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Rivas, croce e delizia del Bari che vuol volare

L'esterno: «Rifiutai la Salernitana perché giocare nella A di calcio è sempre stato il mio sogno». L’argentino è un’arma tagliente di questo Bari acquattato in una posizione tranquilla in attesa di nuovi e più duri esami. Emanuel è in fase di recupero a causa di un fastidioso problema agli adduttori: «Mi sono fatto male contro il Catania, credo. Ma devo dire che negli ultimi giorni tutto è migliorato». In attesa di Chievo-Bari
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Rivas, croce e delizia del Bari che vuol volare
di Fabrizio Nitti

BARI - Il gol all’Atalanta resta un degli affreschi più lucidi di questo avvio di stagione in salsa biancorossa. Così come gli errori di mira a San Siro, sponda interista e pure sponda milanista in onore alla par condicio. Emanuel Benito Rivas è stato un po’ croce e un po’ delizia del popolo barese e anche del tecnico Ventura. Ma l’argentino resta comunque un’arma tagliente di questo Bari acquattato in una posizione tranquilla in attesa di nuovi e più duri esami. L’esterno offensivo sudamericano è in fase di riassestamento a causa di un fastidioso problema agli adduttori: «Mi sono fatto male contro il Catania, credo. Ma devo dire che negli ultimi giorni tutto è migliorato. Dalla risonanza non traspare nulla di particolare, se non un edema sull’adduttore. Ma è una situazione normale. Intanto non mi rimane che continuare la terapia, non sono sicurissimo di riprendere ad allenarmi domani. Voglio mettercela tutta, sarebbe un peccato fermarmi adesso. Ma questi dolori non mi garantiscono la continuità che vorrei. Spero di essere in campo a Verona contro il Chievo, pur se capisco che non è il caso di aver fretta, vorrei evitare ricadute pericolose».

Rivas è stato anche argomento di discussione nella conferenza stampa di Ventura di sabato scorso, nel corso della quale il tecnico ha sottolineato le difficoltà incontrate dal sudamericano, le grandi potenzialità, i progressi e i retroscena del mancato trasferimento a Salerno. Sentiamo cosa ne pensa il calciatore: «È vero, il mister ha parlato molto con me, spiegandomi sempre tutto ciò che avrebbe voluto sul campo. Diciamo che in ritiro ho anche dovuto fare i conti con delle difficoltà fisiche, ma non mi son mai sentito solo. Ascolto e faccio tesoro dei suoi consigli, sono consapevole di poter dare di più a questo Bari»

«In verità io non volevo il trasferimento alla Salernitana, ho sempre rifiutato di andare lì, ma non perché avessi problemi con quella squadra. Non so quale fosse all’epoca l’intenzione del Bari, ma io mi sono sempre opposto alla cessione perché credevo di potermi giocare le mie carte qui, a Bari, dopo aver vinto una B in quella maniera. Se avessi detto sì, il trasferimento si sarebbe concretizzato. devo però dire che il mister mi ha sempre tenuto in considerazione, mi sarei preoccupato se con lui non ci fosse stato dialogo. Sì, l’inizio per me è stato in salita, ma dalla quarta di campionato ho conquistato la maglia da titolare»

«Il Bari sta offrendo un buon calcio, non saprei dire se fra i migliori della A. Abbiamo però idee chiare, sappiamo cosa fare. A volte più riuscire, altre volte no, ma questo è un altro discorso. Sapete bene che al sottoscritto giocare palla a terra, palla al piede, piace da matti. A volte il tecnico mi rimprovera, ma lo fa soprattutto quando dobbiamo difenderci».

«Sì, stiamo segnando poco rispetto a quanto produciamo, ma credo sia solo una questione di “momenti”. Ora va così, magari domani sarà meglio. Contro l’Atalanta, ad esempio, avremmo segnato in qualsiasi modo. In altre partite invece abbiamo incontrato sofferenze per centrare la porta. Con la difesa che ci ritroviamo pure un gol sarebbe sufficiente. Ma, è ovvio, mica lo facciamo di proposito. Se proprio dovessi trovare un piccolo neo, direi che ci manca un pizzico di freddezza in più in area avversaria. Malesseri passeggeri, statene certi. Ci sbloccheremo e poi tutto filerà per il meglio».

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