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Domenica 24 Settembre 2017 | 03:35

Lecce prigioniero della paura  a Trieste occorre una scossa

E qualcosa sembra che si stia muovendo in queste ore. Ieri pomeriggio, è stato visto in città Roberto Zanzi, una vecchia conoscenza del Lecce per essere stato già nei quadri societari, come segretario generale dal 1997 al 2000. Una visita di tre giorni in Puglia, quella di Zanzi, nella quale domenica ha visto la partita del Bari contro l’Atalanta e oggi assisterà a Lecce a Gallipoli-Ancona
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Lecce prigioniero della paura  a Trieste occorre una scossa
di MASSIMO BARBANO

LECCE - Servirebbe una sterzata vigorosa per allontanare una crisi il cui principale rischio in questo momento è quello di abbassare il livello di autostima di una squadra che ha estremo bisogno di consolidare la sua forza caratteriale. Insomma, si deve lavorare per porre finalmente fine alla interminabile transizione che ha accompagnato questo inizio di stagione. Con una più forte carica identitaria sul campo e sembrerebbe pure con qualche aggiustamento in corso del progetto societario. Se, come è stato ribadito, si è ritenuto di elidere la figura del direttore sportivo dall’assetto della società, non è stata esclusa quella di un direttore generale. 

E qualcosa sembra che si stia muovendo in queste ore. Ieri pomeriggio, è stato visto in città Roberto Zanzi, una vecchia conoscenza del Lecce per essere stato già nei quadri societari, come segretario generale dal 1997 al 2000. Una visita di tre giorni in Puglia, quella di Zanzi, nella quale domenica ha visto la partita del Bari contro l’Atalanta e oggi assisterà a Lecce a Gallipoli-Ancona. Secondo voci attendibili, Zanzi si è incontrato ieri con alcuni esponenti della società del Lecce. 

Massimo riserbo sui contenuti del colloquio, ma non si può assolutamente escludere che si siano poste le basi per una collaborazione non tanto futura. Zanzi, 42 anni, diplomato Isef, dopo l‘esperienza leccese alla fine degli anni Novanta, è stato direttore generale nell’Atalanta, nell’Udinese e, da ultimo nel Siena, società con la quale nello scorso mese di agosto ha rescisso consensualmente il rapporto. Successivamente, Zanzi è stato molto vicino a due altre società di serie A, il Bologna e il Napoli, ma le rispettive trattative non hanno avuto esito. Ora, insomma, ci sarebbero le condizioni per riallacciare il rapporto con il Lecce. Per ora si tratta solo di illazioni, così come è tutto da definire quale potrebbe essere il ruolo effettivo della sua figura professionale in una società che aveva deciso di «autogestire» il mercato attraverso i propri quadri estendendo contestualmente le competenze dell’allenatore. Di certo, se qualcosa cambierà, questo avverrà in tempi non lunghi. E già nei prossimi giorni ci potrebbero essere delle novità. 

Insomma, non una vera e propria marcia indietro, ma una correzione di tiro dettata dalla necessità di non lasciare scoperta una figura apicale in seno alla società che diventa strategica, non solo nella fase operativa del calciomercato, ma anche negli altri periodi dell’anno, laddove c’è la necessità di tessere le fila in vista dei momenti cruciali. Nel frattempo, c’è il campionato che va avanti e che, come detto all’inizio, impone un drastico cambio di rotta, prima che questa falsa partenza, dilatandosi ulteriormente, diventi una pericolosa linea di tendenza. Cinque punti in cinque partite sono una media che, in proiezione, non garantiscono neanche la salvezza. E, nelle aspettative dell’ambiente, ma anche degli addetti ai lavori, il Lecce partiva con ben altre credenziali. A Trieste il Lecce troverà una squadra speculare sia nell’assetto tattico (il 4-4-2) che nelle condizioni emotive. Dopo, infatti una buona partenza che aveva elevato la soglia dei obiettivi, la squadra di Gotti è incappata in due pesanti sconfitte consecutive che l’hanno riportata con i piedi per terra. Molte le analogie con questo Lecce. Stasera, però, solo una delle due uscirà dalla crisi.

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