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Lecce alla ricerca della svolta in quattro partite casalinghe

Sarà un fine ottobre di fuoco per il club salentino (serie B di calcio) ed anche una fase in cui si potrebbe delineare il ruolo che la squadra di De Canio può recitare. E ciò, in virtù del rinvio della partita con la Reggina che va ad incastrarsi con altre due gare interne (Salernitana ed Empoli) e il derby con il Gallipoli che, se pur indicato dal calendario come trasferta, si giocherà allo stadio di Via del Mare
Lecce alla ricerca della svolta in quattro partite casalinghe
di Massimo Barbano 

CALIMERA - Quattro partite in casa nel giro di due settimane. Sarà un fine ottobre di fuoco per il Lecce ed anche una fase in cui si potrebbe delineare il ruolo che la squadra di De Canio può recitare in questo campionato di serie B. E ciò, in virtù del rinvio della partita con la Reggina che va ad incastrarsi con altre due gare interne (Salernitana ed Empoli) e il derby con il Gallipoli che, se pur indicato dal calendario come trasferta, in realtà trasferta non è, dovendosi giocare allo stadio di via del mare. «Certo, fare il pieno in queste quattro partite sarebbe davvero un grosso colpo - sostiene Daniele Corvia, - ma anche dieci punti non sarebbero male».

Intanto, il Lecce si prepara a questo ciclo di fuoco anche intensificando il lavoro atletico, approfittando della pausa del campionato. «Stiamo caricando anche sul piano fisico - prosegue l’attaccante - anche per recuperare la condizione in modo tale che tutti possano mettersi al passo con la squadra. Ne stiamo approfittando adesso, anche in considerazione del fatto che quando avremo tante partite ravvicinate non potremmo fare molto».

Ma, carichi a parte, bisogna ricostruire anche l’aspetto psicologico dopo la pesante batosta di Cittadella. «Il fatto di alternare partite buone ad altre meno buone non può essere dovuto esclusivamente alla condizione fisica. Dobbiamo quindi migliorare specialmente la fase dell’approccio alla gara e trovare la mentalità vincente. Ancora non abbiamo quella mentalità che ci fa scendere in campo e ci consente di mettere fuori tutto il nostro reale valore».

Ma in che modo si può trovare questa convinzione nei propri mezzi che trasformi il Lecce in un gruppo vincente e non più titubante davanti anche ad avversari modesti come era stato il Cittadella? «Dobbiamo essenzialmente capire una cosa - prosegue Corvia - e cioè che gli avversari come il Cittadella, contro di noi giocheranno sempre molto coperti affidandosi alle rapide ripartenze e alla fisicità. E allora dobbiamo abituarci e forse anche adeguarci. Nel senso che non dobbiamo perdere la testa, specialmente quando andiamo in svantaggio e ci prende la foga di voler recuperare subito, a prescindere dal fatto se il gol subìto doveva essere annullato come è accaduto a Cittadella».

Insomma, non è mai troppo tardi, o almeno dovrebbe essere così. «A volte le partite si possono rimettere in piedi anche al novantesimo - dice ancora Corvia - poi bisogna mettere in conto anche un’altra cosa. Che quando non si può vincere, anche il pareggio va bene. Alla lunga i pareggi fanno classifica».

Insomma, il tonfo di Cittadella è anche stato frutto della foga di voler ribaltare il risultato subito. «È accaduto proprio questo - sostiene Corvia - l’eccessiva nostra generosità ci ha portato ad allungarci e ad esporci a qualche contropiede di troppo. Invece sarebbe stato meglio rimanere compatti fra le linee e attendere il momento opportuno che prima o poi sarebbe arrivato, come magari fanno le altre squadre quando giocano contro di noi».

Un qualcosa del genere deve essere accaduto anche in occasione del secondo gol del Cittadella, propiziato proprio da un cattivo controllo di palla di Corvia poco prima del centrocampo. «Volevo mettere una palla filtrante - dice - non ci sono riuscito e l’ho tenuta un poco di più del dovuto. Così sono stato raddoppiato. Il mister ce o aveva detto che raddoppiavano subito, è una loro caratteristica».

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