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Lecce, ora serve una sterzata

Serve una sterzata al campionato del Lecce che porti la squadra in una dimensione di classifica più consona alle sue ambizioni. Lo pensa il capitano Guillermo Giacomazzi che considera la vittoria con il Crotone imprenscindibile. Servirà una partita diversa da quella in casa con il Frosinone. Che elementi ci sono per poterlo sperare?
• Gli arbitri della 5ª giornata di serie B
Lecce, ora serve una sterzata
di Massimo Barbano

LECCE - Serve una sterzata al campionato del Lecce che porti la squadra in una dimensione di classifica più consona alle sue ambizioni. Lo pensa il capitano Guillermo Giacomazzi che considera la vittoria con il Crotone imprenscindibile.

Servirà una partita diversa da quella in casa con il Frosinone. Che elementi ci sono per poterlo sperare?

«Due settimane in più di lavoro e la convinzione che abbiamo capito tutti quanti che cosa è la serie B. Siamo andati a Modena e abbiamo trovato una squadra che in casa si difendeva con dieci uomini in venti metri e aveva solo Bruno davanti. Noi che giocavamo fuori casa dovevamo stare attenti al contropiede. Poi, tornando alla partita col Frosinone, doveva finire con una nostra vittoria. Ci furono cinque limpide palle-gol fallite».

Il direttore sportivo Angelozzi lasciando il Lecce ha detto che è una squadra da serie A. È d’accordo o Torino, Reggina, Brescia sono più forti?

«Se ha detto così vuol dire che crede nei giocatori che ha portato e in quelli che erano nella rosa. Non penso che Torino, Reggina e Brescia siano più forti, ma sicuramente hanno più esperienza di noi che, a parte qualcuno, siamo una squadra di giovani. Hanno giocatori che hanno giocato molto in serie B e anche in serie A e questo permette loro di leggere le situazioni durante le partite. Questo naturalmente sulla carta, perchè abbiamo visto che la Reggina ha perduto in casa con il Vicenza e questo la dice lunga sul campionato di serie B».

Anche il Lecce non ha brillato in queste prime giornate. Cosa serve per ottenere la continuità?

«Siamo stati un pò altalenanti. Nelle prime partite abbiamo avuto il problema della fase difensiva. A Modena la squadra è stata molto attenta e ha chiuso tutti gli spazi, però abbiamo creato di meno del solito. Bisogna trovare la quadratura, esprimere la nostra identità in fase offensiva e difendere bene. Insomma, fare qualcosa di più in attacco e concedere meno in difesa».

Qual’è il Lecce che le è piaciuto di più in questo primo scorcio di torneo?

«Il secondo tempo di Piacenza e i primi venti minuti con il Frosinone. Dobbiamo cercare di produrre quel tipo di gioco, ma facendo attenzione a non scoprirci. Al contrario, dobbiamo fare scoprire gli avversari».

Insomma, la ricerca di un equilibrio è il problema del Lecce?

«Sostanzialmente sì, è un problema che ci portiamo avanti già dalla partita con il Vico Equense, quando i nostri avversari riuscirono a tirare in porta due o tre volte, decisamente troppe quando si affronta una squadra di quel genere. Anche con la Sampdoria giocammo bene, nonostante i sei gol subìti. Il problema è che se vuoi avere buone possibilità di finalizzare l’azione devi attaccare con quattro cinque uomini, perchè uno o due non bastano. E quindi corri il rischio di prestare il fianco al contropiede. Poi a Modena abbiamo quadrato questo problema. Ora però, bisogna vincere, così daremo valore al punto di Modena, altrimenti non servirà a nulla».

Il Crotone, comunque, dovrebbe essere una squadra modesta, di sicuro non avrà la pericolosità del Frosinone in avanti...

«Per quello che ho visto sono abbastanza veloci. Si difendono bene e ripartono con rapidità. A Empoli hanno giocato una partita molto intensa, hanno cercato il pareggio e quasi l’impresa gli riusciva se non fosse stato per quei due gol nel finale. È la classica squadra di serie b che si difende in blocco e riparte con due attaccanti veloci che ha in avanti».

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