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Martedì 17 Ottobre 2017 | 02:19

Brindisi, le ore scorrono lente in attesa dell'esordio interno

I giocatori dell'Enel Basket (Legadue maschile) si sono allenati tutti intensamente anche perché, in questi giorni, hanno colto il calore della gente, intuendo quanto sia grande l’attesa per la loro «prima volta» sul parquet del palaElio. Ben sapendo, in ogni caso che di fronte, domani sera, si troveranno ad affrontare il Rimini, una squadra che, a livello di quintetto base, è davvero fortissima
Brindisi, le ore scorrono lente in attesa dell'esordio interno
BRINDISI - Hanno lavorato concentrati. Ma soprattutto con l’entusiasmo dei debuttanti, come se non avessero mai giocato una gara importante. Davanti al loro pubblico. Come se non avessero partecipato ad una Olimpiade (Nikola Radulovic) o non avessero giocato in uno dei più grandi palasport del mondo: quello di Los Angeles (Joe Crispin con la maglia dei Lakers) o non avessero fatto parte di una delle squadre più titolate in Italia (Benetton Treviso: Giuliano Maresca). Si sono allenati tutti intensamente anche perché, in questi giorni, hanno colto il calore della gente, intuendo quanto sia grande l’attesa per la loro «prima volta» sul parquet del palaElio. Ben sapendo, in ogni caso che di fronte, domani sera, si troveranno ad affrontare il Rimini, una squadra che, a livello di quintetto base, è davvero fortissima. Molto più di quanto in estate era possibile preventivare.

«È sempre stato così: in avvio di campagna trasferimenti tutti giocano un po’ a nascondersi, per poi mostrare il loro vero volto non appena inizia il campionato», è il commento di coach Giovanni Perdichizzi, più che soddisfatto per quanto ha potuto cogliere dal lavoro dei suoi giocatori.

Un solo neo: il malcontento della gente, di quella grossa fetta di appassionati che non ha potuto assicurarsi le tessere di ingresso al palasport per assistere dal vivo alle imprese della squadra del patron Massimo Ferrarese, il primo ad essere molto, ma molto rammaricato per quanto accaduto anche ieri. Ma rimasto, ancora una volta, muto.

«Chi crede che a noi abbia fatto piacere vedere tanti volti tristi, arrabbiati, delusi, inviperiti perché non potranno assistere alle gare della loro squadra del cuore, commette un gravissimo errore», commenta il presidente della società brindisina, Antonio Corlianò.

«Noi - continua -, abbiamo dovuto rispettare le disposizioni della Questura che ha voluto anche le gradinate e le curve numerate. Ciò ha portato un’ulteriore e non indifferente decurtazione dei posti che non potrà esserci addebitata. Per noi sono state altre entrate perdute».

Inutile girarci attorno. «Avessimo avuto un impianto di cinquemila posti sarebbe stata ben altra musica», afferma Corlianò, comunque offeso da chi non ha voluto giustificare in alcun modo tutti i componenti la società, puntando il dito contro tutti e tutto.

«Sarebbe stato opportuno - ha concluso il presidente del sodalizio -, se, chi di dovere, stralciando dal dichiarato progetto “Cittadella dello sport” la costruzione del palazzo dello sport, avesse dato risposte ancora più concrete, non alla New Basket Brindisi, ma alla città tutta, che pure le attende ancora».

Cosa fatta, capo ha. Da domani tutto ciò che ha esacerbato gli animi in questi giorni lascerà il posto al basket giocato. E si tornerà a parlare dello spettacolo basket che l’Enel Basket Brindisi saprà sicuramente offrire.

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