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Defendi adesso insegue il suo primo gol a Lecce

Un cannoniere uso-esterno. Per ora, l'attaccante ha brillato nelle partite fuori casa. Il primo centro stagionale a Piacenza alla seconda giornata. Un gol che alla fine risultò ininfluente, ma che in quel momento della gara riaccese le speranze di una rimonta. Il secondo, molto più redditizio, perché a Trieste ha aperto la strada verso una straordinaria affermazione dei giallorossi nella serie B di calcio
• Gli arbitri del settimo turno
Defendi adesso insegue il suo primo gol a Lecce
di Massimo Barbano

LECCE - Un cannoniere uso-esterno. Per ora, la precisione balistica di Marino Defendi ha brillato soltanto nelle partite fuori casa. Il primo centro stagionale a Piacenza alla seconda giornata. Un gol che alla fine risultò ininfluente, ma che in quel momento della gara riaccese le speranze di una possibile rimonta.

Il secondo, molto più redditizio, perché a Trieste ha aperto la strada verso una straordinaria affermazione della squadra salentina.

«Sono contento di aver segnato, ma mi preme sottolineare la bella preparazione del gol. È stata un’azione manovrata, frutto del lavoro che facciamo durante la settimana con gli inserimenti dei centrocampisti da dietro».

Ed ora, dopo due gol segnati lontano dal campo amico, Defendi vorrebbe inaugurare la serie anche al «Via del Mare». L’occasione si presenta subito. Domani il Lecce affronterà il Mantova.

«Speriamo che arrivi anche in casa - afferma l’attaccante - sarei felicissimo perché ci terrei a dare una bella soddisfazione al nostro pubblico. Segnare con il Mantova? Non facciamo programmi, dico solo che spero che arrivi al più presto».

La larga vittoria conseguita a Trieste ha anche evidenziato un interessante dato tattico. Il Lecce segna di più quando gioca con una sola punta anzichè con due. Era accaduto in Coppa Italia (quattro gol al Vico Equense, due a Genova contro la Sampdoria) e in campionato (tre gol all’Ancona, due a Piacenza nonostante la sconfitta, infine il poker di Trieste).

Al contrario, il ruolino di marcia quando in avanti giostrano due attaccanti puri è molto modesto: solo un gol al Frosinone che per altro coincise con una sconfitta esterna, poi due pareggi con zero gol a Modena e in casa con il Crotone. Stranezze del calcio.

Anzi, il trionfo di Trieste è stato ottenuto anche con un modulo anche più abbottonato, una sorta di 4-4-1-1, dove l’uomo di appoggio all’unica punta avanzata era proprio Marino Defendi. «È un modulo che teoricamente ti permette di chiudere meglio gli spazi - sostiene Defendi - noi a Trieste ci siamo riusciti benissimo, non so se è stato merito del modulo, ma abbiamo impedito completamente la manovra dei nostri avversari. Per quello che mi riguarda, mi sono trovato bene. A me piace giocare dietro la punta. In questo modo riesco ad esprimermi bene e ad attaccare gli spazi».

Spazi che, tornando a giocare in casa, domani contro il Mantova, potrebbero ridursi. «È possibile - prosegue l’attaccante - In casa nostra troviamo sempre squadre molto prudenti. Ma la nostra condotta di gioco non deve modificarsi: bisogna sempre concedere poco all’avversario e cercare di concretizzare il massimo in fase offensiva».

Ma, secondo Defendi, non si tratta di riompere con il recente passato.

«Non vedo discontinuità nel nostro rendimento, lo dimostra il fatto che in ogni partita, anche quelle che sono andate male, abbiamo avuto un cospicuo numero di occasioni da rete. Poi, a volte siamo riusciti a sfruttarle al meglio, altre volte no, a Trieste questo è riuscito pienamente. Ma abbiamo sempre cercato di farlo».

Capitolo-campionato: alla resurrezione del Lecce ha fatto seguito la clamorosa caduta delle due grandi favorite della vigilia, il Torino e la Reggina. È il segnale che questo campionato non avrà corazzate che faranno storia a sè? «È un campionato molto strano ed equilibrato. Abbiamo assistito a tanti risultati a sorpresa, in particolar modo quello della Reggina che è caduta a Frosinone, ma soprattutto quello del Torino che ha perduto in casa col Padova. Significa che non c’è un grande divario fra tutte le squadre e che tutti se la possono giocare contro tutti. Ma, c’è equilibrio anche in basso. Non ci sono infatti, squadre-materasso. Sarà una stagione incerta e difficile per tutti».

E il ruolo del Lecce? «Siamo forti, c’è un gruppo competitivo. Dobbiamo ancora crescere ma, se riusciamo ad evitare quegli errori che spesso ci complicano le cose, potremo avere delle grosse soddisfazioni».

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