Cerca

Sabato 21 Ottobre 2017 | 21:36

Donati già in palla «Bari, avanti così»

Il centrocampista: ora vinciamo. Non capita spesso che un pareggio subìto ben oltre il novantesimo venga accolto di buon grado. Succede in casa biancorossa dove nessuno ha voglia di rovinarsi l’ennesimo pomeriggio di speranza per colpa di Budan. Un pari non è una vittoria, ovvio che la differenza c’è ed è netta. Ma in questa fase della serie A il risultato non è l’unico motivo di analisi
• Mora in Spagna, summit con Barton
• Lavoro differeziato per Alvarez e Parisi
• Ranocchia: «Atalanta da non sottovalutare»
Donati già in palla «Bari, avanti così»
di ANTONELLO RAIMONDO


BARI - Non capita spesso che un pareggio subìto ben oltre il novantesimo venga accolto di buon grado. Succede in casa Bari dove nessuno ha voglia di rovinarsi l’ennesimo pomeriggio di speranza per colpa di quella zampata rapinosa di Budan. Un pareggio non è una vittoria, ovvio che la differenza c’è ed è anche netta. Non solo in classifica. Ma, come spesso sottolinea il saggio Ventura, in questa fase della stagione il risultato non è l’unico motivo di analisi.

Per la terza volta in altrettante giornate il Bari arriva al risultato sfuggendo dagli episodi e dalla casualità. Segno di un gruppo che sta diventando squadra, di interpreti che recitano in un coro, di un progetto che acquista sostanza col passare delle giornate. Non è un Bari che ha già risolto tutti i suoi problemi. E nemmeno un Bari in grado di sentirsi già con la salvezza in tasca.

A settembre non si può che parlare di piccoli segnali, di indicatori di tendenza, anche di speranze perché no? Non è il tempo di bilanci e nemmeno di certezze. Qui non c’è da promuovere e bocciare nessuno. Piuttosto di fare una sana e serena presa d’atto. E di sottolineare come il presente sia molto più roseo rispetto alle aspettative figlie di un’estate tribolata e contradditoria. Il Bari c’è, ha un’anima, corre, prova ad imporre il proprio gioco, sbaglia ma ha sempre la forza per guardare oltre le difficoltà. Non male per una matricola che in tanti, due mesi fa, non avevano esitato a definire «scommessa». Con il realismo di chi conosce le difficoltà della serie A.

Massimo Donati rappresenta una dei motivi per guardare avanti con fiducia. Non è ancora al top della condizione ma si vede lontano un miglio che uno così farà molto comodo. Centrocampista tosto, il classico esempio di quantità abbinata a qualità. «Ritrovare il calcio italiano è stata una sensazione bellissima - dice il ventottenne centrale che Perinetti ha ingaggiato dal Celtic di Glasgow - in Scozia sono stato benissimo ma certe cose mi mancavano. Lì vincevo partite 3-0 ma non c’era gusto. Vuoi mettere la soddisfazione di un pareggio strappato a una squadra forte come il Palermo? Sono contentissimo della scelta che ho fatto».

«In campo penso di essermela cavata sufficientemente - spiega Donati, all’esordio con la maglia del Bari - sono al sessanta per cento per via di quel problemino muscolare accusato dopo il primo allenamento al “San Nicola”. Sento di ringraziare tutti i miei compagni, però. Mi hanno aiutato nell’inserimento, sono stati un prezioso riferimento nell’interpretazione del calcio voluto da Ventura. Il mister ha chiesto a me e Gazzi di garantire soprattutto copertura visto che il Bari schiera quattro uomini offensivi. Credo che io e Alessandro ce la siamo cavata benone prima del calo generale nell’ultima parte di gara».

«È un pareggio che va accolto con soddisfazione - il messaggio di Donati - perché arrivato dopo una prestazione importante. Certo, lì per lì abbiamo rosicato perché la partita ormai era finita. Ci ha fregato un rimpallo, in fondo. Però il Palermo l’ha meritato per la grande pressione esercitata negli ultimi trenta minuti. Credo ci stia vista la qualità della rosa a disposizione di Zenga. Mi pare che loro abbiano dichiarato di puntare allo scudetto... Insomma, io non credo siano stati solo demeriti nostri. Se hanno pareggiato è perché hanno tirato fuori la qualità dei loro singoli».

«Per una squadra che deve salvarsi è sempre importante muovere la classifica - continua Donati - ecco perché il punto di Palermo ce lo teniamo stretto insieme agli altri due. Ci siamo messi alle spalle due trasferte molto impegnative come Milano, sponda Inter, e Palermo. Ora è chiaro che dobbiamo cercare di vincere. Soprattutto in casa, a cominciare dall’importantissima partita di domenica prossima contro l’Atalanta. Queste prime tre giornate raccontano di un Bari in grado di centrare l’obiettivo salvezza».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione