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Giovedì 21 Settembre 2017 | 05:03

Il Gallipoli punito dai calci da fermo

Le disattenzioni su palla inattiva sono costate sei punti. Insomma il lavoro per il tecnico Giannini non manca, ferma restando la crescita complessiva della squadra. Poi, bisogna non farsi prendere dall'isteria degli ultimi minuti, perché caricando una situazione che non esiste si finisce per creare inutilmente uno stress psicologico dannoso nel campionato di serie B di calcio
Il Gallipoli punito dai calci da fermo
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - In effetti, c'è qualcosa che non va nell'avvio di stagione gallipolino. Non le storture del sistema e gli sfavori arbitrali, per reclamare i quali servirebbe una casistica più ampia. Piuttosto il Gallipoli paga a caro prezzo le disattenzioni su palla inattiva. Nonostante tutte le difficoltà incontrate dalla metà di agosto ad oggi, senza quelle sbavature sui calci di punizione avversari, la squadra di Beppe Giannini avrebbe avuto 6 punti in più. Sommati ai 3 fin qui conquistati, porterebbero i giallorossi un solo punto sotto le due capoliste, Frosinone e Brescia.

Più in generale, la retroguardia salentina soffre i cross, non solo quelli da fermo.

Basta ricordare i sei gol subiti. Ad Ascoli Romeo pareggiò di testa su una punizione battuta da destra: l'attaccante ascolano superò Koprivec saltando tra due difensori gallipolini. Contro il Cesena, il primo gol è arrivato da un cross di Do Prado per la testa di Giaccherini; poi i bianconeri raddoppiarono su rigore di Do Prado. A Grosseto i gol subiti furono due: il primo di Joelson su un rigore molto generoso concesso dall'arbitro Russo per un fallo inesistente di Sosa; il secondo a dieci minuti dalla fine: Conteh risolse in spaccata una mischia in area sugli sviluppi di un calcio piazzato. Col Sassuolo ancora una punizione fatale: la carambola del pallone ha incontrato lo sfortunato intervento di Sciarrone, ma sia Bressan sia Masucci hanno sovrastato la difesa nel gioco aereo. Nessuno cerchi in Carlo Sciarrone il capro espiatorio dell'ultimo pareggio: il portiere era stato decisivo, ma in senso positivo, a Grosseto e sabato scorso prima di subire la rete degli emiliani.

Insomma il lavoro per Giannini non manca: ferma restando la crescita complessiva della squadra, c'è da registrare il comportamento dell'intera squadra sulle palle inattiva a sfavore. E non farsi prendere dall'isteria degli ultimi minuti, perché caricando una situazione che non esiste (solo il gol di Masucci è arrivato nei minuti finali, mentre Conteh aveva segnato 10' prima del triplice fischio) si finisce per creare inutilmente uno stress psicologico dannoso. Oggi, intanto, alle 15.30 ripresa degli allenamenti a San Donato.

Infine, dopo la storica serata del 17 maggio, la squadra torna ad abbracciare la <Città Bella>. È prevista per questa sera infatti la presentazione ufficiale del Gallipoli al suo pubblico. Un bagno di folla che sarà solo il pallido ricordo di quella festa promozione, ma che darà il giusto benvenuto alla società di Daniele D'Odorico ed alla rosa assemblata da Vittorio Fioretti. Con inizio alle 20.30 (appuntamento al Teatro Italia), tutti i tesserati si presenteranno uno dopo l'altro dal palco. C'è attesa soprattutto per conoscere i visi di chi non ha ancora vestito la maglia del Gallipoli: Daino, D'Aversa, Smit, Garavano, Pallante (si attende il transfer), Eliakwu (non ancora tesserato). Ovviamente sfileranno anche gli uomini dello staff dirigenziale, tecnico e medico. A seguire i presentatori, Bruno Conte e Dora Pisanello, modereranno le interviste a Beppe Giannini e Daniele D'Odorico. L'organizzazione preannuncia anche qualche sorpresa che comunque si sarà consumata entro le 22. In platea è atteso il sindaco, Giuseppe Venneri, che ha ricevuto l'invito dalla società. La presenza del primo cittadino però è in forse: sulla questione-stadio si è spezzato il flirt coi tifosi, che lo contestano con regolarità dalla Curva Sud.

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