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Sabato 21 Ottobre 2017 | 03:22

Donati: «A Milano Bari senza paura»

Voltare pagina nella serie A di calcio, dimenticare per andare avanti. Le antenne biancorosse sono già puntate su San Siro, questa volta sponda rossonera (rientra Kutuzov). Milano ha già portato bene una volta. Lì il Bari all'esordio sovvertì i pronostici strappando un pari all’Inter di Mourihno. Nel giro di un mese riecco la truppa Ventura nel tentativo di ripetersi
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Donati: «A Milano Bari senza paura»
di Fabrizio Nitti 

BARI - Voltare pagina, dimenticare per andare avanti. Le antenne biancorosse sono già puntate su San Siro, questa volta sponda rossonera (rientra Kutuzov). Milano, in fondo, ha già portato bene una volta. Lì il Bari, turno inaugurale della A, ebbe la forza ed il merito di sovvertire pronostici e facili indovini strappando un pareggio, con rimpianti, all’Inter di Mourihno. Nel giro di un mese riecco la truppa Ventura fare capolino nuovamente da quelle parti, nel tentativo questa volta di mettere lo sgambetto alla squadra di Leonardo, a quel Milan che almeno in campionato procede a strappi.

Dopo l’Atalanta ed il conseguente gol dell’ex, per Massimo Donati domani un’altra puntata all’insegna dei ricordi. C’è una parentesi rossonera, nella storia calcistica del centrocampista che il Bari ha prelevato dal Celtic, uno squarcio di Milan. Due stagioni a Bergamo e poi, giovanissimo, il salto in alto. Era il 2001, sulla panchina del «diavolo» era appena sbarcato Tabrez, reduce dai successi di Cagliari. Diciassette presenze, non durò molto, quella passione. Un feeling breve, forse neppure intenso, ma pieno di significati per l’allora ventenne calciatore: «Quell’esperienza, mi ha insegnato tanto - ha detto il centrocampista - quando sono arrivato lì ero forse troppo giovane. e poi le strade si sono separate, senza rincontrarsi nuovamente. È andata così, ma ora penso al presente».

Un presente che risponde al nome del Bari, all’esigenza di rimettersi in moto dopo lo stop interno di mercoledì sera contro il Cagliari. «Qui mi trovo bene, con i compagni ho legato ed ho assimilato il modulo di gioco. Adesso so cosa vuole il mister ed è chiaro che alle volte in campo riesce tutto (vedi Atalanta, ndr) altre meno (vedi Cagliari, ndr). L’importante, comunque, è essere sempre pronti al sarificio, impegnarsi fino al termine».

Milan, San Siro, insomma una sfida bella da affrontare. Da affrontare senza paure, senza timori. Alla «Scala» del calcio le motivazioni si raddoppiano, si moltiplicano. Recitare in un palcoscenico come San Siro è il sogno di ogni calciatore. Servirà, magari, un approccio più convinto rispetto al match disputato contro il Cagliari. «Andremo lì per giocarcela, loro sono forti ma noi abbiamo già dimostrato di poter dire la nostra contro chiunque. Io contro l’Inter non c’ero ma ho visto che i miei compagni non hanno avuto paura di mostrare il loro gioco. Domenica sarà lo stesso. Loro è vero, sono arrabbiati, ma noi non siamo da meno: ci sono punti importanti in palio. Se i rossoneri non hanno digerito la sconfitta di Udine, noi non abbiamo digerito lo 0-1 di mercoledì scorso. Ed abbiamo voglia di recuperare il terreno perduto, di riprendere il discorso interrotto. Non andremo lì certo per fare un giorno di vacanza. Le motivazioni? Le “contiene” la stessa partita, non ne servono di ulteriori. Abbiamo fame e cercheremo di dimostralo. Loro sembrano in crisi? È pur sempre il Milan, hanno giocatori importanti, noi dobbiamo pensare a far bene e a fare quello che sappiamo fare meglio».

Il centrocampista ha poi speso una parola per Ranocchia, autore dell’errore che ha permesso al Cagliari di segnare il gol partita: «Nel calcio e non solo si può sbagliare. Farlo è umano. Andrea è un ragazzo determinato e con grande personalità. Riuscirà ad emergere. Lo stesso discorso vale anche per Bonucci. Sono giovani ma faranno parlare in modo positivo di loro».

LA VENDITA DEL CLUB - Ieri c’è stato un contatto telefonico fra il commercialista del Bari, Lello Veneziani, e il gruppo Barton. Il texano e Alessio Mora sono a Milano, con commercialisti e avvocati per un riepilogo dei risultati della “due diligence”, ma i tempi e le modalità decise nel preliminare non verranno toccati. Lunedì Barton e i Matarrese si vedranno: se, per questioni organizzative, il texano non potrà essere a Bari, saranno i Matarrese (Beppe, Salvatore più Veneziani) a raggiungere Milano.

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