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Lunedì 25 Settembre 2017 | 01:04

Bari, un altro rinvio Barton arriva lunedì

L’appuntamento era per stamattina. E avrebbe dovuto essere quello decisivo. Da un lato Vincenzo Matarrese, i figli Beppe e Salvatore e i commercialisti Lello e Luca Veneziani. Dall’altro, Tim Barton, l’imprenditore texano che è a capo dell’operazione Bari. Invece no. In serata arriva la notizia che il tanto atteso faccia a faccia ci sarà lunedì. Il manager Mora: «Mai chiesto sconti. Arriviamo con le fidejussioni»
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Bari, un altro rinvio Barton arriva lunedì
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - L’appuntamento era per stamattina. E avrebbe dovuto essere quello decisivo, almeno così sembra stando alle ripetute e decise esternazioni di Alessio Mora. Da un lato Vincenzo Matarrese, i figli Beppe e Salvatore e i commercialisti Lello e Luca veneziani. Dall’altro, insieme al manager biellese, Tim Barton, l’imprenditore texano che è a capo dell’operazione Bari.

Invece no. In serata arriva la notizia che il tanto atteso faccia a faccia ci sarà lunedì. «Di comune accordo con la famiglia Matarrese abbiamo deciso di rinviare l’incontro - detta Mora rintracciato sul telefonino - io e Tim abbiamo avuto una serie di approfondimenti con i nostri legali fino a stasera (ieri, ndr) e quindi venire a Bari sarebbe stato un problema. Domani (oggi, ndr), comunque, i nostri tecnici avranno un efficace scambio di opinioni con i commercialisti del Bari. Si metteranno in contatto in video conferenza».

Ma lunedì che giorno sarà? A sentire Mora non ci sono dubbi: «Veniamo con le fidejussioni, insomma l’obiettivo è chiudere. Nessuno, però, si aspetti tempi brevissimi per il passaggio di consegna. Certamente la famiglia Matarrese si prenderà qualche giorno per valutare le nostre garanzie e poi, comunque, ce ne vorranno una decina per la definizione degli atti pubblici di vendita. Ribadisco la nostra ferma volontà di chiudere nel più breve tempo possibile. Su questo, tra l’altro, c’è la massima intesa con gli attuali proprietari del Bari».

Nelle scorse ore qualcuno ha avanzato la possibilità che Barton potesse aver chiesto uno «sconto» a Matarrese circa la valutazione di 25 milioni per l’intero pacchetto azionario del club biancorosso. Circostanza che lo stesso Mora smentisce in maniera molto decisa: «Solo chiacchiere». Nel pomeriggio, lo stesso amministratore delegato del Bari, Salvatore Matarrese, si era espresso negli stessi termini smentendo la richiesta di Barton.

Barton che, insieme a Mora, sarà in tribuna domenica sera a San Siro in occasione di Milan-Bari. E chissà che non ci sia pure qualche ragione scaramantica visto che finora, con il manager biellese sugli spalti, la squadra di Ventura non ha mai perso. Solo coincidenze, ci mancherebbe. Ma nel dubbio...

L’annunciata presenza del presidente Matarrese all’incontro è, indubbiamente, la novità più succosa delle ultime ore. Mai, finora, don Vincenzo aveva accettato di avere un ruolo in prima linea in questa lunga trattativa che, sarà bene ricordarlo, va avanti dalla fine di maggio. È sereno il Matarrese che più di tutti questa operazione vorrebbe congelarla. Meglio, cancellarla proprio. Perché il presidente, lo sanno anche i muri, al «suo» Bari non rinuncerebbe per nulla al mondo. Nonostante le difficoltà, le diverse visione con figli e fratelli, la stanchezza, le pesanti eredità di anni bui e quelle ruvide contestazioni che ne hanno minato la proverbiale serenità.

Matarrese ritrova Barton dopo l’incontro di qualche tempo fa. Cordiale, quasi genuino nel suo sviluppo. Vincenzo che accompagna Tim al «san Nicola», che gli mostra gli uffici dell’impesa di famiglia, che gli siede accanto in tribuna d’onore proprio mentre una parte dello stadio inneggia al texano. L’impressione è che a parlare saranno molto di più Salvatore e Beppe Matarrese, i due Veneziani e Mora. Questioni più tecniche, d’altronde sono loro che finora hanno portato avanti la trattativa curandone anche i dettagli.

CALMA E GESSO Nel frattempo in casa Bari c’è da metabolizzare la sconfitta interna contro il Cagliari. Non è la fine del mondo, questo sarà bene chiarirlo subito. È un insuccesso che va letto e valutato nel contesto dell’intero avvio di campionato, che resta positivo oltre ogni più rosea aspettativa come certificato dalla classifica.

Questi son momenti in cui l’amarezza deve lasciare spazio alla calma. Evitando magari che i passionali tifosi biancorossi passano dall’esaltazione seguita alla splendida prova contro l’Atalanta alla depressione per una sconfitta inattesa sì, ma che ci può stare vista la lunga striscia positiva. Il Bari non è mai stato una squadra di fenomeni. Nè oggi sarebbe saggio cancellare con un colpo di spugna tutto quanto di buono, e non è poco, fatto finora. Squadra certo perfettibile, quella di Ventura. E lo si sapeva. L’obiettivo era e resta solo la salvezza, altro che chiacchiere.

C’è da migliorare, certo. Al di là della precaria condizione di qualche singolo (Barreto e Alvarez su tutti ma anche Donati) non c’è dubbio che sarà premura di Ventura verificare quello che non ha funzionato sul piano tattico. Su Cossu, per esempio, non c’è stata la dovuta copertura. Che, con ogni probabilità, andava garantita anche dai centrali difensivi, che avrebbero dovuto «accorciare» sul trequartista sardo impedendogli di ricevere palla in beata solitudine, quasi sempre con dieci metri di campo a disposizione.

Nessun «processo», a proposito, a carico di Ranocchia. Sbagliando anche i più grandi. E lui, grande può diventarlo davvero. Il «buco» dell’altra sera diventerà un ulteriore motivo di crescita. Che nessuno, insomma, si sogni di discutere Ranocchia. Saremmo alla farsa.

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