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Sabato 23 Settembre 2017 | 00:21

Tennis - Schiavone e Farina avanti al Foro Italico

La prima ha esordito con una rassicurante prestazione contro l'australiana Pratt, battuta per 6-3 6-2. Alla seconda è bastato un break in ciascun set per superare l'austriaca Schett 6-4 6-4. Eliminata Santangelo, la sorpresa degli Australian Open. Martedì debuttano Camerin, Pennetta e Serena Williams
ROMA, 10 maggio 2004 - Anche il sole è uscito sul Foro Italico per illuminare le protagoniste del torneo di tennis femminile. Forse sapeva che l'incontro di apertura era affidato all'avvenenza della diciassettenne Maria Sharapova, ritenuta forse più affascinante e sicuramente più brava della Kournikova. Lei, che lasciò la natia Nyagan, piccola città della Siberia all'età di sette anni, per andare in Florida, da sola, ad imparare tennis, non si stanca di sottolineare questa differenza. Il cinema e la moda non le interessano, almeno per il momento. Il tennis è il suo lavoro, i libri il suo hobby. Spera di occupare il tempo libero che le lascerà il torneo di Roma per andare a visitare il Vaticano e qualche altro monumento dei tanti che «questa affascinante città offre al visitatore». Però non mancherà di fare qualche raid nello zona shopping, soprattutto alla caccia di scarpe italiane, le uniche che compra. Il suo esordio sull'assolato centrale non è stato entusiasmante, però.
Ha cominciato collezionando errori e doppi falli, e fino all'ultima palla non è riuscita a scrollarsi di dosso la coriacea ucraina Tatiana Perebiynis (6-4 7-5), però ha vinto nonostante le difficoltà. Ciò depone a suo favore e ne svela la determinazione, dote che in parte le è naturale, e in parte deve avergliela trasmessa Nick Bollettieri, della cui accademia è stata ospite per un paio d'anni, prima di trasferirsi a Los Angeles, dove abita.
La grinta fa parte anche del bagaglio psicologico di Francesca Schiavone che in questo torneo si rivelò due anni fa, promettendo che avrebbe insistito e infatti è arrivata al n. 15 mondiale (attualmente è quattro posti sotto). Oggi la 24.enne tennista milanese ha esordito con una rassicurante prestazione contro l'australiana Nicole Pratt, battuta per 6-3 6-2 e di sé ha detto: «Sono contenta della vittoria e di come ho giocato. La pressione psicologica a Roma si fa sempre sentire, ma sono riuscita a gestire bene il match». Nel torneo di Varsavia, due settimane or sono, Francesca Schiavone ha battuto nei quarti niente po' po' di meno che Amelie Mauresmo, che qui è la favorita: «Non penso a lei, è troppo davanti a me. Io debbo vivere match per match, augurandomi di trovare continuità di risultato e qualità di gioco. La mia prossima avversaria sarà la statunitense Samantha Reeves, che non conosco. Andrò ad informarmi».
Silvia Farina, invece, conosceva bene l'austriaca Barbara Schett, incontrata in precedenza, ed eliminata anche due anni fa a Roma. E si è visto: le è bastato un break in ciascun set per eliminarla con un perentorio 6-4 6-4. E però su questa vittoria c'è un'ombra. La rivela la 32.enne tennista: «Purtroppo nel primo set ho accusato un risentimento all'adduttore della gamba sinistra. Fortunatamente domani non devo giocare il singolare, ma sono impegnata nel doppio con Francesca. Vediamo che cosa succede, confido molto nel fisioterapista». Anche di questa giocatrice è noto l'impegno, il carattere la serietà professionale, ed oggi lo conferma anche nelle dichiarazioni post-vittoria: «Non sono contenta di come ho giocato, ma perché ho vinto pur giocando male. E questo mi dà ottimismo per il futuro». Infortunio permettendo? «Sì. Il mio ottavo non è facile, ma sto giocando bene. Rispetto all'inizio dello scorso anno mi sento migliorata, sotto molti aspetti. Lo devo alla costanza, al lavoro, alla fiducia, alla voglia di mettermi sempre in gioco».
Di questa dichiarazione dovrebbe far tesoro Mara Santangelo, la rivelazione degli Open d'Australia 2004, in cui è riuscita a raggiungere il quarto turno (qui eliminata dalla Henin), partendo dalle qualificazioni. Oggi tutte le virtù elencate dalla Farina, le sono mancate, tanto che Dinara Safina (la russa n.31 mondiale), le ha lasciato soltanto cinque giochi, 6-3 6-2. Zavorrata nei movimenti laterali, alquanto macchinosi, la pivot altoatesina non ha opposto resistenza alla più potente avversaria che infieriva su questa sua debolezza con un tennis profondo, muovendola molto. Domani tocca a Maria Elena Camerin e a Flavia Pennetta che esordiscono domani, rispettivamente contro la serba Jelena Dokic (n. 23 mondiale) e la statunitense Laura Granville (n.50): chiaro che la seconda ha più probabilità di superare il turno, ma la prima potrà contare sull'incoraggiamento di Carlos Moya.
Martedì sarà soprattutto il giorno del debutto di Serena Williams, n.1 del torneo e 2 mondiale, che incontrerà la spagnola Maria-Sanchez Lorenzo, n.42 della Wta, che oggi ha superato in tre set la francese Testud. Ancora a risposo Amelie Mauresmo (seconda testa di serie) che ha tranquillizzato sulla sua salute: «La schiena è a posto ed io sto giocando bene. Roma mi piace per la storia, l'arte, il cibo, il sole. Di Serena non so niente, ma è sempre forte. A me non interessa la classifica. L'importante è trovare consistenza e continuità di risultati».

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