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Sabato 21 Ottobre 2017 | 07:00

Cras a valanga nella prima uscita travolto il Rende a Cisternino

Le campionesse d’Italia escono per la prima volta allo scoperto. L’impressione è buona. Sebbene si tratti di un’amichevole ad armi impari (94-46, +48 illuminante), con un Taranto sperimentale (4 petali fuori rosa, compresa la debilitata Zimerle a bordo campo), ma di matrice pesante rispetto ad un Rende di categoria inferiore, la prova è gradevole in attesa del massimo campionato di basket femminile
Cras a valanga nella prima uscita travolto il Rende a Cisternino
CRAS-RENDE 94-46

CRAS: Wambe 22, Siccardi 8, Montagnino 16, David 12, Godin 12; Oliva 2, D’Onofrio, Dimonte 9, Prado 2, Giauro 11. All. Ricchini.
CALABRA MACERI RENDE: Di Battista 9, Granieri 7, Nicolini 15, Strano, Torre 6; Monaco, Manzini, D’Arenzo 5, Catanese 2, Castagna 2. All. Romano.
ARBITRI: Perrone e Matarazzo di Taranto.
PARZIALI: 29-13, 49-24, 67-33, 94-46.

CISTERNINO - Il Cras campione d’Italia esce per la prima volta allo scoperto. L’impressione è buona. Sebbene si tratti di un’amichevole ad armi impari (+48 illuminante), con un Taranto sperimentale (4 petali fuori rosa, compresa la debilitata Zimerle a bordo campo) ma di matrice pesante rispetto ad un Rende di categoria inferiore (attrezzato per il sogno dell’A1), la prova è gradevole. Apprezza il centinaio di tifosi rossoblù, che raggiungono Cisternino. Al PalaTodisco, nonostante i carichi atletici del ritiro in valle d’Itria chiuso ieri, la formazione di Roberto Ricchini onora quel triangolo tricolore che campeggia sulla divisa blu d’allenamento.

Una riga sopra le altre è apparsa la play-guardia Kathy Wambe. L’ex Valenciennes, al primo test italiano, fa bella mostra delle sue armi: difesa asfissiante e ripartenza in velocità. Quando il pallino del gioco è nelle sue mani, il Cras fila danneggiando il Rende: +16 al 10’, +24 al 17’. La velocità impressa dalla belga è influenzata dalla difesa guardinga di Taranto, che poi in attacco attua schemi ad oltranza, spesso finalizzati da una Godin in versione elegante per tutto il match. Suoi gli ultimi 4 punti del primo tempo, che fanno rifiatare serenamente le rossoblù
.
La ripresa mette in risalto altre due nuove pedine del Cras: la guardia Montagnino alza la voce dalla sua distanza preferita (6.25 metri) ed il centro Giauro rompe gli indugi in attacco. Le conclusioni sono la logica conseguenza di un gioco semplice, le cui idee sono proposte dalla sempre lucida Wambe. Volano le cestiste tricolori, polverizzando il malcapitato Rende. Ferite provocate anche dalle pugliesi Siccardi (tripla del +34 al 28’) ed Oliva (+36 con una bella intuizione al 29’). Taranto gioca in scioltezza, Ricchini lo amministra pensando al prossimo futuro, quando gli avversari (tra Supercoppa del 3 ottobre contro Faenza, campionato che parte l’11 contro Como ed Eurolega col debutto ad Istanbul il 28 ottobre) porteranno un abito più resistente del Rende. Ma la squadra calabrese ha permesso alle joniche di rompere il ghiaccio. «Impressioni positive sulla squadra, ma siamo un cantiere aperto ed incompleto. Per un Cras maturo serviranno tempo e pazienza». E’ tornato anche Ricchini: realismo e pacatezza. Due armi che sono servite a vincere uno scudetto che ora brilla sulle canotte del Cras.

Alessandro Salvatore

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