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Il Bari di Ventura  a caccia del bis

Diretta della partita
Vediamo se è tutto oro quello che luccicava domenica pomeriggio nel campionato di serie A di calcio. Dall'Atalanta sommersa da quattro gol e buone giocate, ad un Cagliari incazzato nero per la sconfitta immeritata rimediata contro l'Inter e avvelenato dall'unico punto in classifica
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Il Bari di Ventura  a caccia del bis
di FABRIZIO NITTI

BARI - Vediamo se è tutto oro quello che luccicava domenica pomeriggio. Dall'Atalanta sommersa da quattro gol e buone giocate, ad un Cagliari incazzato nero per la sconfitta immeritata rimediata contro l'Inter e avvelenato dall'unico punto in classifica. Non è questione di credere o meno nella forza di questo Bari che cresce e fa passi da gigante, ma il calcio viaggia ormai alla velocità della luce e il tempo delle verifiche quasi si sovrappone a quello delle gioie. Giusto perché siamo da tempo in argomento di energia e fotovoltaico, l'importante questa sera sarà non avere cali di tensione, tirare diritto dimenticando la passeggiata contro i bergamaschi e tenere sempre alzate le antenne su una partita che, seppur quinta di campionato, potrebbe già imprimere una piccola svolta.

Tutto bello, strameritato, ma anche fin troppo semplice nel 4-1 rifilato ai bergamaschi, tutto da decodificare questo match che oppone il lanciatissimo Ventura (gli sono bastate quattro partite per trascinare il Bari nella storia, mai prima d'ora imbattuto in A dopo quattro turni) all'inguaiatissimo Allegri, inchiodato da risultati che non hanno premiato il suo Cagliari come avrebbe invece meritato. Partita scomoda. Scomoda perché quella sarda è formazione dai valori tecnici importanti, scomoda perché c'è il rischio di interpretarla un po' sotto tono, come accadde contro il Bologna dopo il pari di San Siro. Ma partita che il Bari deve far sua per dimostrare che il grado di maturità tende verso l'alto. Più che quella di San Siro, domenica prossima, conta questa infida notturna del San Nicola. E Ventura ne è convinto più di tutti.

«Contro l'Atalanta abbiamo avuto il vantaggio di far gol subito e questo ha un po' stordito i nostri avversari. Resta una buona squadra, sono contento che Conte sia andato lì. Dal punto di vista tecnico ha i giocatori giusti per il suo calcio, è una buona squadra. Il Cagliari è diverso, non ha un tecnico a rischio, ha fatto benissimo domenica, ha conservato la struttura che l'anno scorso ha sfiorato l'Europa. Non possiamo abbassare la guardia, questa partita ha per me una importanza incredibile. Mi darà segnali importanti. Siamo cresciuti, ma siamo maturi? Se centriamo un nuovo successo, vuol dire che siamo arrivati all'appuntamento con la carica giusta, psicologicamente a posto. Mi darà risposte sotto l'aspetto dell'umiltà, del carattere... È uno scontro diretto, ci metteremmo a otto punti dal Cagliari e Milano diventa libidine pura, solo per il piacere di spegnere le luci a San siro. Questi sono punti pesantissimi in palio. Ma bisogna giocare da squadra. La struttura del Cagliari è rimasta la stessa, un vantaggio gigantesco. Poi ci sono avvii di stagione buoni o meno buoni, ma la squadra è organizzata, ha qualità, soprattutto gioca con tre calciatori sempre offensivi, come Cossu, Jeda e Matri, pericolosissimi. Se la giocano sempre, sarà partita diversa, molto tattica. Si schierano in modo strano, cioè due punte larghe e un trequartista centrale basso. Ranocchia e Bonucci sulla carta non hanno avversari... Occorrerà una capacità di lettura elevata».

«Sono orgoglioso di quanto stiamo facendo. Ho avuto la sensazione che la gente si sia divertita domenica. Siamo partiti fra lo scetticismo, anche giustificato direi. Ma ho avuto la sensazione che il feeling sia ripartito, che il pubblico abbia sentito di nuovo sua la squadra. Non era facile, non è stato facile. Mi sono ritrovato qui con il niente. Pubblico incazzato, società venduta e non venduta, un contesto duro. E la squadra in mezzo. Faccio un esempio: con chi parlo di premio salvezza, di stipendi che non arrivano? Ora va tutto meglio. C'erano valori in questa squadra, tutto sommato non li ho depauperati. No dico alla gente di venire allo stadio. Lo spot migliore è: “chiedete a chi c'era”».

Giramondo della panchina, ma c'è sempre una prima volta. «Per me è una partita strana, particolare. E' la prima volta che affronto il Cagliari da ex. Quattro anni lì non si dimenticano. Con Cellino non molti ce la fanno, è stimolante ma non facilissimo. Ho ricordi fantastici, dalla cavalcata verso la A, alle grandi battute... Vendemmo O'Neill alla Juve, Macellari all'Inter, Zebina alla Roma. Annata stratosferica».

Caso Balotelli. Cagliari razzista? Ventura respinge le accuse: «Ho una mia teoria. Non hanno fischiato perchè è di colore, sarebbe una brutta forma di razzismo... Balotelli fa di tutto, come dice Mourinho, per far si che la gente non lo adori. Balotelli, come Cassano, è il calcio. Cassano è migliorato tantissimo, Balotelli deve capire che la strada da percorrere è quella della disponibilità. Mourinho lo sta aiutando molto, sono certo che ci ruscirà. Ma non parliamo della gente cagliaritana come gente razzista. I tifosi del Cagliari tifano, non odiano nessuno... Cagliari rappresenta una regione, tifano per la Sardegna, non esiste il razzismo».

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