, spianando un audace 4-2-4. Ma anche gli ultimi assalti si riveleranno vani.

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