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Venerdì 22 Settembre 2017 | 15:36

Lecce, dopo Angelozzi  senza direttore sportivo

La certezza è che il club (serie B di calcio) non avrà un ds. Una società autosufficiente che gestirà la campagna acquisti e cessioni con i suoi quadri, su mandato dell’allenatore-responsabile tecnico. Nessun distacco per Orlando che non sarà il diesse come si era ventilato. Il nuovo assetto sarà una gestione collegiale: «Non abbiamo consegnato le chiavi della società», ha detto il presidente Giovanni Semeraro
Lecce, dopo Angelozzi  senza direttore sportivo
di Massimo Barbano

LECCE - La certezza, come era previsto è che il Lecce non avrà un direttore sportivo. Una società autosufficiente che gestirà la campagna acquisti e cessioni con i suoi quadri, su mandato dell’allenatore-responsabile tecnico. In ogni caso, nessun distacco per Filippo Orlando che non sarà il diesse come si era ventilato. Il nuovo assetto sarà comunque una gestione collegiale: «Non abbiamo consegnato a nessuno le chiavi della società» - ha detto il presidente Giovanni Semeraro. 

Sui rischi invece di un club che dovrà operare senza la figura apicale del direttore sportivo: «Li conosciamo, ma a me piacciono le sfide. Il principale responsabile di questa linea sono io. Vediamo come va, non è escluso che si possa cambiare in futuro». 

Questo il dopo-Angelozzi disegnato dal presidente che boccia solo a settori l’operato dell’ex direttore sportivo. Così le cessioni dell’estate, motivo per il quale Angelozzi non è stato esonerato a giugno, ma solo ora dopo il calciomercato. «Diciamo che l’ha gestita al meglio - ha detto Semeraro - forse si poteva ricavare qualcosa di più. E ora i costi del suo contratto sono comunque un aggravio alle perdite già esistenti». 

Poi sulla retrocessione e la rottura con Papadopulo da parte di Angelozzi dà un colpo al cerchio e uno alla botte. «Non ritenevamo che Papadopulo fosse un allenatore in grado di gestire una squadra in serie A - prosegue Semeraro - poi queste dinamiche sono difficili da controllare, ci si mette la suscettibilità degli allenatori, dei direttori sportivi... Non so se Papadopulo poteva fare meglio di Beretta. Beretta ci sembrava avesse i numeri giusti per la serie A. Non si capisce perché è andata così. Non certo per la mancanza di un trequartista. Poi, sembrava che l’unico trequartista esistente fosse Karhja». 

Quindi la dilatazione dei tempi di mercato lamentata dall’allenatore che ha avuto la squadra in cantiere fino alla fine. Colpa di Angelozzi? «No - dice Semeraro - la responsabilità è di un certo signor Cacia, che evidentemente non sta male, visto che gioca e segna a Reggio Calabria. Noi siamo stati appesi ai suoi capricci, quando ci siamo resi conto che non c’era molto da fare abbiamo trovato il sistema per buttarlo fuori. È stato molto scorretto. Meno grave, ma ugualmente un problema, è stato il comportamento di Polenghi, che a un certo punto ha deciso che doveva andare via».
 
I contrasti fra Angelozzi e De Canio, infine, sono frutto del nuovo assetto organizzativo non accettato dall’ex direttore sportivo. Che si aspettava l’esonero fin da giugno? «Probabilmente lo intuiva - sostiene Semeraro - in quell’occasione mi disse che non poteva accettare una cosa del genere e cioè che il settore tecnico fosse di esclusiva competenza dell’allenatore». 

Il perché di un esonero che non arrivò a giugno. «Angelozzi doveva gestire la campagna trasferimenti della quale aveva tutti i riferimenti».
Dunque, un «mandato ad acta», sul quale però c’è stata sempre la ratifica dell’allenatore: «Tutte le operazioni di mercato - rimarca il presidente - sono state fatte d’accordo con De Canio». 

Poi Semeraro chiarisce il caso-Fiore che ha polemizzato con la società per il suo mancato ingaggio. «Gli avevamo proposto un contratto a gettone - dice - lui lo ha ritenuto riduttivo e come controproposta ci ha chiesto 200mila euro l’anno. Francamente mi sembravano un po’ troppi per un giocatore che doveva ricostruirsi e che era da tanto tempo lontano dai campi di gioco. Però gli abbiamo risposto che ne avremmo parlato con l’allenatore. Poi De Canio, molto onestamente, gli ha detto: “Ti libero, perchè non vorrei che perdessi qualche occasione in questi ultimi giorni di mercato”. Poi la sua risposta è stata quella polemica». 

Un riferimento ai tifosi che potrebbero essere soddisfatti dell’esonero di Angelozzi, da sempre nel mirino della piazza (sono in uscita dei maximanifesti con la scritta «Era ura»): «Sia l’ingaggio di Angelozzi, che la sua conferma ed oggi il suo esonero sono fatti nell’interesse primario della squadra. Se i tifosi ci seguono, a noi non può che far piacere». 

E l’addio di Angelozzi che sostiene di aver lasciato un Lecce da serie A? «Non sono d’accordo. Siamo ancora in costruzione. Vedremo strada facendo».

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