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Bari non graffia prima sconfitta

Va fuori giri il motore, proprio quando Ventura avrebbe voluto piazzare un primo blitz nella serie A di calcio. Passa il Cagliari (1-0, 77' Nenè) nella notte del San Nicola. Il Bari regala per intero il primo tempo. Si arresta a quattro risultati utili consecutivi la serie biancorossa, frana contro un avversario che almeno ieri sera ha mostrato maggiore qualità e migliore organizzazione
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Bari non graffia prima sconfitta
di Fabrizio Nitti

BARI - Va fuori giri il motore del Bari, proprio quando Ventura avrebbe voluto innestare la quinta per piazzare un primo blitz. Passa il Cagliari nella notte del San Nicola, passa con merito. Così come meritatamente perde il Bari, che regala per intero il primo tempo provando a rimettersi in gioco nella ripresa. Si arresta a quattro risultati utili consecutivi la serie biancorossa, frana contro un avversario che almeno ieri sera ha mostrato maggiore qualità e migliore organizzazione. Bari rimandato se si aspettavano risposte circa il grado di maturità raggiunto dopo il 4-1 rifilato all’Atalanta. Ventura dovrà attendere ancora per avere risposte più dettagliate.

E così il Cagliari viola per la prima volta in A il terreno del Bari, riassestando la classifica e soprattutto riguadagnando morale. Partita da sei punti in ottica salvezza, è il Cagliari a prendersi tutto. Il Bari incassa la prima sconfitta stagionale.

Primo tempo complicato, primo tempo che il Bari stenta a interpretare nel modo migliore. Inizio molle, Cagliari più dentro alla partita, La disposizione tattica dei sardi (4-3-1-2) consegna ai biancorossi qualche problema in più. Il «rombo» disegnato da Allegri, quelle due punte larghissime con un trequartista a sparigliare l’equilibrio numerico a centrocampo, non offre alcun punto di riferimento alla difesa di Ventura.

È il Cagliari a fare la partita, mostrando sul campo quanto in sostanza sia falsa la classifica attuale. Giocano spesso in verticale, i sardi, forti del movimento perpetuo di Cossu, abile a costruire superiorità numerica. Non è, insomma, la stessa partita vista contro l'Atalanta. Soprattutto in possesso palla il Bari è lento, stenta a mettere in moto le rituali frecce del 4-4-2 che Ventura presenta ritoccato in una sola unità, cioé Meggiorini al posto di Kutuzov. Il giro palla impostato dai difensori, in particolare dai due centrali, si sviluppa troppo per vie laterali, consentendo al Cagliari di piazzarsi nel miglior modo possibile, di alzarsi in pressing e di costringere al calcio lungo i baresi.

Per una buona mezz’ora è il Cagliari a dettare i ritmi alla partita, senza costruire palle gol clamorose, ma organizzando manovre rapide che partoriscono situazioni pericolose, alle quali contribuiscono pure eccessi di confidenza indesiderati dei difensori biancorossi. Gillet non compie miracoli, né interventi prodigiosi, ma resta sempre all'erta su Cossu (destro a fil di palo), Matri, Dessena, Parola. Un Bari frenato, quasi spezzato in due, esterni mai messi in moto e punte di conseguenza poco servite. Qualche fiammata di Rivas, il tentativo riuscito di rialzare la testa negli ultimi dieci minuti, quando il Cagliari paga lo sforzo atletico e si «tiene» nella propria tre-quarti. La prima conclusione barese è datata 35’, facile per Marchetti bloccare il destro di Rivas. Sinceramente troppo poco.

Meglio, almeno sotto l’aspetto psicologico, l'avvio di ripresa barese. La squadra prova a salire di qualche metro, praticando vie più verticali. Il problema è, però, che il Cagliari non si scompone e seppur di fronte ad una maggiore volontà dei biancorossi, disegna ancora tre occasioni per passare, approfittando di spazi invitanti. Un destro di Dessena di poco fuori, un micidiale contropiede di Jeda chiuso da un sinistro a fil di palo di Lazzari, un’altra botta di Lazzari che Gillet mette in corner con volo plastico. Però il Bari è più vivo. E dopo aver inserito Langella per Alvarez, Ventura prova a vincere la partita gettando nella mischia, forse troppo tardi, Kutuzov per Rivas. Due punte centrali, dunque, e due esterni attaccanti (Meggiorini si allarga), un modo coraggioso di proporre sempre l’uno contro uno alla linea bassa degli ospiti. Dal 20’ Bari a trazione largamente anteriore. E cade la prima opportunità per il Bari, con Meggiorini che spedisce un bolide da venticinque metri sul quale Marchetti vola letteralmente.

Ma la mossa giusta l’azzecca Allegri, spedendo dentro Nené al minuto ventisette e raccogliendo i frutti quattro minuti dopo: bruciante l’azione, lo scambio Nené-Jeda- Nené, ma incredibile il liscio di Ranocchia che consente all’attaccante brasiliano di freddare Gillet. Vantaggio meritato e giusto. Messo a repentaglio da una distrazione della difesa cagliaritana che lascia rimbalzare una lunga punizione di De Vezze costringendo Marchetti al miracoloso salvataggio in angolo. 

• I risultati: perde anche il Bologna
• La classifica: il Bari a quota 6
• I cannonieri: Di Natale 7 gol
• Il prossimo turno: Milan-Bari

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