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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 22:17

Calcio, a Bari sfuma il sogno americano

La reazione dei tifosi
di ROBERTO CALPISTA 
La città aveva creduto ai sogni di grandezza del texano, fin da un afoso pomeriggio di metà agosto, quando circa 1.500 tifosi accolsero in festa l'americano. Dopo due mesi di pensieri e parole, tutto si è frantumato. Eloquente il comunicato della Salvatore Matarrese S.p.a., che ha annunciato la rottura della trattativa.
• La società resta in vendita ma la squadra va tutelata
• Perinetti: «È tutto finito»
• Da tempo per i bookmaker la vendita era un bluff
• Gli arbitri del settimo turno di A
• Quella volta che Tim venne allo stadio
• Un milione di chiacchiere 
Calcio, a Bari sfuma il sogno americano
BARI - Tutti «avevano visto bene». Diffidenza era ad agosto, nel pieno delle trattative, diffidenza è confermata. Insomma quel Barton da Dallas e il socio Mora da Biella, qui non hanno mai incantato ed ora bye bye Tim e Alessio. Quelli della Curva Nord per ora non parlano. Alberto Savarese e Roberto Sblendorio, capi storici degli «Ucn», rinviano: «Vogliamo prima vederci chiaro». 

Ma il sogno americano svanito, con più o meno un silenzioso preavviso, lascia un po’ l’amaro in bocca, un po’ fa paura. Michele Emiliano sindaco usa il bastone e la carota. Comincia con un «non ho parole». Attacca e poi rallenta Michele: «Comunque, voglio prima parlare con i Matarrese, per capire bene cosa sia accaduto, dove si è inceppato il meccanismo». Il sindaco evita le polemiche sulla festa davanti alle telecamere con tra gli invitati d’onore Tim il rosso e Alessio il pelato: «A me Barton e Mora sono stati portati proprio da Matarrese ed io ho collaborato, ma allo stesso tempo ho avvisato questo uomo d’af fari giunto di stare attento. Perché questa è una città che accoglie, si apre, si concede con fiducia, ma poi pretende che la parola data sia mantenuta, altrimenti non perdonerà mai. E personalmente ancora mi auguro che ci sia lo spazio affinché quella parola possa essere mantenuta». 

La tribuna vip, quella delle poltrinissime, chiude invece il discorso e si riaffida alla famiglia Matarrese. Massimo Cassano, imprenditore e consigliere regionale: «Ora facciamo gruppo attorno ai colori biancorossi e alla famiglia Matarrese. Del resto la società resta nella mani di chi l’ha traghettata con successo in serie A». Dubbi invece su Barton, «non è mai stato, il suo, un comportamento limpido - sottolinea -. Temo che qualcuno abbia cercato solo un po’ di pubblicità e visibilità giocando sui sentimenti sportivi, e non solo, di un’intera città. E se le cose sono andate così sarebbe davvero grave». Dal centrodestra al centrosinistra. 

Altro supertifoso, l’assessore alla mobilità, Antonio Decaro: «Spero solo che quanto accaduto non pregiudichi la corsa positiva in serie A. Mi dispiace, perché in molti abbiamo creduto nella volontà e capacità dell’americano per dare un volto europeo al Bari. A questo punto, resto convinto che anche con l’attuale proprietà la nostra squadra possa conoscere le massime fortune calcistiche». Speranza bipartisan, condivisa da Tommy Attanasio, coordinatore cittadino Pdl: «Poi qualcuno parla di inaffidabilità del “nostro sistema”. 

Questa volta la figuraccia l’hanno fatta altri, tra due diligence, esperti commercialisti, revisori senza macchia. Alla fine erano più certi e garantiti gli affari di un tempo, siglati con una stretta di mano tra galantuomini. Non ho elementi concreti, ma mi resta la netta sensazione che Barton e soci, fossero intermediari di u n’operazione che non aveva al centro il Bari calcio. Forse anche da parte del nostro sindaco, nell’accogliere queste persone, sarebbe stata opportuna una maggiore prudenza». Politici-imprenditori e imprenditori puri con il cuore biancorosso. 

Erasmo Antro: «Era nell’aria, così come è chiaro che i Matarrese in questa vicenda non hanno colpe e che alla fine siano i veri delusi, i veri danneggiati da un punto di vista imprenditoriale. Piuttosto l’esperienza societaria del Real Madrid, pur con tutte le difficoltà che ci sarebbero nel riproporla in Italia, dovrebbe consigliare noi imprenditori ad avere più coraggio, nonostante il momento congiunturale non buono. Purtroppo continuo a vedere un’ottima squadra che gioca, tra l’altro molto bene, in uno stadio ancora semivuoto». 

«La città si è sbilanciata troppo e troppo presto - afferma un altro noto imprenditore tifoso, Marzio Musolino -, e forse il vero interesse di Barton non era la società sportiva. Quanto meno si è messa fine a questa lunga fase di incertezza che avrebbe rischiato davvero di danneggiare la squadra».
ROBERTO CALPISTA

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