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Martedì 24 Ottobre 2017 | 07:50

Lecce, per Rosati il plauso di Lorieri

L'ex dei salentini: «È ripartito alla grande dopo le critiche». Il portiere è passato dal banco degli imputati al ruolo di protagonista. Nelle settimane scorse indicato come il principale responsabile delle sconfitte di Piacenza e in casa col Frosinone, è stato invece determinante a Modena. A dargli ragione non soltanto lo score (nessuna rete subita nell'ultima gara di serie B di calcio), ma anche due interventi prodigiosi
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Lecce, per Rosati il plauso di Lorieri
di Massimo Barbano

LECCE - Dal banco degli imputati al ruolo di protagonista. Antonio Rosati, nelle settimane scorse indicato come il principale responsabile delle sconfitte di Piacenza e in casa col Frosinone, è stato invece determinante a Modena. A dargli ragione non soltanto lo score (il Lecce non ha subìto reti dopo averne prese sei nell’arco delle precedenti due partite), ma anche due interventi salvarisultato (uno su Bruno, l’altro su Catellani) e una sostanziale sicurezza con cui ha condotto la partita.

In tribuna al «Braglia» di Modena, c’era uno che di parate se ne intende: Fabrizio Lorieri, una carriera quasi ventennale fra i pali, anche quelli del Lecce, dove nel 1997 conquistò una promozione in serie A.

Così l’ex «saracinesca» del Lecce ha visto la fase difensiva del Lecce ed in particolare Rosati che veniva fuori da un periodo non molto felice. «La fase difensiva - spiega Lorieri - non ha avuto particolari affanni, tanto è vero che il Modena si è smarcato a rete solo due volte in tutta la partita. Per quanto riguarda Rosati, devo dire che ha riposto alla grande in quelle due occasioni salvando il risultato. Erano delle palle-gol molto favorevoli. Ma poi, a parte questo, è significativo che sia riuscito a lasciarsi alle spalle un periodo negativo ripartendo nella maniera migliore dopo molte critiche che gli sono piovute addosso, anche un po’ esagerata. Questo è un segnale di personalità».

Segnali positivi quelli espressi da Rosati nel corso della partita di Modena ed anche decisivi per quanto riguarda il risultato, ma non si è avuta la controprova specifica di quello che era stato il tallone d’achille degli ultimi tempi e cioè i tiri da lontano. Le più pericolose occasioni del Modena, infatti, quelle neutralizzate da Rosati con ottimo tempismo, sono scaturite all’interno dell’area di rigore. «Etichettare i punti forti e quelli deboli di un portiere è sempre difficile - sostiene Lorieri - le partite sono fatte da episodi che hanno tantissime componenti. A volte sul tiro da lontano puoi avere la visuale coperta, altre volte ci può essere una deviazione impercettibile che dall’esterno ci si può non accorgere. La verità è che un portiere si valuta in base alla sua continuità e non su qualche episodio».

Per questo, sulla valutazione specifica che Lorieri fa del suo giovane collega, c’è molta cautela. «Era la prima volta che lo vedevo dal vivo - dice - ma il Lecce lo seguo sempre in televisione, quindi posso dire di conoscerlo bene. Mi sembra un portiere di grosse potenzialità, ma è troppo presto per trarre delle conclusioni. Come ho già detto, un portiere va valutato nel tempo, diamogli anche la possibilità di farlo, anche perché finora Rosati non è che abbia giocato tanto».

Giocare con continuità, quindi, è un fattore essenziale per crescere, specialmente per un portiere che è un ruolo critico.

«Le responsabilità di un gol possono essere di altri giocatori - prosegue Lorieri - ma alla fine, quando si subisce una rete chi ci mette la faccia è sempre il portiere. È la particolarità del ruolo. Il bravo portiere è quello che riesce anche a rimediare agli errori degli altri. In questo modo riesce a dare sicurezza anche alla difesa».

E Rosati può arrivare a questo? «La serie B è un palcoscenico importante dove potersi affermare - dice - ora lui ha una grande responsabilità, perché un conto è giocare qualche partita sporadica, dove puoi anche fare dei miracoli, un conto è avere tutto il peso sulle spalle. Lo vedremo nel tempo. A me sembra che il ragazzo ha tutte le potenzialità per emergere, d’altra parte la società ha puntato su di lui. Diamogli la possibilità di dimostrare quello che vale e aspettiamo di vedere di che pasta è fatto. A Lecce non è facile, perché è una piazza esigente, dove bisogna vincere. Quindi le responsabilità aumentano per tutti ed in particolare per il portiere. Ma, in Italia al momento non ci sono molti grandi portieri. Se uno di questi uscisse da Lecce non potrei che essere contento».

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