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Lunedì 25 Settembre 2017 | 22:39

Lecce resta fredda Semeraro provoca

I conti non tornano.Non quelli della classifica che, anzi, nel giro di una settimana hanno proiettatola squadra da una incombente crisi ad una invidiabile posizione a ridosso dei vertici della serie B di calcio. Ma quello che non quadra sono i consensi della piazza decisamente in controtendenza con la curva di rendimento della squadra che ha invece fatto registrare una netta impennata. Il presidente: «Contestino me»
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Lecce resta fredda Semeraro provoca
di Massimo Barbano

LECCE - I conti non tornano.Non quelli della classifica che, anzi, nel giro di una settimana hanno proiettato il Lecce da una incombente crisi ad una invidiabile posizione a ridosso dei vertici della graduatoria. Ma quello che non quadra sono i consensi della piazza decisamente in controtendenza con la curva di rendimento della squadra che ha invece fatto registrare una netta impennata.

E ciò, non solo in chiave strettamente numerica: nonostante la larga vittoria di Trieste gli spettatori paganti sono addirittura diminuiti rispetto alla precedente partita con il Crotone (furono 1.630 contro i calabresi, appena 1.379 con il Mantova; più che dimezzati rispetto alla partita col Frosinone quando furono 3.038 e in crollo verticale rispetto alla prima con l’Ancona quando se ne contarono 5.530). Ma anche, e soprattutto, per le esternazioni per nulla generose espresse durante la gara nei confronti della squadra.

Tanto da fare andare in bestia il presidente Giovanni Semeraro. Che è amareggiato per le gratuite aggressioni, ma anche dai «silenzi» che le agevolano. «Purtroppo - dice l’azionista di maggioranza del Lecce - il nostro stadio rimane costantemente in silenzio. E nel silenzio si evidenziano anche le minime parole che vengono pronunciate. Così le intemperanze di certi tifosi che al primo errore sono pronti a mugugnare, arrivano direttamente ai giocatori che sono in campo e, di certo, non li agevolano. Corvia mi ha detto che dopo aver sbagliato un pallone ha dovuto subìre una serie di improperi».

La storia non è di ieri. Che l’atteggiamento del pubblico, o di una parte di esso non sia di totale benevolenza nei confronti della squadra si era colto già in altre occasioni. A parte il glaciale silenzio che accompagna le partite, un’avversa predisposizione d’animo si era colta anche a Trieste, quando, nonostante il largo successo ottenuto dalla squadra, i supporter presenti al «Nereo Rocco» rimandarono al mittente la maglia che il capitano Guillermo Giacomazzi aveva loro lanciato alla fine della partita. E l’atteggiamento di scettica ostilità è proseguito sabato contro il Mantova con qualche siparietto molto indicativo del clima che si respira. Così, i fischi a Corvia, reo di qualche imprecisione cui è seguito un gesto di velata polemica dell’attaccante che, dopo il gol-vittoria, ha preso in prestito la macchina di un fotografo che era ai bordi del campo immortalando i «sostenitori», forse per scoprire se avessero cambiato espressione dopo che il risultato volgeva a favore del Lecce.

Ma, ancora di più, nei confronti di Schiavi, a cui, dopo l’episodio del calcio di rigore, qualche coro davvero pesante, non risparmiava neanche i defunti. Semeraro è indignato: «Non capisco come si può offendere così un ragazzo - dice il presidente - che, fra l’altro fino a quel momento aveva giocato molto bene. Certi atteggiamenti non portano a nulla di buono. Perchè offendendo un giocatore si danneggia tutta la squadra. E il silenzio del resto dello stadio non fa che avallarli o comunque evidenziarli».

E il presidente auspica addirittura un paradosso. «Preferirei che tornassero i cori contro di me - dice - almeno si lascerebbe in pace la squadra. Perchè in questo modo non si va da nessuna parte».

Insomma, già allo stadio si è in «quattro gatti», se poi, invece dell’incoraggiamento, c’è una sistematica e precostituita denigrazione, qualsiasi progetto diventa più difficile.

Semeraro non nega comunque che la partita non sia stata delle più brillanti.

«Salvo il risultato - dice - sono soddisfatto per i tre punti, un pò meno della prestazione. Quello che era importante era vincere per dare continuità ai risultati e lo abbiamo fatto. Anzi, devo dire che, dopo quel rigore, per altro giusto, che ci ha letteralmente gelati, ho visto una grande reazione della squadra che ha offerto una prova d’orgoglio per reagire allo svantaggio».

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